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domenica 1 marzo 2009

Milano

Non finisce mai di sorprenderti. Hai camminato centinaia di volte in via Ozanam, ma sempre dallo stesso lato. Invece stasera, di ritorno dal Pacino con una tua amica, hai scoperto un negozio magico con dei bellissimi stivali viola in vetrina, e subito accanto la bottega di Eraclea, con delle tazze e teiere da Regina Margherita o casa delle bambole...

Eppure i tuoi, che sono stati qui due giorni (troppi per te, ma per questo andrai a leggerti il libro di Berne che hai sul comodino) la vedono con occhi diversi: troppi coriandoli, troppi stranieri, troppo inquinamento, il pollo della Cantina della Vetra che è "andabile"... E invece per te significa fidanzati, ex fidanzati, innamoramenti, amici, lavoro, tormenti, ornamenti, shopping, passeggiate, musica dei Baustelle e di Elio che la rappresentano benissimo... E Milano li ha ripagati bene, con un Carnevale fatto di fiumane di persone che rendevano ingestibile il passaggio, e con il 14, su cui eravate saliti, che si è del tutto bloccato in mezzo alla città, con 40° di temperatura interna!

Comunque oggi su Repubblica hai scoperto che rifaranno Corso Buenos Aires, che è già bellissimo, ma vogliono renderlo come la Fifth Avenue! Tu ci stai... anche se, quest'anno che sei stata per motivi tuoi in Viale Zara quando ha nevicato e ti sembrava la Lapponia, pensi che ci sarebbero altre zone della città che meriterebbero quei 2 milioni di Euro...

domenica 26 ottobre 2008

Fantasie

Sei sola in casa, ascolti Pop porno dei Genio, una scoperta di ieri, mentre tornavi in macchina sulla Palmanova da Carugate, dove hai fatto spesa da Decathlon. Eh sì, andrai in palestra: tapis roulant e pilates aspettano la tua pigrizia.


Niente di rilevante è successo: la tua vita è un mensile con copertine splendenti. Nessun vero contenuto, o meglio, nessun fatto. Solo scintillii, riflessioni... Ma va bene così.


Ora vuoi solo condividere che sei "una donna un po' porno".
Questa cartolina ti ricorda quanto ti eccitava la scena di Atto di forza in cui una umanoide che faceva la prostituta su Marte si scopriva il petto e mostrava tre seni ai suoi clienti...


giovedì 19 giugno 2008

L'inventario del niente

Ti fa quasi o del tutto rabbrividire il fatto che un giorno, il 20 febbraio 2002, era identico ad oggi. Allora avevi 6 anni di meno, eri una ragazzina, scrivevi piuttosto bene, eri molto molto triste.

Ti stupivano, come oggi, gli oggetti che avevi intorno: credevi che il tuo nonsenso, il fatto che la vita fosse triste e lontana da te fosse un fatto transitorio, ed eri in attesa di scappare. Ti vedevi in Nord Europa, felice, parlare un'altra lingua. Ti senti insomma come tanti anni fa. Guardi la tazza sporca, e il mix per il pancake, e ti fa schifo il tuo deplorare la vita e poi covare un piacere piccolo piccolo, e sottile, per i nomi delle cose, o per le formiche che sono le parole, o per le penne che solcano i fogli, o per il tocco dei tasti di una tastiera.

Cosa c’è dentro di te? ché fai ridere gli altri, che usi il sarcasmo per offendere e difenderti. Non hai nemici, né amici. Ti rendi conto che quando ti senti sola, scorri liste vuote, e hai paura. Sei un po’ più simile a come ti volevi, ma in fondo… ti chiedi... ha senso passeggiare, e neanche tanto spesso, per Milano, se Milano non è tua, e tu non sua.

E qui non c’è il fuoco dell’adolescenza, non c’è il giardino dei genitori, non ci sono gli abbracci degli amici. C’è che ti innamori e ti disincanti al primo sguardo truce, come un cagnolino intristito da un calcio inatteso e ingiustificato.

Sei diventata una di molte parole fuori e poche parole dentro. Poco tempo per il passato, troppo per il futuro. Sei niente. Ma questo non hai mai avuto paura a dirlo.

mercoledì 4 giugno 2008

Il tuo approccio bulimico alla vita

Vai su Postsecret e trovi proprio un'immagine che rappresenta la tua vigilia dell'estate. L'ossessione di una pelle tirata, una pancia piatta, una luce sul corpo e sul viso. Poi va i sulla versione francese e trovi la seconda cartolina: oggi hai pranzato come accade spesso al Kebab di via Palazzi, il più buono della città.

L'Orsacchietto è partito per Roma, per un colloquio di lavoro, e tu ti sei ferita ingurgitando carboidrati, zuccheri, grassi, scatolame, gelato, yogurt. Come fai a pesare 54 chili? Sono troppi, comunque. Hai paura dell'invecchiamento.

Ora hai mal di testa, non ce la fai a scrivere. Volevi solo dire che il nuovo lavoro ti piace e che è bello, la mattina, passare accanto a Villa Invernizzi e ai suoi fenicotteri rosa. Ed è ancora più bello che tu vivs in questa zona bellissima, con il tuo amore bellissimo, che domenica ha fatto i suoi primi buchi con il trapano per montare il vostro salotto Ikea.

venerdì 25 aprile 2008

Molestie e cucine

Sono successe tante cose, questa settimana.

Ieri l'Orsacchietto ha detto ai suoi che abbiamo deciso di vivere insieme. Non riesci a contenerlo, vorresti più tempo per tutti e due, per non logorare una storia molto bella.

Ieri sera sei uscita con Vik e un vostro vecchio amico che lavorava a Budapest con voi: ora lavora 12 ore al giorno come auditor in una grande società di consulenza. Vi siete divertiti abbastanza, a parte il vatto che Vik è piuttosto spenta, sempre indecisa, ripetitiva, e le vorresti spiegare che non trova un uomo per questo. Prima di arrivare a cena ti è successa una cosa raccapricciante: eri in metro, a un certo punto ti sei alzata e aspettavi che il treno si fermasse a Porta Genova. Ti guardavi intorno abbastanza distratta, finché ti sei accorta che un asiatico agitato e con un gigno orrendo ti stava fissando e ti stava quasi chiamando. Era seduto dietro altri passeggeri e ha esposto il suo pene enorme al di sopra del sedile che aveva davanti, e si stava masturbando e ti rideva in faccia soddisfatto, ed era pieno di gente; un uomo era seduto proprio davanti a lui e a questa scena orrenda, aveva il suo pene addosso. e quelli che erano vicini a lui non hanno detto o fatto niente, il silenzio più assoluto. Tu ovviamente hai girato subito lo sguardo e sei scesa, ma sei rimasta schifata, disgustata, impaurita. Ti è già successa a Budapest una cosa del genere, e hai sentito storie simili da una tua ex collega, ma sei veramente triste e svuotata. Stanotte hai dormito male e ora hai paura di scendere in metro. Erano le 9!!! Come se non fosse bastato, mentre salivi le scale mobili hai sentito che qualcuno che puzzava di alcool ti si è incollato addosso, e a Lima, prima di prendere la verde, un'alcolizzata ti aveva chiesto di mandare un sms a suo figlio per dire che aveva recuperato i soldi per la spesa e che stava tornando. Voleva pagartelo 50 centesimi.

Sei a pezzi. Pensi ai mille stupri al giorno, alla debolezza della donna, alla vergogna, alle perversioni. A uno che si masturba in metro in mezzo a decine di persone, senza che tu possa accedere a un telefono o chiamare la polizia.

Comunque ora sei sul progetto cucina, avete deciso di comprarne una nuova e giochi al piccolo architetto sul software di Ikea per la progettazione degli spazi, ma combatti con pochi metri quadri, con la monotonia dei mobili in fila, con un soffitto mansardato.

Quando il progetto sarà prondo lo condividerai.

Ah, hai anche deciso che lavorerai per 6 mesi in una grande multinazionale come HR Specialist. Hai detto addio al posto come redattrice a tempo indeterminato.

giovedì 17 aprile 2008

Caro diario

Ti è venuta voglia di scrivere con la penna, stasera. Di infittire fogli con l'inchiostro, e di lasciarli al tempo, al vento, agli amici.

Ti ha chiamata una tua ex collega, poco fa, e ti ha fatto molto bene: a volte vorresti che i tuoi amici leggessero il tuo blog, e cosa pensi di loro, ma dovresti chiuderlo al primo umore sbagliato. La tua ex collega ti ha commossa: ti ha detto che da quando non ci sei la gente non si dice più le cose in faccia, e questo lo sai che in fondo è un bene. Ti dicono: il tuo carattere forte. Ti dicono: la tua trasparenza. E tu non capisci come si concilii tutto questo con le tue lacrime e con il tuo tenerti tutto dentro, con la tua opacità, con il tuo non co-municare mai.

Sei in casa da sola stasera, senti solo la TV del vicino, che da quando dormi dall'altra parte della casa ha abbassato il volume. Niente Orsacchietto, niente festa delle Edizioni Pem. Solo flusso di pensieri, solo ricordi, proiezioni. Non sai perché ti infliggi tutto questo, perché la mondanità e la pioggia ti impigriscono così tanto.

Ti vedi come Carrie Bradshow tra 5 anni: basta accettare il lavoro di content manager a 800 metri da casa tua. O continuare a sperare, come stai facendo, che le Risorse Disumane ti vogliano. Che esca qualcosa di concreto prima di iniziare il nuovo lavoro: odieresti il sotterfuggi dei permessi, delle telefonate segrete, dello sdoppiamento di personalità. Tra l'altro esiste il periodo di prova, e non ti piacerebbe essere sbolognata. Non sei una furbona, i tuoi movimenti sono discreti come quelli di un elefante.

Oggi, poi, ti ha anche scritto il managing director di una delle compagnie che ti aveva fatto una proposta di lavoro: l'ultima mail che gli hai madato minacciava sottilmente un'azione legale (no, non sei pazza, hanno detto alla tua azienda corrente che avresti iniziato a breve da loro: tu non avevi né deciso, né ti eri dimessa). Sei quasi sicura che la cosa finirà così, in una bolla di sapone, ma oggi, mentre lavavi i piatti, hai fantasticato un'azione alla Rainmaker o alla Michael Moore: una piccola donna contro una multinazionale inglese che vende le persone, e che riceve una proposta da 25mila euro di risarcimento, allo scopo di scongiurare un'azione legale che porterebbe la compagnia nello scandalo.

American Sicko

Stupido navigare, per te, nient'altro. Non ti va di leggere, né di impegnarti a guardare la TV (se non il tandem Simpson-Futurama). Sei nella condizione di disoccupata, tra un contratto a tempo indeterminato finito, e uno che purtroppo ricomincerà tra qualche settimana.

Ti piace la nullafacenza, è innegabile.

Ieri hai visto Sicko con l'Orsacchietto. Adori Michael Moore, il suo stile da documentarista d'assalto, da giornalista non giornalista, da finto osservatore obiettivo, à la Michele Santoro. Il linguaggio gorgeous con cui parla agli americani, l'unico che sembrano capire.

Il film mostra le assurdità del (non) sistema sanitario nazionale USA, la loro paura dello statalismo, il malato meccanismo delle compagnie assicurative, la paura della gente, l'amoralità dei medici.

Chicche del film: tre heroes dell'11 settembre che vengono portati a Cuba per poter essere visitati e curati, e l'assegno da 12mila dollari che Moore manda 'in anonimo' alla moglie di un suo grande avversatore, il titolare del sito Moorewatch.com, da cui la signora lo ringrazia pubblicamente per averle permesso di sopravvivere nonostante il marito lo odi.

Uno stratega.

domenica 2 marzo 2008

Le sorelle M.

Come casalinga fai schifo, si sa: per togliere una macchiolina di colla dal pavimento nero, ne hai appena sbiancato un pezzo enorme con il Cillit Bang, che dovrebbero rinominare Killit Bang. Ma in compenso sai aggiustare come nessuno caldaie e finestre.

Niente di nuovo sotto il sole, tranne che piangi quasi tutti i giorni per il lavoro e che non riesci a coltivare relazioni. Con Petit Cheri tutto bene, fai talmente tanto sesso che ti svegli con gli addominali doloranti. La prossima settimana hai due colloqui, e questo ti rende piena di belle speranze, che preghi non vengano disattese.

Hai visto l'Ingegnere giovedì: ti ha portata a cena - dopo aver insistito tanto c'è riscuscito, ti ha sempre presa per sfinimento - ma alla fine hai pagato tu! Nel restau c'era una bionda strafiga, peraltro italiana, ma quanto ti sei sentita - forse ingiustificatamente - più bella e sicura, con il tuo interno spaccato, con il tuo nonsense permanente, con i tuoi capelli che la piastra non andava, con la tua povertà da 26enne emigrata. Con l'Ingegnere ti sei sempre messa nella condizione di quella che doveva ricevere e non riceveva (facendoglielo pesare), proprio perché avevi voglia di destrutturare la parte che si era dato di giovin signore, accompagnatore galante, corteggiatore veneziano, commerciante arricchito, elegante portatore di pashmine. In realtà non sa cosa sia la superiorità e non conosce l'effetto di chi vuol conquistare una donna con un regalo o una cena: nessuno come lui se la canta e se la suona, crede che assumere l'atteggiamento del cavaliere o definirsi tale gli consenta di esserlo davvero o di ottenere questo riconoscimento dagli altri. Ti ha chiesto ospitalità martedì prossimo e tu gliel'hai accordata. Ma l'idea di fare sesso con lui ti mette i brividi, dormirà su un altro letto: vi siete scambiati qualche bacio giovedì e l'esito è stato che non vedevi l'ora di tornare a casa!

Tu da una storia vuoi ben altro: non a caso i tuoi amori importanti sono stati: un quasi tossico, uno studente depresso e il meraviglioso stagista modello di cui sei innamorata!

Tua sorella il 5 aprile si sposa.

domenica 3 febbraio 2008

Incubi ed emozioni



Ti senti serena, sei piena di ricordi e belle speranze. La primavera impazza e ti fa impazzire. Persino il tuo vicino-papà gambalunga ieri pomeriggio ti ha detto: “con la primavera vieni fuori?”.

Ieri sera sei stata in Baracca, il famoso posto dove il Giovane Arbitro si riunisce il giovedì con i suoi amici e fa bisboccia con le cameriere. Ti ha presentata a una delle sue amiche, il resto hai voluto evitarlo. Eri stranamente in tensione, ti sentivi nel suo mondo senza avere alleati, un po’ fuori luogo. Il posto è molto carino, una brasserie molto curata che ti ricorda le tue birrerie storiche del Meriland.

Non sai cosa far prima e alla fine non fai niente. Ti piace startene al tuo laptop e maledire la connessione rubata a chissà chi, che svanisce nei momenti topici e non fa andare Emule come si deve.

Stavi sfogliando Casaviva di giugno, l’avevi comprato qualche giorno prima di venire a vivere nella tua bella mansarda, quando credevi che avresti messo su un nido insieme all’Ingegnere, che sta tentando di riavvicinarsi. L’altro giorno ti ha mandato delle foto molto carine, dei vostri viaggi per Roma, Firenze, quando eravate sempre in autostrada... Comunque su Casaviva ci sono dei bellissimi letti-alcova di una casa svedese di vacanza. E poi subito dopo delle immagini di una terrazza in Provenza. E tu immagini la tua vita in giro per campagne e città, estati al mare, primavere libere, immagini di essere ricca, e di non dovere andare a lavoro domani. Di non dover subire le tensioni delle riunioni del lunedì.

Stanotte hai sognato che prendevi la pillola, e che quindi non c’erano problemi circa le notti di sesso senza filtro a cui ti stai sottoponendo… Ma non è vero, e quindi cerchi su Google le parole “periodo fertile del ciclo”.

lunedì 28 gennaio 2008

Save Tonight


Dovresti fare i tuoi compiti d'inglese, ti stai appassionando di nuovo agli studi linguistici. Stai facendo conversazione con la Viki, la domenica sera, quando siete già insofferenti per l'inizio imminente della settimana di lavoro. Non starai qui a farla lunga su come ti si riattivino mille connessioni neuronali in più, quando studi o riprendi una lingua, su come ti piaccia che le parole, le frasi, ti vengano in testa in inglese, prima che in italiano, e che ti suonino in qualche modo meglio.

Stasera sei sul letto di Ikea che si chiama Leksvik, la baia dei giochi, il tuo Stagista-Modello-Arbitro parla svedese. Lo avete comprato insieme due settimane fa, la prima settimana di primavera qui a Milano, perfetta per comprare un letto... Per promettervi e darvi giochi, carezze, sorrisi, luci soffuse, solletico. Per guardarvi i volti: vi piacete, vi specchiate. Due Sagittari ascendenti Acquario. Gli uguali che si attraggono. Tu più vecchia di lui di due anni, e ti lasci chiamare Amore. Viene a trovarti, apre il vino, prepara una cannetta, aspetta che esci dalla doccia e ti piastri i capelli. Ti dice che sei bellissima, che hai un sorriso incredibile, e tu gli faresti da manager, per quanto è pieno di potenziale. Gli scrivi i versi della Nannini e gli chiedi se non vuole partecipare a Modeland.

Avete trascorso un bel week-end, vi siete visti tutti e tre i giorni. Visto che un blog serve in primis a te per ricordare, questa settimana siete stati:
- da Trattoria Mercato a Monza, a mangiare frittura di pesce, da far pagare all'azienda, dopo essere arrivati in scooter in tangenziale con una temperatura disumana;
- da Joe Peña's a bere un mojito al banco da vera señorita, mentre aspettavi lui per mangiare vero messicano alle 22.30 di un mercoledì;
- al solito Pacino Cafè, sotto casa tua, sempre pieno di gente il sabato sera, ma con qualche speranza in più del Frank;
- dagli Amici della Birra in piazza Udine, a mangiare carne reale, che non mangiavi da secoli, e lì vedevi quanto lui fosse bello e ragazzino, così semplice, a bere rossa e prendere la torta della nonna come dessert.
Avete concluso nella baia dei giochi, ovviamente, e poi stamattina a lavoro, di nuovo, a dichiararvi amore a tavola con i sottotitoli, per gabbare un po' i colleghi che in fondo hanno occhi e lingue.
Go on and close the curtains
All we need is candlelight
You and me and a bottle of wine
Going to hold you tonight
[...]
Save tonight
And fight the break of dawn
Come tomorrow
Tomorrow I'll be gone


Eagle-Eye Cherry, Save Tonight.

mercoledì 2 gennaio 2008

Hot flat

Poco da dire, troppo da dire.

E' successo moltissimo. Alla cena aziendale di Natale ti hanno rubato un vestito di Sisley al Fitzcarraldo. Questo, subito dopo il furto da Peck della borsa di Franci. Quando si dice la Milano bene.

Ma questo era il 2007. Il 2007 ti ha portato lo Stagiaire. Un ragazzo sexy e dolce, il Tuo stagista, quello che tu eri per Mark, il tuo bellissimo e fuggitivo capo. Avete diviso tantissimo: il letto, la casa (so cosy!), Palahniuk, baci, amore voluttuoso, lavoro, sguardi, sguardi degli altri, musica, vino, cibo, luci di candele.

Lui è bellissimo, voi siete bellissimi. Premurosi, sfacciati, rudi, linguisti.

Ha finito la sua storia, tu la tua, vi state bruciando così come deve essere. Stai bene, vorresti raccontare tanto, perdi sempre i dettagli per concentrarti sugli stati. Stai credendo di nuovo, è un bene.

Buon anno.

sabato 17 novembre 2007

Le coppie scoppiano

O forse: tutto scoppia. Sei scoppiata tu, che pensi contemporaneamente a contatti aziendali per il tuo lavoro, e a contatti aziendali per cambiar lavoro. A uscire con i tuoi amici, che diventano tuoi colleghi, e colleghi che diventano amici.

E’ scoppiata con l’Ing, che disprezzi sempre più – e lui disprezza te allo stesso modo.

Sei piena di pensieri, e tensioni, e cambiamenti. Vuoi liberarti, in parte lo stai facendo… ma…

Il 9 dicembre lui sarà fuori di qui, lo hai già detto?

Aspetti Vale, è a Lecco da una sua amica con prole, tornerà stasera. Tu farai forse le tue faccende da sabato pomeriggio e poi in preparazione per la serata. Cerchi di non impigrirti, e riuscire a scendere per comprare calze e biscotti. Forse stasera vedrai anche la Franci e un tuo 'lontano' collega che dev'essere simpatico. Cucina i pizzoccheri, ha idee ambientaliste, beve, ha vissuto un anno a Londra e ha gli occhi che sembra abbiano il kajal nero all'interno.

Ti chiedi forsennatamente: perché l’uomo, che ha paura di esser solo, poi in realtà si dimostra fatto per esser solo? Perché nessun rapporto dura per sempre? Perché da soli siamo mancanti eppure completi? Perché uno è poco e due è troppo?

sabato 10 novembre 2007

"Life is more intricate than it seems"

Sei completamente triste e afasica. Vorresti addormentare i tuoi sensi, e risvegliarti quando tutto è finito.
Ieri l'Ingegnere ti ha chiamata puttana, perché tu ti sei chiusa in bagno per rispondere a una chiamata, e lui ha pensato che fosse il tuo nuovo amante. E invece era solo il tuo ex. Ti sopravvaluta.

Ieri sera è stato il delirio. Gli hai detto che se il tuo spingere per la separazione vuol leggerlo come un cacciarlo di casa è libero di farlo. Tu gli fai schifo, ha detto.

Tu non aggiungi niente, non parli. Aspetti lo sfascio, sulla sponda del fiume il cadavere del tuo nemico. Di tutta questa situazione ti fanno rabbia diverse cose, ma più di tutte la sua piccolezza: tu hai il coraggio dei tuoi limiti, e li senti tuoi come i tuoi pregi. Lui cerca di esternalizzare tutte sue colpe, le sue mancanze, i suoi errori. Tutto questo è nato da una sua decisione, che tu hai deciso di portare a termine per lui. Quando hai smesso di disperarti, ha cominciato lui. E ti senti adolescente: ricordi la tua storia con Mimì? La sua forza era la trincea del suo silenzio, la dittatura del suo vittimismo aggressivo. Come hai potuto ricacciarti in questa situazione, rimetterti difronte a qualcuno che lascia senza parole, tanta è l'ingiustizia?

Sei sola in casa, adesso: Vale è uscita a far commissioni, e l'Ingegnere a vedere appartamenti che non vanno bene a priori. Ti senti innegabilmente superiore a tutti e due. Li odi, perché siete topi in gabbia. Sei ancora forte del week-end nel meriland, dell'amore dei tuoi genitori, che non riesci a ricambiare, tanta è la tristezza, la rabbia, la pressione e depressione che devi sopportare. Vuoi esplodere, vuoi piangere. Basta. Ti tira su anche il pensiero di G., che ieri ti ha chiamato appunto, dicendo che non voleva imbarazzarti, dato che eri a casa con lui: ma ti ha detto che tornava dal parchetto di Monterotondo con 10 euro di fumo, per alterarsi un po' e dormire. Stamattina avrebbe dipinto la sua stanza. Te lo sei immaginato trotterellare giù per la discesa che lo porta a casa, un po' contento e un po' triste. Vorresti chiamarlo, ora, e piangere nel telefono. Lui ti capirebbe, ma non potrebbe fare niente.

Su MTV hai visto per la prima volta il video di Ordinary day. Mentre la musica andava, e guardavi il labbiale di Dolores, hai discretizzato un flusso di parole. Tu non sei così brava in Inglese da capire i testi delle canzoni, ma questa frase, a ogni parola, si scolpiva: life is more intricate than it seems.

domenica 4 novembre 2007

Pienezza

Hai le cuffie che tuo padre usa per Skype: stamattina la tua radio di Last.fm ti regala davvero delle canzoni perfette: carezzevoli e intriganti. Qualche consiglio per chi ama Portishead e Massive Attack: Sia, Hooverphonic, Smoke City, Bent, Nouvelle Vague. Per sentirsi in un lounge bar.

Ieri pomeriggio hai visto Albert per un tè, e ti ha raccontato un po' di sé, si iscriverà a Statistica, continua ad essere l'adorabile secchione che è sempre stato. Ti ha detto che ha ricevuto l'invalidità, e hai pensato al tuo lavoro. A quando avresti cercato qualche categoria protetta, alle storie di queste persone... poi hai preferito abbandonare il pensiero triste. Ti ha lasciata con due tavolette di cioccolato prese a Perugia: su una è scritto I Miss You. E ti sei commossa non poco...

Più tardi sei andata a prendere Kate per un giro di shopping, ché aveva bisogno di rilassarsi dall'inquietudine che l'ultima storia le ha dato. Avete parlato molto, ti ha ringraziato per la tua sincerità, ed è stato davvero un bel pomeriggio. Alla fine hai fatto un acquisto semi-compulsivo. Sei entrata da Max & Co. e hai scelto a catalogo un vestitino di lana rosso lampone, spalle scoperte e necessità di cinturone sui fianchi o in vita. Lo hai messo con le tue solite autoreggenti e gli stivali neri, ma ti sei resa conto che il taglio particolare lo rende poco comodo. Si tira su al primo movimento banale, come infilare il cappotto. Allora hai deciso di indossarlo come maglioncino, lo porterai più sblusato, fermato da una cintura: devi solo comprare un paio di jeans a tubino/sigaretta o - speriamo di no - un paio di leggings.

Comunque Kate ha deciso, per dimenticare il Ragazzino, di aspettare le 2 di notte per avere una sana notte di sesso in auto con il Dottore, il suo flirt dell'anno scorso, quando tu vedevi l'Oste, Mimì e Ale (quasi contemporaneamente!). Non ti è piaciuto che Kate aspettasse, come sempre, che lui vedesse famiglia, amici e soprattutto ragazza cornificata. Ma ora non puoi biasimarla, ha bisogno di contatto, carezze, vicinanze... di qualcuno che la desideri, per dare un senso alla noia e al senso di inutilità che la stanno affliggendo. Tu ti sentivi così l'anno scorso... Stamattina dovrai indagare sullo stato delle cose.
In ogni caso hai visto G. per cena, e dopo due soli bicchieri di vino hai avuto il sonno di ieri, e in più la tua nausea psicosomatica. Inoltre, inaspettatamente, tra i messaggi carini delle tue amiche e una chiamata di tuo zio, è spuntato un sms dell'Ingegnere, in cui ti diceva che l'orgoglio è la debolezza dell'essere umano e ti chiedeva scusa. Non puoi negare di esserti intenerita, ma non sei d'accordo.

Poi hai fatto due volte l'amore con G., e nonostante la nostalgia e i problemi, è stato divertente, come sempre è il sesso con lui. Lo hai preso in giro perché fa sesso in modo troppo veemente, ma era da tempo che non sentivi una pienezza fisica come quella che lui può dare. Poi ti ha raccontato di non essere stato con nessuna, e tu lì a piagnucolare di nuovo. E a giustificare la tua storia dicendo che è ormai si è rotta.

Lo hai scritto a Kate, e lei ti ha detto che le scuse post-trauma dell'Ingegnere sono facili quanto inutili, e che dobbiamo smetterla di stare con persone senza lungimiranza e presentimenti... E' stato bello, o forse ti ci sei aggrappata. In ogni caso, l'Ingegnere non lo ami più, hai paura di vivere nel ricatto di un adolescente che vuole scappare di casa...

Forse quella con G. è l'amicizia più bella della tua vita: tu ieri gli hai regalato 10 €, gli servivano per tornare a Roma: lui è sempre stato molto generoso con te, e gli hai detto che forse sarebbe stato meglio non essere mai stati insieme, perché così l'amicizia sarebbe stata più facile... Ma lui dice di no, e che sono l'unica persona con cui riesce a vivere questo grado di consapevolezza, mista a fatalismo, che lo porta a vivere pienamente. Tu ti chiedi: se lui un giorno avesse una ragazza?


Ma sei fatta così: occhio non vede, cuore non duole.

sabato 3 novembre 2007

Risveglio

Ti sei svegliata a casa dei tuoi anche stamattina, ancora non sei abituata. Quando apri gli occhi al buio credi di avere intorno a te gli spazi e gli oggetti di Milano.

Ieri è successo un po' di tutto. Sei andata a cena con G., nell'osteria dove hai festeggiato la tua laurea, e vi siete raccontati un po'. G. ovviamente non voleva saperne dei tuoi conflitti con l'Ingegnere. Lui è la persona più speciale che tu abbia mai conosciuto. Ora ha una nuova dipendenza, generata dalla separazione da te, da noia, cambiamenti, spleen, sue mancanze che mai lo abbandoneranno, e invece speri di sì, perché gli vuoi tanto bene e provi troppo dolore per il suo dolore.

Poi avete aspettato Kate, con un altra bottiglia di vino che però ti dava un sonno assurdo ad ogni bicchiere. Siete andati a prenderla, era molto carina. Aveva avuto il suo ennesimo litigio con il suo amore molto giovane (altro che l'Ingegnere, che ha 4 mesi meno di te!). La sua relazione è con un ragazzino di 7 anni più piccolo, che ieri sera hai visto in jeans con catene e felpa! In ogni caso si erano separati per l'ennesima volta per le gelosie e ansie di lui, assolutamente giusitificate dall'età e dal confronto amoroso con una persona non alla pari. Kate è molto coraggiosa, l'hai sempre pensato. Il ragazzino ieri sera l'ha quasi picchiata, e ora cerca di salvarsi la faccia gettando su di lei colpe che non ha. Voleva persino il tuo numero, tu non lo conosci affatto, per dirti che Kate è pazza e lui è uno per bene.

Hai fatto un giro e hai incontrato un ex ex di Amélie, che ti ha lusingata, e raccontato del suo anno e mezzo a Milano, e ora è qui, e hai pensato che forse c'è speranza anche per te dopo la gavetta, anche se: ritorneresti mai al natìo borgo selvaggio del Sud? Ora i tuoi amici e i tuoi ambienti ti mancheranno molto, ma che bella l'aria della straniera... sei nata così! Sei un racconto.

Poi hai incontrato una tua storia degli inzi del 2006, durata qualche mese, molto strana ed estremamente passionale. Ti eri lasciata con G., avevi intrapreso un flirt con il proprietario dell'enoteca in cui sei stata l'altra sera (flirt assolutamente fallito) e poi, prima di ricominciare con G., hai avuto una storia con questo Ale (il nome l'hai cercato stamattina sul cellulare!). Ricordi la sua casa universitaria, il sofà, le coperte sotto le quali vi biciavate e toccavate... Lui estremamente delicato, dopo l'irruenza dell'oste... Lui quasi femminile... Ricorderai per sempre una frase: "ti prendo qui", detta con timidezza, con il tono di un giovane del '900. Ti prendo. Ieri sera ha flirtato con te, senza accorgersi di G., ti ha invitata a restare, ieri sera, e tu hai declinato. Allora ha rilanciato su stasera. Ti ha fatto piacere, ha un bel riordo di te nonostante tutto, evidentemente, e ti trova ancora attraente nonostante i capelli a fungo che ieri ti ha fatto la parrucchiera.

Poi la storia con questo Ale è finita, perché aveva poco senso, perché era per sua natura un segmento. E allora hai ripreso con G., con difficoltà... Ti sei laureata e sei partita. Finito.

Oggi sei qui, in questo paesello, con i tuoi amori e amici, con le loro storie sempre diverse ma sempre difficili. Mai requie. Ieri sei stata un po' gelosa di G., quando lo hai visto accanto a una ragazza molto milanese, ma hai capito quanto sei stupida e limitata.

Stasera farai l'amore con G. Te lo ha chiesto espressamente, non puoi rifiutare, vuoi fargli questo regalo, che poi forse vi ucciderà ancora... con la partenza. Ma lo merita, tu gli vuoi troppo bene. Ma i sentimenti, i tuoi, sono finiti. E sei in una condizione troppo difficile.

Lunedì tornerai a Milano, e a casa, in una piccola casa, troverai uno sconosciuto, un estraneo, con cui dividere solo l'incomprensibilità delle separazioni.

venerdì 2 novembre 2007

Il potere delle amiche

Ieri hai passato una serata davvero piacevole. Sei uscita con Kate e Amélie, siete state nella vineria di un tuo vecchio flirt... Ricordi che anche lui ti fece star male, e adesso: niente di niente! Avete preso una bottiglia di Nero d'Avola e poi Daiquiri al Morgana. Ti hanno salutato calorosamente in molti. Tu avevi un vestito di lana bianca, molto in sintonia con come ti senti: morbida, invernale, liscia... neve...

Le tue amiche ti hanno promesso che verrano a trovarti a Milano per il tuo compleanno: tu speri che per quella data l'Ingegnere se ne sia già andato, ma è poco probabile. Tutte queste ansie ti hanno stancata e demoralizzata. Sarà sempre più dura vivere con lui, in questo stato, con Vale in casa e poi le tue amiche.

Quando siete rientrate vi siete scritte dei messaggi molto belli, con le vostre sensazioni. Hai sentito amore vero, ieri.

Ora devi andare in banca, a chiedere l'estratto conto del tuo bancomat dimenticato, e poi a tagliare i capelli, dopo tantissimi mesi. Per essere più leggera...

Stasera sei a cena con G., e vorresti quasi non dover tornare più a Milano, ma lavorare qui, o a pochi passi da qui...

Hai dormito fino all'una... ti eri alzata verso le 8 per un mal di testa fortissimo corredato di nausea: hai vomitato i succhi gastrici e ti sei rimessa a letto. Forse il sonno di stanotte è stato teso, e il tuo stomaco somatizza tutto: ricordi che avevi la sensazione di star dormendo accanto all'Ingengere, e non ti piaceva, avevi paura. Tutto passerà presto. Lo speri.

giovedì 1 novembre 2007

Anniversario (o addio)

Vorresti fornire una cronaca ricca di dettagli, ma tra un po' arriva Kate a prenderti. Sì, sei nel paese dei tuoi genitori, a casa di mamma e papà. Il caminetto acceso e fuori la pioggia appenninica.
Con l'Ingegnere vi siete lasciati molto male ieri sera. Lui era in treno, di ritorno a Roma, e avete litigato al telefono. Non sapresti dire perché. O forse per i soliti motivi: l'equilibrio che senti con lui è troppo precario, minacciato, un non equilibrio. Non c'è vera rilassatezza, ma solo un'assenza ardente che lui prova quando vi separate, qualcosa di simile alla paura. Quando siete realmente insieme... puff... tutto è strano. Quando sei rientrata hai trovato un suo vecchio cellulare acceso (lui non ci crede, dice che lo hai acceso tu, ma è cascato da una mensola insieme a mille scartoffie): e hai letto i vostri vecchi messaggi di Budapest, inframezzati a messaggi di Melinde, e Katie e boh... Glielo hai detto... Stamattina, dunque, nuovo delirio. Ma non ti importa della sua vita precedente.

Sei partita alle 4:30. Sveglia alle 2, diventate le 3. Un bagaglio a mano abbozzato al volo ed esci nella notte. Infili la valigia nel taxi, poi ti accorgi di non avere il bancomat, dimenticato in ufficio. Risali per prelevare 20 € da una vecchia carta, e racimolare i 70 che ti ci volevano per Malpensa. Il tassista era un uomo strano e orribile, aveva acceso il tassametro nonostante la tariffa fissa e tu non avevi un centesimo in più. All'entrata del terminal 2 ha fatto un incidente da solo, finendo su un cordolo e distruggendo il taxi. Bestemmie. Sei uscita al volo dal taxi per non ascoltarlo, e non cominciare in modo troppo tremendo un viaggio già triste...

Al gate hai guardato l'orologio, 1 novembre. Alle 5:30 c'eri quasi solo tu... e hai deciso di scrivere una lettera all'Ingengere, che poi è diventata un sms. 1 novembre. Un anno fa eri in un altro aeroporto. Hai conosciuto lui. Vi siete innamorati o vi siete fatti compagnia. In ogni caso ora non siete insieme, non vi sentirete in questi giorni. Vi rivedrete tristi e nervosi lunedì, quando arriverà anche Vale, che probabilmente diventerà la tua coinquilina. Ti senti vigliacca e vittima insieme.

Stasera avevi bisogno di vedere G., di una cena con lui per ridere...

domenica 28 ottobre 2007

Pulizie

Una mosca ronza da ieri nel caldo del tuo appartamento pulito. Le sue piccole ali deboli... Non vuoi ucciderla. Ieri tu e l'Ingegnere avete messo sotto sopra la casa, l'avete pulita abbastanza bene: la trascuratezza delle scorse settimane aveva riguardato anche l'habitat. Cos'è successo?

Lunedì scorso, a lavoro, ci sono state le tue valutazioni trimestrali. Tu eri così triste, e loro ti hanno detto che sei brava, che credono molto in te, e ti hanno dato il tuo primo piccolo bonus.

Questa settimana con l'Ingegnere è stata abbastanza bella, serena, colorata. Hai cucinato più volte per lui delle cose davvero buone. Cucinare per qualcuno ti ha rilassata. E la vostra separazione a un tratto non ha avuto più importanza per te. Lui si è commosso. Ieri sera avete noleggiato due film da Blockbuster e avete fatto un'enorme spesa al GS. Tu hai preparato le tue prime lasagne, e sono venute davvero bene! Lui non vuole andare più via, avete parlato serenamente del distacco, e non ha avuto più senso operarlo.

Senti qualcosa di strano... o meglio di estraneo, ma per ora non hai voglia di pensarci. Tra un po' arriva Vale, da Napoli, domani ha un colloquio per un Master in Cattolica, e stasera la ospiti. Non la vedi da più di un anno, dalla festa della tua laurea. Sei stata assente, con lei, ma ti sembra sempre inevitabile con le distanze così profonde.
Vik non verrà ad abitare da te, ha trovato un appartamento nell'hinterland sud, vicino a dove lavora. Non riesci mai a vederla. O forse hai sempre le idee confuse e quando ti senti così non vuoi vedere nessuno, non vuoi parlare, spiegare, raccontare. Non smetterai mai di analizzarti.

Spesso riaffiora l'idea che la condivisione con l'Ingegnere sia una questione di soldi, ed è veramente sgradevole. Te ne libereresti se guadagnassi mille euro in più al mese? Pensi di sì, ma solo per stare meglio, per giocare al gioco della lontananza, che purtroppo rende tutto più scintillante. In ogni caso vi siete ripromessi di tutelarvi anche così, di perdervi un po' di vista, di ritagliarvi spazi... Chissà. Credevi che un giorno la componente 'attesa' sarebbe scomparsa dalla tua vita. Che avresti sentito solo pienezza e felicità.

Venerdì è stato il compleanno di Mark. Dopo il lavoro ha portato te e la Franci da Chocolat, ma vi siete salutati abbastanza presto perché aveva una cena dai suoi. A Loreto sei scesa veloce dalla metro: gli hai schioccato una bacio su una guancia e sei fuggita come una farfalla. Prima che si chiudessero le porte, vi siete guardati: aveva abbandonato il tono scherzoso, da ex capo, e hai visto chiaramente la scintilla di complicità nei suoi occhi. Tu hai sorriso e hai imbroccato le scale mobili, ovviamente nella direzione sbagliata.

Ami la sensualità. Ti fa sentire viva.

domenica 21 ottobre 2007

"Nell'appartamento tutto cade dentro"

E' un lungo, lungo periodo. Sei sola nel tuo appartamento su Piazza Lima. L'Ingegnere è andato a fare la spesa, e tu stai ascoltando il tuo Pacifico, i suoi Dolci frutti tropicali, per riscaldare o annegare nel freddo che si preannuncia. E' quasi Natale. L'altro giorno da Co.Import hai avuto il magone: alberi, addobbi, ali d'angelo, farfalline, piccoli Gesù... Volevi una casa con una piccola famiglia d'amore, un nucleo in cui stare stretti, creare un uovo... Ma sei marcita. L'Ingegnere non ha mai vissuto da solo - così dice - e trovarsi da casa di sua madre a casa vostra l'ha destabilizzato...

Ogni vostra parola è uno sputo. Lui si cercherà un nuovo posto in cui vivere, crede che resterete insieme. Ma per te è già finita. Non si può uccidersi così tanto, sentire e vedere così tanto odio e poco rispetto, e poi illudersi che qualcosa funziona solo perché si vive in case separate. Ti ricorda il film di Verdone in cui lui e lei, provenienti da convivenze fallite, vanno ad abitare l'uno di fronte all'altra, ma in appartamenti separati.

Sei uscita con la Franci e Mark per un paio di sere. La prima è stata molto divertente, l'Ingegnere non c'era, preso dalla sua vita romana. E tu e Mark vi siete salutati in un modo estremamente sensuale. Due baci sulle guance, nascosti dalla notte, dalla velocità del gesto. Ma un bacio era vicino a un angolo della sua bocca, e poi sei fuggita, e lui ti ha seguita con lo sguardo, in piedi, accanto allo sportello della macchina, dal lato del passeggero, mentre tu attraversavi la strada con Franci, nel tuo cappotto, e chiudevi il portone dietro di voi... dietro la tua dichiarazione d'amore. E poi venerdì pomeriggio, altra tensione nell'aria, ma era un aperitivo, e tu dovevi rientrare per i tuoi litigi con l'Ingegnere... e sei uscita dalla metro senza baciarlo, come fate sempre: un bacio sulle guance, che ha mille segreti. E lui se l'aspettava, e allora gli hai scritto un messaggino vago, sul fatto che è bello incontralo, e lui che ti dice che sei in gamba. E chissà...

Ora l'Ingegnere andrà via, e tu non avrai i soldi sufficienti per una casa che avevate preso per due. Forse verrà Vik, ma tutto, come sempre, cambia cambia cambia. Sono notti che dormi male, e giorni che piangi.

Finirà presto. Lo sai. E' questo limbo che ti uccide, appena sarà uscito di casa, avrai tutto il tempo e il modo di ignorarlo come merita.

domenica 7 ottobre 2007

Stai meglio

Stai meglio. E' strano, nemmeno vuoi dirlo ad alta voce, per non... per non rovinarlo. Ma l'alcool, la gente, il tuo viso, la tua testa, la tua famiglia. Stai meglio. Viva dio.

L'Ingegnere partirà per un funerale. Ne sei contenta. E stai ricordando quando a scuola abbandonavi la tua compagna di banco per sederti accanto ai cattivi. Perché puzzavi di grappa. Tuo padre ti accompagnava a scuola e tu puzzavi di grappa.

Dunque: sei sempre stata così? Ti sei sempre sentita inadeguata? Se sei ubriaca e sola puoi fare qualsiasi cosa. Produrre l'universo. Sembri pazza, ma non è vero. E' adesso che stai bene (non bene, in realtà, ma almeno sei salva).

Notte. Notte amici/nemici. Notte Giusi. Notte mondo. Notte famiglia. Notte universo sconosciuto che ti sfiora. Notte passato, immagini e futuro. Notte, paura.