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domenica 26 ottobre 2008

Fantasie

Sei sola in casa, ascolti Pop porno dei Genio, una scoperta di ieri, mentre tornavi in macchina sulla Palmanova da Carugate, dove hai fatto spesa da Decathlon. Eh sì, andrai in palestra: tapis roulant e pilates aspettano la tua pigrizia.


Niente di rilevante è successo: la tua vita è un mensile con copertine splendenti. Nessun vero contenuto, o meglio, nessun fatto. Solo scintillii, riflessioni... Ma va bene così.


Ora vuoi solo condividere che sei "una donna un po' porno".
Questa cartolina ti ricorda quanto ti eccitava la scena di Atto di forza in cui una umanoide che faceva la prostituta su Marte si scopriva il petto e mostrava tre seni ai suoi clienti...


giovedì 17 aprile 2008

American Sicko

Stupido navigare, per te, nient'altro. Non ti va di leggere, né di impegnarti a guardare la TV (se non il tandem Simpson-Futurama). Sei nella condizione di disoccupata, tra un contratto a tempo indeterminato finito, e uno che purtroppo ricomincerà tra qualche settimana.

Ti piace la nullafacenza, è innegabile.

Ieri hai visto Sicko con l'Orsacchietto. Adori Michael Moore, il suo stile da documentarista d'assalto, da giornalista non giornalista, da finto osservatore obiettivo, à la Michele Santoro. Il linguaggio gorgeous con cui parla agli americani, l'unico che sembrano capire.

Il film mostra le assurdità del (non) sistema sanitario nazionale USA, la loro paura dello statalismo, il malato meccanismo delle compagnie assicurative, la paura della gente, l'amoralità dei medici.

Chicche del film: tre heroes dell'11 settembre che vengono portati a Cuba per poter essere visitati e curati, e l'assegno da 12mila dollari che Moore manda 'in anonimo' alla moglie di un suo grande avversatore, il titolare del sito Moorewatch.com, da cui la signora lo ringrazia pubblicamente per averle permesso di sopravvivere nonostante il marito lo odi.

Uno stratega.

lunedì 28 gennaio 2008

Save Tonight


Dovresti fare i tuoi compiti d'inglese, ti stai appassionando di nuovo agli studi linguistici. Stai facendo conversazione con la Viki, la domenica sera, quando siete già insofferenti per l'inizio imminente della settimana di lavoro. Non starai qui a farla lunga su come ti si riattivino mille connessioni neuronali in più, quando studi o riprendi una lingua, su come ti piaccia che le parole, le frasi, ti vengano in testa in inglese, prima che in italiano, e che ti suonino in qualche modo meglio.

Stasera sei sul letto di Ikea che si chiama Leksvik, la baia dei giochi, il tuo Stagista-Modello-Arbitro parla svedese. Lo avete comprato insieme due settimane fa, la prima settimana di primavera qui a Milano, perfetta per comprare un letto... Per promettervi e darvi giochi, carezze, sorrisi, luci soffuse, solletico. Per guardarvi i volti: vi piacete, vi specchiate. Due Sagittari ascendenti Acquario. Gli uguali che si attraggono. Tu più vecchia di lui di due anni, e ti lasci chiamare Amore. Viene a trovarti, apre il vino, prepara una cannetta, aspetta che esci dalla doccia e ti piastri i capelli. Ti dice che sei bellissima, che hai un sorriso incredibile, e tu gli faresti da manager, per quanto è pieno di potenziale. Gli scrivi i versi della Nannini e gli chiedi se non vuole partecipare a Modeland.

Avete trascorso un bel week-end, vi siete visti tutti e tre i giorni. Visto che un blog serve in primis a te per ricordare, questa settimana siete stati:
- da Trattoria Mercato a Monza, a mangiare frittura di pesce, da far pagare all'azienda, dopo essere arrivati in scooter in tangenziale con una temperatura disumana;
- da Joe Peña's a bere un mojito al banco da vera señorita, mentre aspettavi lui per mangiare vero messicano alle 22.30 di un mercoledì;
- al solito Pacino Cafè, sotto casa tua, sempre pieno di gente il sabato sera, ma con qualche speranza in più del Frank;
- dagli Amici della Birra in piazza Udine, a mangiare carne reale, che non mangiavi da secoli, e lì vedevi quanto lui fosse bello e ragazzino, così semplice, a bere rossa e prendere la torta della nonna come dessert.
Avete concluso nella baia dei giochi, ovviamente, e poi stamattina a lavoro, di nuovo, a dichiararvi amore a tavola con i sottotitoli, per gabbare un po' i colleghi che in fondo hanno occhi e lingue.
Go on and close the curtains
All we need is candlelight
You and me and a bottle of wine
Going to hold you tonight
[...]
Save tonight
And fight the break of dawn
Come tomorrow
Tomorrow I'll be gone


Eagle-Eye Cherry, Save Tonight.

lunedì 6 agosto 2007

Malattie

Stai facendo due conti. Tra un po' infilerai il manico rosa del tuo spazzolino da denti in gola. E ti libererai del sovraccarico che ogni tanto ti sembra di infliggere al tuo corpo e alla tua persona.

Hai trovato questo spaccato sul net: ti sembra perfettamente calzante, aderente a te.


«L’introduzione del cibo [...] non è in relazione al fabbisogno calorico dell’organismo ma è legata a uno squilibrio della relazione con il mondo esterno e con se stesse. Se però nell’anoressia l’emozione dominante, anche se a carissimo prezzo, è quella della vittoria, nella bulimia si cede senza potersi difendere a saziare una fame che non è del corpo ma dell’anima, e quando la sensazione di ripienezza giunge si è invasi da sensi di colpa devastanti che conducono al vomito indotto che lascia frastornate e doloranti.»


Da un'altra parte leggevi che nelle persone bulimiche esiste la logica del tutto/niente, cosa che sai benissimo di te: se si supera di un po' il limite che ci si è dati, tanto vale valicarlo del tutto e sconfiggersi totalmente.

Facevi due conti, dunque, con la sanità delle tue relazioni. Quelle che ti scegli tutti i giorni.

Il tuo ex, G., non ha mai conosciuto suo padre e cerca di tenere sotto controllo la cocainomania e l'alcolismo.

La tua ex migliore amica, Amélie, è un'insicura/aggressiva/aspirante psicologa.

La tua seconda migliore amica, Kate, è una ricca che ha vissuto in mezza Europa e ha assunto qualunque sostanza psicotropa che la terra e l'uomo abbiano prodotto. I fratelli di Kate sono un buddhista e un piccolo drug/porno addict.

Tua zia è in cromo/musico/erbe officinali terapia. E' una maestra con un figlio bocciato già due volte al liceo. E' separata e in cura da una terapeuta.

Tuo padre è stato adottato, ed è un ex geloso/violento, con relativa consorte vittima. Tua madre ha ucciso per sbaglio la madre adottiva di tuo padre.

Il tuo attuale compagno ha un fratello malato di disturbo bipolare.

La collega che hai scelto come amica non ha il padre a sua volta, e ha un ex fidanzato pazzo e abusato.

Un'altra collega che somiglia un po' a Kate, e con cui c'è uno scambio quasi amicale, sembra normale ma è shopping dipendente, cerca un fidanzato milionario e conosce tutti i VIP di Milano.

Vedi? Tutto o niente.

giovedì 29 marzo 2007

Il Palahniuk che è in te

Rifletti su quanto gli altri siano diversi da te, su quanto mal di testa hai, su quanto bello e brutto sia il tuo posto di lavoro, e il tuo futuro. Su quanto sia maledetto e sublime il rapporto con le persone, su quanto sia ingestibile la sensualità totale della vita. Su quanti limiti, e filtri, e scompartimenti dobbiamo installare. Tu sei vera: tu, in fondo, sei vera.

Tu domani riparti per la Toscana. Pensi alla tua collega psicologa che mangia tanto, troppo: pensi che abbia problemi alimentari, ma è così brava a far luce su quelli degli altri che quasi non vuoi crederci. Pensi al tuo sensuale tutor, alla tensione erotica che c'è tra voi due. Al tuo noviziato, che ti secca, perché tu vuoi sapere tutto, non vuoi essere all'oscuro del prima, non vuoi che i piccoli segreti ambientali ti passino sotto il naso. Tu osservi gli altri, quelli di cui diffidi. Osservi gesti di imbarazzo che somiglieranno ai tuoi, osservi le dinamiche di chi perde la libertà, e lo detesti. Si può, non perdere la libertà. Basta non credere troppo, non amare troppo, basta amare qualcosa anziché qualcuno, un'idea anziché un'ideatore. Basterebbe un bicchiere di vino ogni sera. O forse uno in più ogni sera. La morale è che vorresti parlare di etica, e non di morale, e vorresti che gli altri avessero il tuo Térritmus (la parola ungherese più bella che conosci): il tuo ritmo dello spazio.

In metro, da giorni, riecheggia questo:
«In deontologia professionale ho preso dal 5 al 6.
Al posto della deontologia professionale, ho imparato a dire alla gente solo quello che vuole sentirsi dire. Ho imparato a scrivere tutto quanto.»
Chuck Palahniuk, Ninna Nanna, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 2003.

mercoledì 14 marzo 2007

La diagnosi del giorno

«Hai già diversi problemi: è bene che pensi a cosa rappresenta questa nuova tecnologia per te.»
Questo è il responso alla malattia che pensavi di avere e di cui ora sei certa: la IAD, la dipendenza da Internet. Hai cominciato a vederti come quei giapponesi stipati negli Internet point, hai cominciato a pensare che sei davanti al tuo laptop pressocché tutto il giorno, hai notato che ti fanno male il collo, la schiena, la spalle, gli occhi, e che la prima e l'ultima azione del giorno sono un'interazione con la macchina o con qualche altro utente.

Così hai deciso che adesso era il caso di fare una bella doccia di due ore e di preparare la tua mente e le tue finanze a un pomeriggio di shopping. Ma prima, da brava tossicomane, hai detto: altri due minuti, fai solo il test per vedere se sei malata e vai via. Così hai risposto alle domande del Test sulla dipendenza da Internet e hai totalizzato ben 31 punti, in un range che va da 15 a 41. Sei giusto nel mezzo, e il test, che sicuramente non è scientificissimo, ha decretato la diagnosi di cui sopra! Tu, d'altronde, ancora non sai che peso dare agli psicologi (a patto che il test lo abbiano realizzato loro), ma hai notato che a tutte le persone in terapia che conosci vengono consigliate cose che potrebbero benissimo auto-consigliarsi. Hai inoltre notato che tutti gli psicologi che conosci hanno per primi delle personalità con diversi aspetti problematici. Ti consola il fatto che la maggior parte degli utenti che ha fatto il test si colloca nella tua fascia.

La prima cosa a cui hai pensato, dopo aver letto "hai già diversi problemi", e nonostante i tuoi seri dolori fisici, è stata quella di scriverci un post, cioè un altro paio di dosi.

lunedì 12 marzo 2007

La Gilda che è in te

«E mi diverte darti le cose belle... perché le prendi con un tale desiderio...»
George Macready a Rita Hayworth