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mercoledì 22 ottobre 2008

Cambia, tutto cambia. Sicuro? Sei sola a casa, hai litigato con il tuo ragazzo, povera misera piccola donnetta Harmony. Ti ha chiamata il tuo ex, non per caso.
Cos'hai dentro? Credi che una vita non ti basti. O che ogni tanto se ne accumula così tanta, di vita, dentro di te, che ti serve l'intestino della scrittura per smaltirlo ed espellerlo. E depurarti. Sei in quei momenti della tua vita in cui la vita ti spaventa: la luce troppo forte, la musica disco, l'alcool, le sigarette, il non senso di svegliarsi per andare a lavoro, comprare dei vestiti, baciare un uomo e farci l'amore. Se te lo chiedono sei felice. Ma di cosa?
Hai un cancro dentro di te, che ti fa temere di non amare nessuno, e di invecchiare senza niente, senza radici, che hai abbandonato. Perché? Parole, il tuo amato ti scrive parole e tu vuoi punirlo, anche se non lo merita. Forse è questo il sadismo, far male agli altri e scaraventare nella frusta scagaliata sugli altri le vibrazioni del proprio dolore, chissà quando e dove cresciuto.
La tua vita su Facebook ti fa schifo, quella sovraesposizione, eppure il voler esserci. Dove sono le relazioni reali? Sono quelle degli amici e degli amori, che passano e vanno, che non sono eterni? Forse è colpa di internet, degli sms, di Facebook.
Perché non riempi un quaderno di fogli? Perché resterebbe nel vuoto vacuo del tuo mobile, e invece vuoi che un estraneo lo trovi, vuoi che un amico immaginario ti prenda per mano, ti parli all'orecchio come una musica amata, vuoi uscire con persone che ti vogliono bene e che ti assomigliano.
Il tuo dolore perde corpo man mano che ne parli, ma ritieni che ci siano troppe cose da dire, vorresti capire perché ti crei e crei solitudine per non subirla. Perché non vuoi fare del male agli altri e ne fai a tutti. Perché non vai dalla tua famiglia da 7 mesi, perché vorresti vedere i tuoi amici ma non prendi un aereo, perché sei pigra e poco coraggiosa, perché non sei amica di tua sorella?
Va bene così, ora vai a fare una doccia, anche se il tuo corpo richiede cure già troppo lunghe per la tua pazienza. A volte pensi che hai la crisi dei 30 anni da sempre, e invece ora ne hai quasi 27, e ci sei arrivato, e nulla è cambiato. Sei bloccata, vorresti una purificazione. Vorresti pensare, pensarti, eppure addormentarti, e ricominciare con la vita solo quando saresti pronta.
Stai pensando a Marco, ieri lo hai incontrato per caso dalle parti di Via Senato, e hai pensato che in fondo Milano, ogni giorno di più, è così piccola. Lui sarebbe un buon amico, ma non si può parlare di problemi d'intestino tra un ragazzo e una ragazza che si attraggono, sarebbe ridicolo.
E in più hai scoperto qualche giorno fa che la ex del tuo ragazzo non è brutta affatto, e che, nonostante lei sia di Milano e tu del Sud, lei ha delle foto in cui hai trovato una tua amica, della tua città d'origine. Che tu non senti più da anni, nonostante 5 anni come vicine di banco. Tutti sono sostituibili, e la ex del tuo ragazzo sembra più felice di te, e tu hai paura di essere nient'altro che il suo riciclo, è questa la verità. Anche se a volte pensi proprio che la tua vita e la tua vita siano scollate.
My baby shot me down is going on.

giovedì 17 aprile 2008

Caro diario

Ti è venuta voglia di scrivere con la penna, stasera. Di infittire fogli con l'inchiostro, e di lasciarli al tempo, al vento, agli amici.

Ti ha chiamata una tua ex collega, poco fa, e ti ha fatto molto bene: a volte vorresti che i tuoi amici leggessero il tuo blog, e cosa pensi di loro, ma dovresti chiuderlo al primo umore sbagliato. La tua ex collega ti ha commossa: ti ha detto che da quando non ci sei la gente non si dice più le cose in faccia, e questo lo sai che in fondo è un bene. Ti dicono: il tuo carattere forte. Ti dicono: la tua trasparenza. E tu non capisci come si concilii tutto questo con le tue lacrime e con il tuo tenerti tutto dentro, con la tua opacità, con il tuo non co-municare mai.

Sei in casa da sola stasera, senti solo la TV del vicino, che da quando dormi dall'altra parte della casa ha abbassato il volume. Niente Orsacchietto, niente festa delle Edizioni Pem. Solo flusso di pensieri, solo ricordi, proiezioni. Non sai perché ti infliggi tutto questo, perché la mondanità e la pioggia ti impigriscono così tanto.

Ti vedi come Carrie Bradshow tra 5 anni: basta accettare il lavoro di content manager a 800 metri da casa tua. O continuare a sperare, come stai facendo, che le Risorse Disumane ti vogliano. Che esca qualcosa di concreto prima di iniziare il nuovo lavoro: odieresti il sotterfuggi dei permessi, delle telefonate segrete, dello sdoppiamento di personalità. Tra l'altro esiste il periodo di prova, e non ti piacerebbe essere sbolognata. Non sei una furbona, i tuoi movimenti sono discreti come quelli di un elefante.

Oggi, poi, ti ha anche scritto il managing director di una delle compagnie che ti aveva fatto una proposta di lavoro: l'ultima mail che gli hai madato minacciava sottilmente un'azione legale (no, non sei pazza, hanno detto alla tua azienda corrente che avresti iniziato a breve da loro: tu non avevi né deciso, né ti eri dimessa). Sei quasi sicura che la cosa finirà così, in una bolla di sapone, ma oggi, mentre lavavi i piatti, hai fantasticato un'azione alla Rainmaker o alla Michael Moore: una piccola donna contro una multinazionale inglese che vende le persone, e che riceve una proposta da 25mila euro di risarcimento, allo scopo di scongiurare un'azione legale che porterebbe la compagnia nello scandalo.

mercoledì 16 aprile 2008

Fuochi d'artificio (sei bipolare)

Stamattina sei partita bella bellina, te ne sei scesa a Sesto Marelli, e hai seguito la folla armata di studenti della Statale. Hai raggiunto, a debita distanza, il tuo bell'amore. Attorniato da numerosa famiglia del Meriland, e lui il solo con l'accento di Milano.

Una giovane donna in TV racconta che ha avuto l'endometriosi e non potrà diventare mamma. Magari ce l'hai anche tu: non si spiega, altrimenti, come mai il tuo comportamento sessuale non ti abbia portato a multi-gravidanze. Lo senti da sempre che qualcosa nelle tue viscere non funziona: le parti di te più interne e importanti, quelle che sono i tuoi sensi più sviluppati e i ponti sull'esterno, sono in realtà carcinomatose o lo diventeranno. Così senti gli occhi, così l'utero.
Oggi è stato il giorno della solitudine: niente famiglia, niente lavoro, niente amici. E il padre del tuo ragazzo ti ha preso per la ragazza del suo amico. Non hai identità.

Hai fatto una scoperta: una delle tue candidate, una che ritenevi una brava PA ma niente di più (anzi, non ti sei nemmeno posta il problema), è in realtà un universo ricchissimo: scrive, canta, compone, studia mille lingue. Ti piacerebbe averla come amica. Il tuo lavoro non ti permetteva di approfondire davvero i contatti, le personalità. E allora hai invertito le parti: hai pensato a quando ti chiamano dalle aziende, e tu sei solo una candidata, e invece pensi: ma che ne sanno loro di me, che ho un'interiorità enorme e a pezzi?

martedì 15 aprile 2008

That's all folks

Sarà che ti sei licenziata, che deve venirti il ciclo, sarà che la luce in camera non funziona e non sei un elettricista, che hai 300 euro sul conto, sarà che domani il tuo bello si laurea, o che ti senti sola a Milano, ma sei depressa.

Oggi hai parlato con una psicologa, per l'ennesimo colloquio di lavoro, e ti ha detto che nonostante fossi una dimissionaria, non sembravi depressa. E allora hai cominciato a pensarci sul serio, e nonostante sembri sorridente e sei libera dalla tua vecchia azienda (dalla tua ex capa marchettara, dall'obbligo di tirar su soldi per un titolo che crolla), la verità è che ti senti sola, e che il tuo percorso non sembra così lineare: ti chiedi se è giusto che tu sia a Milano senza voler diventare un manager in 2 anni.

E alla fine ti dici che è così e basta, e allora vaffanculo HR, farai la content manager dal 5 maggio, verrai pagata per scrivere, e ti aggrappi alla canzone che ha appena cantato Hermes di Futurama: You gotta do what you love even if it's not a good idea!

Sperem.

domenica 2 marzo 2008

Le sorelle M.

Come casalinga fai schifo, si sa: per togliere una macchiolina di colla dal pavimento nero, ne hai appena sbiancato un pezzo enorme con il Cillit Bang, che dovrebbero rinominare Killit Bang. Ma in compenso sai aggiustare come nessuno caldaie e finestre.

Niente di nuovo sotto il sole, tranne che piangi quasi tutti i giorni per il lavoro e che non riesci a coltivare relazioni. Con Petit Cheri tutto bene, fai talmente tanto sesso che ti svegli con gli addominali doloranti. La prossima settimana hai due colloqui, e questo ti rende piena di belle speranze, che preghi non vengano disattese.

Hai visto l'Ingegnere giovedì: ti ha portata a cena - dopo aver insistito tanto c'è riscuscito, ti ha sempre presa per sfinimento - ma alla fine hai pagato tu! Nel restau c'era una bionda strafiga, peraltro italiana, ma quanto ti sei sentita - forse ingiustificatamente - più bella e sicura, con il tuo interno spaccato, con il tuo nonsense permanente, con i tuoi capelli che la piastra non andava, con la tua povertà da 26enne emigrata. Con l'Ingegnere ti sei sempre messa nella condizione di quella che doveva ricevere e non riceveva (facendoglielo pesare), proprio perché avevi voglia di destrutturare la parte che si era dato di giovin signore, accompagnatore galante, corteggiatore veneziano, commerciante arricchito, elegante portatore di pashmine. In realtà non sa cosa sia la superiorità e non conosce l'effetto di chi vuol conquistare una donna con un regalo o una cena: nessuno come lui se la canta e se la suona, crede che assumere l'atteggiamento del cavaliere o definirsi tale gli consenta di esserlo davvero o di ottenere questo riconoscimento dagli altri. Ti ha chiesto ospitalità martedì prossimo e tu gliel'hai accordata. Ma l'idea di fare sesso con lui ti mette i brividi, dormirà su un altro letto: vi siete scambiati qualche bacio giovedì e l'esito è stato che non vedevi l'ora di tornare a casa!

Tu da una storia vuoi ben altro: non a caso i tuoi amori importanti sono stati: un quasi tossico, uno studente depresso e il meraviglioso stagista modello di cui sei innamorata!

Tua sorella il 5 aprile si sposa.

sabato 17 novembre 2007

Le coppie scoppiano

O forse: tutto scoppia. Sei scoppiata tu, che pensi contemporaneamente a contatti aziendali per il tuo lavoro, e a contatti aziendali per cambiar lavoro. A uscire con i tuoi amici, che diventano tuoi colleghi, e colleghi che diventano amici.

E’ scoppiata con l’Ing, che disprezzi sempre più – e lui disprezza te allo stesso modo.

Sei piena di pensieri, e tensioni, e cambiamenti. Vuoi liberarti, in parte lo stai facendo… ma…

Il 9 dicembre lui sarà fuori di qui, lo hai già detto?

Aspetti Vale, è a Lecco da una sua amica con prole, tornerà stasera. Tu farai forse le tue faccende da sabato pomeriggio e poi in preparazione per la serata. Cerchi di non impigrirti, e riuscire a scendere per comprare calze e biscotti. Forse stasera vedrai anche la Franci e un tuo 'lontano' collega che dev'essere simpatico. Cucina i pizzoccheri, ha idee ambientaliste, beve, ha vissuto un anno a Londra e ha gli occhi che sembra abbiano il kajal nero all'interno.

Ti chiedi forsennatamente: perché l’uomo, che ha paura di esser solo, poi in realtà si dimostra fatto per esser solo? Perché nessun rapporto dura per sempre? Perché da soli siamo mancanti eppure completi? Perché uno è poco e due è troppo?

domenica 21 ottobre 2007

"Nell'appartamento tutto cade dentro"

E' un lungo, lungo periodo. Sei sola nel tuo appartamento su Piazza Lima. L'Ingegnere è andato a fare la spesa, e tu stai ascoltando il tuo Pacifico, i suoi Dolci frutti tropicali, per riscaldare o annegare nel freddo che si preannuncia. E' quasi Natale. L'altro giorno da Co.Import hai avuto il magone: alberi, addobbi, ali d'angelo, farfalline, piccoli Gesù... Volevi una casa con una piccola famiglia d'amore, un nucleo in cui stare stretti, creare un uovo... Ma sei marcita. L'Ingegnere non ha mai vissuto da solo - così dice - e trovarsi da casa di sua madre a casa vostra l'ha destabilizzato...

Ogni vostra parola è uno sputo. Lui si cercherà un nuovo posto in cui vivere, crede che resterete insieme. Ma per te è già finita. Non si può uccidersi così tanto, sentire e vedere così tanto odio e poco rispetto, e poi illudersi che qualcosa funziona solo perché si vive in case separate. Ti ricorda il film di Verdone in cui lui e lei, provenienti da convivenze fallite, vanno ad abitare l'uno di fronte all'altra, ma in appartamenti separati.

Sei uscita con la Franci e Mark per un paio di sere. La prima è stata molto divertente, l'Ingegnere non c'era, preso dalla sua vita romana. E tu e Mark vi siete salutati in un modo estremamente sensuale. Due baci sulle guance, nascosti dalla notte, dalla velocità del gesto. Ma un bacio era vicino a un angolo della sua bocca, e poi sei fuggita, e lui ti ha seguita con lo sguardo, in piedi, accanto allo sportello della macchina, dal lato del passeggero, mentre tu attraversavi la strada con Franci, nel tuo cappotto, e chiudevi il portone dietro di voi... dietro la tua dichiarazione d'amore. E poi venerdì pomeriggio, altra tensione nell'aria, ma era un aperitivo, e tu dovevi rientrare per i tuoi litigi con l'Ingegnere... e sei uscita dalla metro senza baciarlo, come fate sempre: un bacio sulle guance, che ha mille segreti. E lui se l'aspettava, e allora gli hai scritto un messaggino vago, sul fatto che è bello incontralo, e lui che ti dice che sei in gamba. E chissà...

Ora l'Ingegnere andrà via, e tu non avrai i soldi sufficienti per una casa che avevate preso per due. Forse verrà Vik, ma tutto, come sempre, cambia cambia cambia. Sono notti che dormi male, e giorni che piangi.

Finirà presto. Lo sai. E' questo limbo che ti uccide, appena sarà uscito di casa, avrai tutto il tempo e il modo di ignorarlo come merita.

domenica 7 ottobre 2007

Stai meglio

Stai meglio. E' strano, nemmeno vuoi dirlo ad alta voce, per non... per non rovinarlo. Ma l'alcool, la gente, il tuo viso, la tua testa, la tua famiglia. Stai meglio. Viva dio.

L'Ingegnere partirà per un funerale. Ne sei contenta. E stai ricordando quando a scuola abbandonavi la tua compagna di banco per sederti accanto ai cattivi. Perché puzzavi di grappa. Tuo padre ti accompagnava a scuola e tu puzzavi di grappa.

Dunque: sei sempre stata così? Ti sei sempre sentita inadeguata? Se sei ubriaca e sola puoi fare qualsiasi cosa. Produrre l'universo. Sembri pazza, ma non è vero. E' adesso che stai bene (non bene, in realtà, ma almeno sei salva).

Notte. Notte amici/nemici. Notte Giusi. Notte mondo. Notte famiglia. Notte universo sconosciuto che ti sfiora. Notte passato, immagini e futuro. Notte, paura.

martedì 26 giugno 2007

C'è qualcosa nell'aria stasera...

Luna piena su Milano. La giornata cominciata male. Un cliente rognoso ti chiama, tu non ci sei, sei da un altro cliente simpatico: prende la chiamata la Kitty e la passa alla tua capa, ché il cliente in realtà te l'ha girato la tua capa. Il cliente rognoso, che è una cliente rognosa con mille anni in groppa, ha cominciato a lagnarsi di mille cose, e ingiustamente. Il tuo capo ti ha chiamata in disparte e tu alla fine hai pianto un po'. Perché ti sei comportata bene, come non avresti voluto, e te ne ha dato merito anche il boss: ma la cliente è quello che da voi si chiama "non decisional contact", e scarica su di te tutti i suoi rancori dati dalle frustrazioni subite da uno stuolo di avvocati.

Tu hai il ciclo, è da dirlo. Non hai ferro, gli ormoni sono impazziti e hai due occhiaie paurose. Nel pomeriggio, mentre pensavi che alla fine hai portato a termine tutte le tue missioni, e stavi per chiedere "cosa faccio?", arrivano due inaspettate chiamate da clienti del settore assicurativo: hai raccolto molto contenta quello che hai seminato giorni e mesi addietro. E ti sei detta che questi sono innegabili Segni...

Ora speri in bene, sei uscita dall'ufficio alle 8 e un quarto e hai parlato un po' con l'Ingegnere, che ha avuto la conferma della sua venuta a Milano, ma che ha bisogno di essere incoraggiato sulla scelta (amici e famiglia saranno ancora più lontani...).

Ora lui è a una cena con dei colleghi fiorentini, mentre un suo collega fiorentino che lavora a Milano ti ha invitato a uscire domani con il loro gruppo. Se la Kitty ti accompagna pensi di andare: se trovi la forza e la volontà di andare anche da sola, tanto meglio.

Ora vai a fare un po' di bucato e a cercare di darti una sistemata... ma aspetti che il tuo coinquilino si sia ritirato nelle sue stanze: non puoi, ormai, soffrirne nemmeno la vista.

sabato 2 giugno 2007

Eureka?

Questi ultimi giorni sono stati un po' duri: il tuo coinquilino è impazzito del tutto, o semplicemente siete incompatibili e avete un'idea diversa della condivisione, e dei diritti che si hanno dietro il corrispettivo di un affitto.

Ieri hai visto una mansarda molto carina in via Plinio, che credi sarà il tuo appartamento definitivo per un po'... ora c'è da gestire la burocrazia, e da sborsare il denaro che non hai. Cose più grandi di te. Data una negatività totale e la paura del prolungamento dello stage, hai detto questa cosa al tuo boss... hai accennato alle tue esigenze, e lui ha detto semplicemente: SI. Ti ha chiesto se avevi un minuto e ti ha portato in una saletta: avete letto e firmato la lettera d'impegno. Dal 2 luglio sei a bordo. E' stato tutto molto carino... Strano... Impegnativo e sollevante insieme.

Hai litigato con l'Ingegnere stamattina: tu lo odi perché non c'è. Tu lo minacci con tue assenze future, lui applica due pesi due misure. Sei stanca, stai male ma hai voglia di farcela. Avrai sempre più amici qui a Milano. Devi essere forte, solo questo può salvarti, anche se i presupposti non sono facili.

Stasera se non piove hai un compleanno in un country club. Speri di divertirti, speri di non estraniarti, ma non conosci mezze misure: o dimentichi l'Ingegnere per una sera e così lo punisci (già solo non pensando a lui ma ad altro) oppure sei tutta presa a sentire la sua nostalgia.

Switch on, switch off.

Il tuo coinquilino è un coniglio. E infatti in casa ha un coniglio. Chi si piglia si somiglia. Sei stanca di queste dosi di dolore. E ti chiedi che cavolo di vita sia.

martedì 10 aprile 2007

Territmus del week-end

E' la vecchiaia che rende deboli i padri? Sei partita da casa dei tuoi genitori domenica pomeriggio, poco dopo è ripartita tua sorella, e tua madre ti scrive che tuo padre ha cominciato a piangere. Tu hai avuto uno dei genitori più severi e duri del mondo. E ora?

Hai passato un bel week-end con l'Ingegnere, come sempre, avete parlato molto del vostro vivere a Milano insieme, quando finirà il suo progetto di Firenze. Cerchi alleanze. Ma ti senti senza coordinate. Di quest'uomo, però, sei molto orgogliosa: è in gamba, e dolce. Con un senso di responsabilità eccessivo per i suoi anni, ma l'infanzia è sanguinosa, dittatrice e detta stili.

Non hai visto nessuno dei tuoi amcici, solo un breve scambio di sms con il tuo ex mentre eri già in treno. Hai rivisto Roma, domenica pomeriggio, e hai cominciato a piangere.

Ora sei in ritardo, trangugerai il tuo latte e ti fionderai sotto la doccia, per poi correre verso il business, per cui non hai pazienza.

Dimenticavi che hai incontrato l'ennesimo vip in Autogrill, mentre salivi a Milano, uno dei prodotti di Maria De Filippi, e detesti la familiarità con mediorama, il fatto che un volto tv, una voce tv, a prima vista ti sembra qualcuno che conosci: è questo che regala questa città? La possibilità di iscriversi alla palestra di Nina Moric? Sei disgustata.

sabato 7 aprile 2007

Dall'Intercity Milano-Firenze di ieri

Le immagini belle di oggi.

a) Una ragazza che avrà meno di vent'anni, e sarà come te tra 5, che ha una luce bellissima negli occhi e una calma che ti piace nei gesti. Parla poco, tira fuori un paio di auricolari rosa-rosso e dice che è il suo colore preferito. Poi un libro con scritto Gus Van Sant e si mette a leggere.

b) Un ragazzo che vedi mentre parte il treno, piano: è seduto sulla soglia dell'ultima carrozza di un treno fermo 2-3 binari più in là. E' sui gradini, gomiti sulle gambe, viso sui pugni. Guarda il treno partire, aspetta, ha un giubotto arancio per la sicurezza, è nella luce del mattino dell'intermezzo tra l'inverno e la primavera.

domenica 11 marzo 2007

Incontri vip

13:46
Sul treno Firenze-Roma hai incontrato Oreste Scalzone: siede di fronte a te, ti ha chiesto se il posto era libero. Tu avevi appena salutato l'Ingegnere e lo hai visto: credevi fosse un passeggero che avevi già incontrato da qualche parte, poi hai ricordato le sue interviste a Parigi, in qualche reportage. Ha una mezza dozzina di quotidiani, mille libretti, fazzoletti, un cellulare, una penna che ti sembra abbia anche tu, bagagli di cui sistema e risistema il contenuto, uno yogurt e un cucchiaio che avvolge in un fazzoletto e poi pone in valigia. Su una testata sporge una sua foto. Sembra triste, chissà se vuole essere riconosciuto. E' un uomo gentile. Gli Americani di fianco, e molti altri, non lo conoscono. Rifletti, chissà come si vede un protagonista della storia in foto, sui giornali. Di sicuro non come te che ti rivedi sulla digitale dopo uno scatto in autogrill. Chissà cosa pensa, dove va, di domenica. A Roma? Che appuntamenti avrà? Vorresti intervistarlo, dirgli che hai seguito la sua vicenda, ultimamente, averne il punto di vista. Sul vostro tavolino c'è anche la custodia di un portatile, molto sporca. E' magro. Ti ha appena chiesto se ci sono fermate intermedie. Cosa dovà fare? Ha preso il suo laptop e se ne va dove ha detto di aver trovato una presa. Ce ne sono anche lì da te, ma vorrà più privacy. Trasloca definitivamente, prende tutto e si riposiziona in qualche altra carrozza del treno. Forse l'avevi riconosciuto subito dal look un po' boheme e un po' dandy, e, col suo cellulare nuovo ed il laptop, pensi al fatto che ha ceduto ai tempi moderni, uno che ha dovuto astrarre e magari rendere narrativo un pezzo della sua vita in cui ha partecipato all'uccisione di uomini, quando tutto - diceva - (letteratura in primis) inneggiava alla lotta feroce e drastica al proprio simile-dissimile.

Poi ti alleggerisci, e pensi che questo è il terzo vip che incontri in meno di un mese, dopo la Marini a Linate, e Giorgino in un autogrill verso Napoli.

17:45
Basta. La tua resistenza a bus, auto, treni e aerei si è esaurita. Il ragazzino accanto a te è educato: chiede a tutti se vogliono assaggiare il suo hamburger o le patatine del Mac. Legge Focus e pensi che sia sollevante che ci siano teste sane a quell'età. Tu hai il tuo National Geographic con le storie degli emigranti e degli elefanti uccisi per l'avorio.

Ieri a cena con l'Ingegnere eri davvero emozionata, e sentivi il batticuore che hai sentito in certe sere vuote e folli di polvere bianca: non hai raccontato niente a questo giovane perso per te.

Ieri hai anche trovato l'appartamento: Andy ti ricorda Ale, un amore carino e delicato degli inizi del 2006. Ha una casa fantastica, con un bell'impianto stereo, il parquet, l'acquario, il wi-fi... La tua stanza è piccola, ma ha il balcone e il terrazzino con le zanzariere. Proprio ieri notte, a Firenze, una zanzara elicottero ti ha morso due volte attorno all'occhio sinistro e a un braccio. Faceva un rumore spaventoso, e quando l'Ingegnere l'ha uccisa con On the road di Kerouac sei andata a controllare il suo cadavere, che ti aspettavi immerso in una piccola pozza di sangue umano.

PS. L'Ingegnere senza saperlo ti ha regalato quello che più volevi per il tuo trasloco a Milano: Winnie il Pooh.