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giovedì 19 giugno 2008

L'inventario del niente

Ti fa quasi o del tutto rabbrividire il fatto che un giorno, il 20 febbraio 2002, era identico ad oggi. Allora avevi 6 anni di meno, eri una ragazzina, scrivevi piuttosto bene, eri molto molto triste.

Ti stupivano, come oggi, gli oggetti che avevi intorno: credevi che il tuo nonsenso, il fatto che la vita fosse triste e lontana da te fosse un fatto transitorio, ed eri in attesa di scappare. Ti vedevi in Nord Europa, felice, parlare un'altra lingua. Ti senti insomma come tanti anni fa. Guardi la tazza sporca, e il mix per il pancake, e ti fa schifo il tuo deplorare la vita e poi covare un piacere piccolo piccolo, e sottile, per i nomi delle cose, o per le formiche che sono le parole, o per le penne che solcano i fogli, o per il tocco dei tasti di una tastiera.

Cosa c’è dentro di te? ché fai ridere gli altri, che usi il sarcasmo per offendere e difenderti. Non hai nemici, né amici. Ti rendi conto che quando ti senti sola, scorri liste vuote, e hai paura. Sei un po’ più simile a come ti volevi, ma in fondo… ti chiedi... ha senso passeggiare, e neanche tanto spesso, per Milano, se Milano non è tua, e tu non sua.

E qui non c’è il fuoco dell’adolescenza, non c’è il giardino dei genitori, non ci sono gli abbracci degli amici. C’è che ti innamori e ti disincanti al primo sguardo truce, come un cagnolino intristito da un calcio inatteso e ingiustificato.

Sei diventata una di molte parole fuori e poche parole dentro. Poco tempo per il passato, troppo per il futuro. Sei niente. Ma questo non hai mai avuto paura a dirlo.

mercoledì 4 giugno 2008

Il tuo approccio bulimico alla vita

Vai su Postsecret e trovi proprio un'immagine che rappresenta la tua vigilia dell'estate. L'ossessione di una pelle tirata, una pancia piatta, una luce sul corpo e sul viso. Poi va i sulla versione francese e trovi la seconda cartolina: oggi hai pranzato come accade spesso al Kebab di via Palazzi, il più buono della città.

L'Orsacchietto è partito per Roma, per un colloquio di lavoro, e tu ti sei ferita ingurgitando carboidrati, zuccheri, grassi, scatolame, gelato, yogurt. Come fai a pesare 54 chili? Sono troppi, comunque. Hai paura dell'invecchiamento.

Ora hai mal di testa, non ce la fai a scrivere. Volevi solo dire che il nuovo lavoro ti piace e che è bello, la mattina, passare accanto a Villa Invernizzi e ai suoi fenicotteri rosa. Ed è ancora più bello che tu vivs in questa zona bellissima, con il tuo amore bellissimo, che domenica ha fatto i suoi primi buchi con il trapano per montare il vostro salotto Ikea.

venerdì 25 aprile 2008

Molestie e cucine

Sono successe tante cose, questa settimana.

Ieri l'Orsacchietto ha detto ai suoi che abbiamo deciso di vivere insieme. Non riesci a contenerlo, vorresti più tempo per tutti e due, per non logorare una storia molto bella.

Ieri sera sei uscita con Vik e un vostro vecchio amico che lavorava a Budapest con voi: ora lavora 12 ore al giorno come auditor in una grande società di consulenza. Vi siete divertiti abbastanza, a parte il vatto che Vik è piuttosto spenta, sempre indecisa, ripetitiva, e le vorresti spiegare che non trova un uomo per questo. Prima di arrivare a cena ti è successa una cosa raccapricciante: eri in metro, a un certo punto ti sei alzata e aspettavi che il treno si fermasse a Porta Genova. Ti guardavi intorno abbastanza distratta, finché ti sei accorta che un asiatico agitato e con un gigno orrendo ti stava fissando e ti stava quasi chiamando. Era seduto dietro altri passeggeri e ha esposto il suo pene enorme al di sopra del sedile che aveva davanti, e si stava masturbando e ti rideva in faccia soddisfatto, ed era pieno di gente; un uomo era seduto proprio davanti a lui e a questa scena orrenda, aveva il suo pene addosso. e quelli che erano vicini a lui non hanno detto o fatto niente, il silenzio più assoluto. Tu ovviamente hai girato subito lo sguardo e sei scesa, ma sei rimasta schifata, disgustata, impaurita. Ti è già successa a Budapest una cosa del genere, e hai sentito storie simili da una tua ex collega, ma sei veramente triste e svuotata. Stanotte hai dormito male e ora hai paura di scendere in metro. Erano le 9!!! Come se non fosse bastato, mentre salivi le scale mobili hai sentito che qualcuno che puzzava di alcool ti si è incollato addosso, e a Lima, prima di prendere la verde, un'alcolizzata ti aveva chiesto di mandare un sms a suo figlio per dire che aveva recuperato i soldi per la spesa e che stava tornando. Voleva pagartelo 50 centesimi.

Sei a pezzi. Pensi ai mille stupri al giorno, alla debolezza della donna, alla vergogna, alle perversioni. A uno che si masturba in metro in mezzo a decine di persone, senza che tu possa accedere a un telefono o chiamare la polizia.

Comunque ora sei sul progetto cucina, avete deciso di comprarne una nuova e giochi al piccolo architetto sul software di Ikea per la progettazione degli spazi, ma combatti con pochi metri quadri, con la monotonia dei mobili in fila, con un soffitto mansardato.

Quando il progetto sarà prondo lo condividerai.

Ah, hai anche deciso che lavorerai per 6 mesi in una grande multinazionale come HR Specialist. Hai detto addio al posto come redattrice a tempo indeterminato.

giovedì 17 aprile 2008

Caro diario

Ti è venuta voglia di scrivere con la penna, stasera. Di infittire fogli con l'inchiostro, e di lasciarli al tempo, al vento, agli amici.

Ti ha chiamata una tua ex collega, poco fa, e ti ha fatto molto bene: a volte vorresti che i tuoi amici leggessero il tuo blog, e cosa pensi di loro, ma dovresti chiuderlo al primo umore sbagliato. La tua ex collega ti ha commossa: ti ha detto che da quando non ci sei la gente non si dice più le cose in faccia, e questo lo sai che in fondo è un bene. Ti dicono: il tuo carattere forte. Ti dicono: la tua trasparenza. E tu non capisci come si concilii tutto questo con le tue lacrime e con il tuo tenerti tutto dentro, con la tua opacità, con il tuo non co-municare mai.

Sei in casa da sola stasera, senti solo la TV del vicino, che da quando dormi dall'altra parte della casa ha abbassato il volume. Niente Orsacchietto, niente festa delle Edizioni Pem. Solo flusso di pensieri, solo ricordi, proiezioni. Non sai perché ti infliggi tutto questo, perché la mondanità e la pioggia ti impigriscono così tanto.

Ti vedi come Carrie Bradshow tra 5 anni: basta accettare il lavoro di content manager a 800 metri da casa tua. O continuare a sperare, come stai facendo, che le Risorse Disumane ti vogliano. Che esca qualcosa di concreto prima di iniziare il nuovo lavoro: odieresti il sotterfuggi dei permessi, delle telefonate segrete, dello sdoppiamento di personalità. Tra l'altro esiste il periodo di prova, e non ti piacerebbe essere sbolognata. Non sei una furbona, i tuoi movimenti sono discreti come quelli di un elefante.

Oggi, poi, ti ha anche scritto il managing director di una delle compagnie che ti aveva fatto una proposta di lavoro: l'ultima mail che gli hai madato minacciava sottilmente un'azione legale (no, non sei pazza, hanno detto alla tua azienda corrente che avresti iniziato a breve da loro: tu non avevi né deciso, né ti eri dimessa). Sei quasi sicura che la cosa finirà così, in una bolla di sapone, ma oggi, mentre lavavi i piatti, hai fantasticato un'azione alla Rainmaker o alla Michael Moore: una piccola donna contro una multinazionale inglese che vende le persone, e che riceve una proposta da 25mila euro di risarcimento, allo scopo di scongiurare un'azione legale che porterebbe la compagnia nello scandalo.

mercoledì 16 aprile 2008

Fuochi d'artificio (sei bipolare)

Stamattina sei partita bella bellina, te ne sei scesa a Sesto Marelli, e hai seguito la folla armata di studenti della Statale. Hai raggiunto, a debita distanza, il tuo bell'amore. Attorniato da numerosa famiglia del Meriland, e lui il solo con l'accento di Milano.

Una giovane donna in TV racconta che ha avuto l'endometriosi e non potrà diventare mamma. Magari ce l'hai anche tu: non si spiega, altrimenti, come mai il tuo comportamento sessuale non ti abbia portato a multi-gravidanze. Lo senti da sempre che qualcosa nelle tue viscere non funziona: le parti di te più interne e importanti, quelle che sono i tuoi sensi più sviluppati e i ponti sull'esterno, sono in realtà carcinomatose o lo diventeranno. Così senti gli occhi, così l'utero.
Oggi è stato il giorno della solitudine: niente famiglia, niente lavoro, niente amici. E il padre del tuo ragazzo ti ha preso per la ragazza del suo amico. Non hai identità.

Hai fatto una scoperta: una delle tue candidate, una che ritenevi una brava PA ma niente di più (anzi, non ti sei nemmeno posta il problema), è in realtà un universo ricchissimo: scrive, canta, compone, studia mille lingue. Ti piacerebbe averla come amica. Il tuo lavoro non ti permetteva di approfondire davvero i contatti, le personalità. E allora hai invertito le parti: hai pensato a quando ti chiamano dalle aziende, e tu sei solo una candidata, e invece pensi: ma che ne sanno loro di me, che ho un'interiorità enorme e a pezzi?

martedì 15 aprile 2008

That's all folks

Sarà che ti sei licenziata, che deve venirti il ciclo, sarà che la luce in camera non funziona e non sei un elettricista, che hai 300 euro sul conto, sarà che domani il tuo bello si laurea, o che ti senti sola a Milano, ma sei depressa.

Oggi hai parlato con una psicologa, per l'ennesimo colloquio di lavoro, e ti ha detto che nonostante fossi una dimissionaria, non sembravi depressa. E allora hai cominciato a pensarci sul serio, e nonostante sembri sorridente e sei libera dalla tua vecchia azienda (dalla tua ex capa marchettara, dall'obbligo di tirar su soldi per un titolo che crolla), la verità è che ti senti sola, e che il tuo percorso non sembra così lineare: ti chiedi se è giusto che tu sia a Milano senza voler diventare un manager in 2 anni.

E alla fine ti dici che è così e basta, e allora vaffanculo HR, farai la content manager dal 5 maggio, verrai pagata per scrivere, e ti aggrappi alla canzone che ha appena cantato Hermes di Futurama: You gotta do what you love even if it's not a good idea!

Sperem.

domenica 16 marzo 2008

La settimana delle verità

Speri che quella che verrà sia la settimana giusta: che il telefono squilli con I belong to you e che sia l'HR Director di quella società che ti interessa tanto, di quel tuo cliente a cui sei piaciuta, che saresti troppo felice di portare via alla tua azienda. Sarebbe il trionfo più bello, quello dell'ingrata, che quasi sputa in faccia a una direttrice bionda e cattiva, falsa, invidiosa, bambina, ingiusta.

Lo speri tanto: ti hanno chiamato diversi competitor della tua società ma non ce la fai più a vendere gente, negoziare, trattare, piangere, svegliarti con ansia e paura, dover raggiungere target di fatturato che sono fattibili solo se i soldi ce li metti di tasca, solo se vendi qualcosa a tua madre.

Hai uno stipendio da fame, soprattutto se paragonato a quello che ti chiedono, al tempo che non hai, alle schifezze che ti dicono e fanno, a quello che - peggio - respiri nell'aria. E stai pensando quasi di diventare una RIV, una ragazza in vendita, di mettere tue foto nude sul web e poter pagare così le bollette, pagare l'affitto che ti strozza, comprare un vestito e delle scarpe per il matrimonio di tua sorella, il biglietto aereo per andarci, il regalo da testimone di nozze, il regalo per la laurea del tuo bello.

Sei sul lastrico. Oggi Vik ti ha chiesto di venire a stare da te, se troverà un nuovo lavoro. E il bello è che te l'ha chiesto anche lui, così bello, timido ma sfacciato, ingenuo, non immagina che la convivenza logorerebbe tutto, che non ti sopporterebbe né desidererebbe più, che tutto esploderebbe in un modo malato. Ma ti dice che aveva paura a chiedertelo, con quel faccino da ragazzino perfetto, e mentre fate l'amore te lo sussurra: voglio venire a stare con te.

E la sventurata rispose.

domenica 2 marzo 2008

Le sorelle M.

Come casalinga fai schifo, si sa: per togliere una macchiolina di colla dal pavimento nero, ne hai appena sbiancato un pezzo enorme con il Cillit Bang, che dovrebbero rinominare Killit Bang. Ma in compenso sai aggiustare come nessuno caldaie e finestre.

Niente di nuovo sotto il sole, tranne che piangi quasi tutti i giorni per il lavoro e che non riesci a coltivare relazioni. Con Petit Cheri tutto bene, fai talmente tanto sesso che ti svegli con gli addominali doloranti. La prossima settimana hai due colloqui, e questo ti rende piena di belle speranze, che preghi non vengano disattese.

Hai visto l'Ingegnere giovedì: ti ha portata a cena - dopo aver insistito tanto c'è riscuscito, ti ha sempre presa per sfinimento - ma alla fine hai pagato tu! Nel restau c'era una bionda strafiga, peraltro italiana, ma quanto ti sei sentita - forse ingiustificatamente - più bella e sicura, con il tuo interno spaccato, con il tuo nonsense permanente, con i tuoi capelli che la piastra non andava, con la tua povertà da 26enne emigrata. Con l'Ingegnere ti sei sempre messa nella condizione di quella che doveva ricevere e non riceveva (facendoglielo pesare), proprio perché avevi voglia di destrutturare la parte che si era dato di giovin signore, accompagnatore galante, corteggiatore veneziano, commerciante arricchito, elegante portatore di pashmine. In realtà non sa cosa sia la superiorità e non conosce l'effetto di chi vuol conquistare una donna con un regalo o una cena: nessuno come lui se la canta e se la suona, crede che assumere l'atteggiamento del cavaliere o definirsi tale gli consenta di esserlo davvero o di ottenere questo riconoscimento dagli altri. Ti ha chiesto ospitalità martedì prossimo e tu gliel'hai accordata. Ma l'idea di fare sesso con lui ti mette i brividi, dormirà su un altro letto: vi siete scambiati qualche bacio giovedì e l'esito è stato che non vedevi l'ora di tornare a casa!

Tu da una storia vuoi ben altro: non a caso i tuoi amori importanti sono stati: un quasi tossico, uno studente depresso e il meraviglioso stagista modello di cui sei innamorata!

Tua sorella il 5 aprile si sposa.

giovedì 7 febbraio 2008

The next step

Quit ti ha raccontato che a Disneyland pagano un uomo per star fermo sulle banchine dei treni e dire "Watch your step" a tutti quelli che scendono, perché i risarcimenti alla gente che inciampa sono più cospicui degli stipendi che pagano agli omini-gradini.

Senti dentro che qualcosa ti sta dicendo che hai paura del prossimo passo, o che forse desideri un passo ma non sai in che direzione compierlo. Le borse crollano, forse il mercato del lavoro sta per avere un nuovo trend negativo e in azienda se la prendono con voi. Con la base. Stai molto male, dimenticano le tue fatture da migliaia di euro, parlano di cose che non conoscono. Ti stai guardando intorno, hai fatto un colloquio, ieri, in una società di consulenza/head hunting. Il partner che dovresti affiancare è nato il tuo stesso giorno. Manderai una mail di feedback, oggi stesso o venerdì sera: hai fretta di uscire dal lager che è diventata la tua azienda. Aria triste e tesa per tutti, quasi le lacrime agli occhi, lo stress, il far sentire inadeguati tutti, e beneamati quelli che convergono o i nuovi arrivati. Vuoi dismettere responsabilità che non possono essere tue, le statistiche aleatorie, i numeri fantasma, la paura delle riunioni, la tensione di ogni istante, il magone della domenica sera, gli orari che non ti permettono nemmeno di far la spesa. Eppure non vuoi scappare, non vuoi prendere la prima opportunità che non significhi la tua azienda.

Hai parlato con il tuo ex capo, oggi pomeriggio, ti ha dato ottime referenze della nuova società che stai valutando (sembra anche che ci lavori una sua amica), e comunque quella che ti offrono ti sembra una buona opportunità per diversi motivi.

Stai sulla sponda del fiume e aspetti l'enorme cadavere del tuo nemico.

domenica 3 febbraio 2008

Incubi ed emozioni



Ti senti serena, sei piena di ricordi e belle speranze. La primavera impazza e ti fa impazzire. Persino il tuo vicino-papà gambalunga ieri pomeriggio ti ha detto: “con la primavera vieni fuori?”.

Ieri sera sei stata in Baracca, il famoso posto dove il Giovane Arbitro si riunisce il giovedì con i suoi amici e fa bisboccia con le cameriere. Ti ha presentata a una delle sue amiche, il resto hai voluto evitarlo. Eri stranamente in tensione, ti sentivi nel suo mondo senza avere alleati, un po’ fuori luogo. Il posto è molto carino, una brasserie molto curata che ti ricorda le tue birrerie storiche del Meriland.

Non sai cosa far prima e alla fine non fai niente. Ti piace startene al tuo laptop e maledire la connessione rubata a chissà chi, che svanisce nei momenti topici e non fa andare Emule come si deve.

Stavi sfogliando Casaviva di giugno, l’avevi comprato qualche giorno prima di venire a vivere nella tua bella mansarda, quando credevi che avresti messo su un nido insieme all’Ingegnere, che sta tentando di riavvicinarsi. L’altro giorno ti ha mandato delle foto molto carine, dei vostri viaggi per Roma, Firenze, quando eravate sempre in autostrada... Comunque su Casaviva ci sono dei bellissimi letti-alcova di una casa svedese di vacanza. E poi subito dopo delle immagini di una terrazza in Provenza. E tu immagini la tua vita in giro per campagne e città, estati al mare, primavere libere, immagini di essere ricca, e di non dovere andare a lavoro domani. Di non dover subire le tensioni delle riunioni del lunedì.

Stanotte hai sognato che prendevi la pillola, e che quindi non c’erano problemi circa le notti di sesso senza filtro a cui ti stai sottoponendo… Ma non è vero, e quindi cerchi su Google le parole “periodo fertile del ciclo”.

venerdì 2 novembre 2007

Il potere delle amiche

Ieri hai passato una serata davvero piacevole. Sei uscita con Kate e Amélie, siete state nella vineria di un tuo vecchio flirt... Ricordi che anche lui ti fece star male, e adesso: niente di niente! Avete preso una bottiglia di Nero d'Avola e poi Daiquiri al Morgana. Ti hanno salutato calorosamente in molti. Tu avevi un vestito di lana bianca, molto in sintonia con come ti senti: morbida, invernale, liscia... neve...

Le tue amiche ti hanno promesso che verrano a trovarti a Milano per il tuo compleanno: tu speri che per quella data l'Ingegnere se ne sia già andato, ma è poco probabile. Tutte queste ansie ti hanno stancata e demoralizzata. Sarà sempre più dura vivere con lui, in questo stato, con Vale in casa e poi le tue amiche.

Quando siete rientrate vi siete scritte dei messaggi molto belli, con le vostre sensazioni. Hai sentito amore vero, ieri.

Ora devi andare in banca, a chiedere l'estratto conto del tuo bancomat dimenticato, e poi a tagliare i capelli, dopo tantissimi mesi. Per essere più leggera...

Stasera sei a cena con G., e vorresti quasi non dover tornare più a Milano, ma lavorare qui, o a pochi passi da qui...

Hai dormito fino all'una... ti eri alzata verso le 8 per un mal di testa fortissimo corredato di nausea: hai vomitato i succhi gastrici e ti sei rimessa a letto. Forse il sonno di stanotte è stato teso, e il tuo stomaco somatizza tutto: ricordi che avevi la sensazione di star dormendo accanto all'Ingengere, e non ti piaceva, avevi paura. Tutto passerà presto. Lo speri.

domenica 7 ottobre 2007

Stai meglio

Stai meglio. E' strano, nemmeno vuoi dirlo ad alta voce, per non... per non rovinarlo. Ma l'alcool, la gente, il tuo viso, la tua testa, la tua famiglia. Stai meglio. Viva dio.

L'Ingegnere partirà per un funerale. Ne sei contenta. E stai ricordando quando a scuola abbandonavi la tua compagna di banco per sederti accanto ai cattivi. Perché puzzavi di grappa. Tuo padre ti accompagnava a scuola e tu puzzavi di grappa.

Dunque: sei sempre stata così? Ti sei sempre sentita inadeguata? Se sei ubriaca e sola puoi fare qualsiasi cosa. Produrre l'universo. Sembri pazza, ma non è vero. E' adesso che stai bene (non bene, in realtà, ma almeno sei salva).

Notte. Notte amici/nemici. Notte Giusi. Notte mondo. Notte famiglia. Notte universo sconosciuto che ti sfiora. Notte passato, immagini e futuro. Notte, paura.

martedì 26 giugno 2007

C'è qualcosa nell'aria stasera...

Luna piena su Milano. La giornata cominciata male. Un cliente rognoso ti chiama, tu non ci sei, sei da un altro cliente simpatico: prende la chiamata la Kitty e la passa alla tua capa, ché il cliente in realtà te l'ha girato la tua capa. Il cliente rognoso, che è una cliente rognosa con mille anni in groppa, ha cominciato a lagnarsi di mille cose, e ingiustamente. Il tuo capo ti ha chiamata in disparte e tu alla fine hai pianto un po'. Perché ti sei comportata bene, come non avresti voluto, e te ne ha dato merito anche il boss: ma la cliente è quello che da voi si chiama "non decisional contact", e scarica su di te tutti i suoi rancori dati dalle frustrazioni subite da uno stuolo di avvocati.

Tu hai il ciclo, è da dirlo. Non hai ferro, gli ormoni sono impazziti e hai due occhiaie paurose. Nel pomeriggio, mentre pensavi che alla fine hai portato a termine tutte le tue missioni, e stavi per chiedere "cosa faccio?", arrivano due inaspettate chiamate da clienti del settore assicurativo: hai raccolto molto contenta quello che hai seminato giorni e mesi addietro. E ti sei detta che questi sono innegabili Segni...

Ora speri in bene, sei uscita dall'ufficio alle 8 e un quarto e hai parlato un po' con l'Ingegnere, che ha avuto la conferma della sua venuta a Milano, ma che ha bisogno di essere incoraggiato sulla scelta (amici e famiglia saranno ancora più lontani...).

Ora lui è a una cena con dei colleghi fiorentini, mentre un suo collega fiorentino che lavora a Milano ti ha invitato a uscire domani con il loro gruppo. Se la Kitty ti accompagna pensi di andare: se trovi la forza e la volontà di andare anche da sola, tanto meglio.

Ora vai a fare un po' di bucato e a cercare di darti una sistemata... ma aspetti che il tuo coinquilino si sia ritirato nelle sue stanze: non puoi, ormai, soffrirne nemmeno la vista.

giovedì 21 giugno 2007

Le notizie sono che...

1) Non puoi che essere saltuaria, qui: lavori 10 ore al giorno, tra un po' avrai le valutazioni, sei in over budget come fatturato, ma a scapito dell'agenda, che dovrebbe essere piena di appuntamenti di lavoro.

2) Hai saputo che l'Ingegnere si trasferirà a Milano, a settembre, ed è più di quanto oseresti chiedere e immaginare... ma fino alla conferma ufficiale cerchi di stare con i piedi a terra.

3) Martedì hai firmato il tuo contratto quadriennale per una mansarda stile bohème in Corso Buenos Aires. Saluti il tuo quartiere di casette residenziali senza vita...

4) Oggi hai saltato il concerto degli Afterhours a Cascina Monluè con la Francia, perché avevi un appuntamento con la padrona della nuova casa e l'imbianchino, Monsieur Alì: in realtà in metro hai scoperto di aver dimenticato le chiavi della casa attuale in ufficio, e hai dovuto chiamare il vostro call center esterno e correre a riprenderle dal Body Guard, che fortunatamente alle 8 era ancora lì. Quindi non hai potuto controllare gli elettrodomestici, se il frigo funziona, se la lavatrice è viva... In compenso esce l'acqua dai rubinetti e la luce dalle lampade. Venerdì prossimo ti aspetta l'omino del gas, ma forse prenderai un giorno di permesso e comincerai a traslocare, se tutto sarà in ordine. Monsieur Alì porterà via tutte le schifezze di cui in un secondo e mezzo hai deciso la scomparsa. La signora avrebbe buttato via anche il letto. Mentre tornavi sulla tua 59 hai detto e pensato: menomale Milano non è Roma.

5) Ora vai a letto, dormi troppo poco: stamattina per la stanchezza hai lasciato il ferro da stiro acceso, come ti capita spesso. Credi sia arrivato il momento di una cura di fosforo, o vitamine, o sali. Chissà.

6) Per puro caso hai scoperto che il blog di una ragazzina riporta a pie' pari una tua recensione letteraria di qualche tempo fa, con relative citazioni e sottolineature alle tue frasi. In più i complimenti dei commentatori. Com'eri brava e appassionata prima di diventare quello che stai diventando. Tu sei una castellana, in cuor tuo, non una manager: perché allora pensi da castellana e agisci d'istinto da manager?


PS. Stai aspettando che qualcuno ti inviti in A Small World: per diversi motivi, sei la regina dei social/professional network.

giovedì 7 giugno 2007

Molle e felice

Già sai che non sarà abbastanza, il tempo che passerai con l'Ingegnere questo week-end. Stai abbozzando una valigia, con poche cose. Sei stanca, avresti bisogno di dormire dieci ore stanotte, e non resisti all'idea di altre mille piccole cose che ti ruberanno tempo...

Stai bene... sei quasi in equilibrio, a lavoro hai successo, cominci a stringere le prime amicizie a Milano, e ti piace. Per un attimo oggi hai assaporato nitidamente il senso del 'vendere' materiale umano: quello di mettere assieme i desideri, le aspirazioni, le esperienze, le soft skill delle persone. Si chiama capitale umano, risorsa umana. Tu vendi questo, è strano a dirlo, ma è inevitabile, per te, avere un controllo su questi flussi: chi vuole persone, chi vuole darsi come persona. E' una cosa che ti attrae: tu governi.

Ieri sei stata a cena da Kitty e avete parlato molto di quanto la sua storia sia stata sbagliata e di quanto la tua sia giusta. Siete diverse, ed è bello. Presto comincerà la trafila dell'appartamento, del tira e molla con una proprietaria di casa anziana e avara. Ora non vuoi pensarci: ma dovrai importi di chiedere, di far valere i tuoi diritti.

Ora devi far presto, che è tardi, come sempre.

sabato 2 giugno 2007

Eureka?

Questi ultimi giorni sono stati un po' duri: il tuo coinquilino è impazzito del tutto, o semplicemente siete incompatibili e avete un'idea diversa della condivisione, e dei diritti che si hanno dietro il corrispettivo di un affitto.

Ieri hai visto una mansarda molto carina in via Plinio, che credi sarà il tuo appartamento definitivo per un po'... ora c'è da gestire la burocrazia, e da sborsare il denaro che non hai. Cose più grandi di te. Data una negatività totale e la paura del prolungamento dello stage, hai detto questa cosa al tuo boss... hai accennato alle tue esigenze, e lui ha detto semplicemente: SI. Ti ha chiesto se avevi un minuto e ti ha portato in una saletta: avete letto e firmato la lettera d'impegno. Dal 2 luglio sei a bordo. E' stato tutto molto carino... Strano... Impegnativo e sollevante insieme.

Hai litigato con l'Ingegnere stamattina: tu lo odi perché non c'è. Tu lo minacci con tue assenze future, lui applica due pesi due misure. Sei stanca, stai male ma hai voglia di farcela. Avrai sempre più amici qui a Milano. Devi essere forte, solo questo può salvarti, anche se i presupposti non sono facili.

Stasera se non piove hai un compleanno in un country club. Speri di divertirti, speri di non estraniarti, ma non conosci mezze misure: o dimentichi l'Ingegnere per una sera e così lo punisci (già solo non pensando a lui ma ad altro) oppure sei tutta presa a sentire la sua nostalgia.

Switch on, switch off.

Il tuo coinquilino è un coniglio. E infatti in casa ha un coniglio. Chi si piglia si somiglia. Sei stanca di queste dosi di dolore. E ti chiedi che cavolo di vita sia.

mercoledì 2 maggio 2007

Come quando fuori piove...

Hai deciso di aumentare la tua empatia e la tua tolleranza. Ieri mattina avevi i nervi a fior di pelle. Hai preso una decisione importante, ma che ogni tanto tentenna: alla fine dei tuoi tre mesi di stage, a metà giugno, vorresti chiedere l'assunzione su Roma. A volte non t'importa delle conseguenze sul lavoro, coi colleghi di Milano, di eventuali rotture, anche definitive, con la società. Magari te ne tornerai nel "natìo borgo selvaggio", fino a che non ne potrai più di nuovo.

Questa scelta ti sta facendo pressione, e non vedi l'ora di liberartene, di esternarla, comunicarla. Hai mal di testa, qui a Milano, e senti che qualsiasi cosa ti snerverà meno a Roma. Ti infastidirà di meno, ti peserà meno. O è solo l'ennesima esternalizzazione dei tuoi problemi, l'affidamento a qualcos'altro/qualcun altro...

Sei stata a Viareggio domenica, prima giornata di mare dell'anno, e ieri volevi andare a Como, al lago, ma il tempo era grigio e tu sei metereopatica. L'Ingegnere è stato a casa tua, e avete litigato un po': tensioni da ciclo, dopo un bel ponte del 1° maggio passato insieme a Firenze. E' andato via stamattina all'alba, ieri avete cenato a Brera, è stata una serata molto dolce, e non sai come abbia fatto a partire. Tu non sei andata a lavoro stamattina, eri stanca e avevi mal di testa. Sei entrata nel primo pomeriggio, e ti è sembrata un'eternità fino alle 7. Guardi fuori, fuori piove, ed è bello. L'estate milanese non ti attira... E combatti, tra il coraggio di chiedere Roma, e le proiezioni degli altri su di te, soprattutto del boss del tuo team.

Hai comprato un nuovo libro di Palahniuk, ti stai drogando di realtà-fiction, e di problemi. Sei sospesa e vuoi soluzioni. Questo week-end verrà a trovarti tuo padre e non lo desideri affatto. E' come se ci fosse uno schermo.

Ti ha scritto Amélie. E ha provato a chiamarti. Dice che non vuole perderti, che ti vuole nella sua vita. Tu le dici che intanto per lei speri davvero il meglio. Per ora sei afasica. E invece vorresti tornare nel tuo mondo, e non sai più cosa fare, cosa scegliere, come aspettare... Oggi eri tentata dal dirlo al tuo talent scout, che andrà via domani... Ma forse è meglio ponderare. Non sai se buttare lì la tua richiesta al momento dell'assunzione, quando nessuno se lo aspetta, o se dirlo già da ora, a rischio di sembrare folle, inaffidabile e bugiarda.

Aspetti, come al solito, che il vento soffi a tuo favore. Che ti porti una voce all'orecchio... Per ora dovresti solo fare un po' d'ordine intorno a te e vedere la seconda serie di Lost.

lunedì 23 aprile 2007

Tutto torna!

Sei felice, puoi crederci? Pensi poco al tuo lavoro, oggi, pensi poco ai soldi e alle facce da carriera. Ti sei sentita bene... Ti sei svegliata alle 4 e tre quarti stamattina, perché l'Ingegnere ha passato da te il week-end, e ha dormito con te fino all'ultimo minuto spendibile, prima di tornare a lavoro a Firenze.

Sei felice, domenica avete preso l'aperitivo in via Mercanti, dove eri stato con il Bodyguard e con il boss del tuo team la sera prima, dopo il lavoro, a bere Martini e parlare di musica. E poi avete pranzato alle 5 del pomeriggio, e litigato, e fatto l'amore ogni ora. E il sabato prima avete mangiato al vostro Ciao di Carrefour, avete discusso di aspettative che credete diverse, e invece collimano. E poi siete stati da Ikea, e hai sentito la nostalgia per una casa tua, che non hai ancora, di una camera da letto fatta di luce e luci, di calore, di tepore, di città e rifugio... E hai comprato un letto pieghevole per il tuo ospite, e un cuscino, e lui ha comprato le pattine che usavate a Budapest a casa di Vik. E ora le indossi e sei felice. Ora sei su questo letto diventato per due, e anche se ci sei da sola, sei felice. Perché c'è potenza, virtualità, virtuosità...

Lui domani torna, e dormirà di nuovo da te. E tu hai preso il biglietto del treno per il lungo week-end del 27. E speri che tutto questo non vi faccia male, per quando non ci sarà.

Ora stai bene, hai preso un gelato con gli Smarties al Mac della Galleria, e dopo pochi minuti hai incontrato un altro Mac mentre andavi alla metro al Duomo, e i tuoi 50 chili ti hanno detto che potevi: e allora hai fatto un'altra fila e hai ordinato uno di quei menu da miliardi di calorie. E domani hai un cliente con la Francia, al mattino presto, prima di andare in ufficio, e dovrai alzarti presto per asciugare in tempo i capelli, ma non ti importa. Nulla è importante, oggi giravi in quella che assomigliava a solitudine ed era solo chiusura al resto, o meglio concentrazione sui propri desideri.

Oggi non hai voluto mostrare il tuo tatuaggio, e spiegarlo. Oggi hai tenuto il tuo primo colloquio da sola. E la tua amica di penna di Mauritius ti inoltra dopo secoli una mail che dice questo del tuo segno: come al solito... buon sangue non mente...

SAGITTARIUS - The Promiscuous One
Spontaneous, high appeal, rare to find, great when found. Loves being in long relationships. So much love to give, not one to mess with, very pretty, very romantic, nice to everyone they meet, their Love is one of a kind, silly, fun and sweet. Have own unique appeal. Most caring person you will ever meet! Amazing in the you know where! Not the kind of person you want mess with- you might end up crying.

E che avrò quattro anni di sfortuna se non inoltro!

mercoledì 18 aprile 2007

Tutti utili, nessuno indispensabile

E' questo il senso di Milano, e di tutto quello che si vuol dire con "Milano non è la verità". Tu, che non hai un luogo, che sei sola, in fondo, da tanto tempo, che non riesci a tenere le persone accanto a te. Tu. Che rifletti, metabolizzi, critichi, addìti, consigli, piangi, agisci, e poi rifletti ancora, e osservi, e aspetti. Tu, un cumulo di azioni, di predicati predittivi. Non stai bene. No. Tu, che comunichi comunichi comunichi il tuo disagio, senza vederci un senso, senza trovare un verso. Sapendo che è un gioco fino a che durano i giochi. Cosa t'importa?

Làsciati morire: un'amica di tua sorella oggi l'ha fatto. Aveva sei figli, o almeno così racconta la leggenda. E' andata, la pistola del suo lavoro, l'ha usata per sé.

Non hanno senso le tue unghie, i tuoi occhi così belli e così malati, il fatto che puoi distinguere cosa sia bello e cosa no: questo, non ha senso. Leggi, torna a leggere, torna a litigare, di già, con il tuo giovane amante. Non c'è posto per chi non ti dà quello che tu non sai darti. Il cento fottuto percento. Di cosa non si sa.

Le notizie sono che il tuo tutor, il tuo bel professionista che ti ha scelto e ti sta insegnando il mestiere, se ne va. Ti ha tradito, ha dato le dimissioni. Lo hanno voluto altrove, e lui, cambierà. Vi siete dichiarati passione, lui in modo più contenuto, più professionale, più adulto e timido. Tu hai detto addio come si dice nei film: hai detto: mi dispiace. Hai detto: stavo bene. Tu ti esponi, tu non sembri nemmeno intelligente, forse. Chi lo sa. Le notizie sono che tuo padre ti annoia con le sue richieste, e ti dispiace. Le notizie sono che tua madre ti manca e la odi. Che non hai amici vicino. Che forse non ne hai affatto. Che hai solo voglia di piangere. Che non osi perdere le guerre, ma in fondo... sei stanca. Forse hai capito il trucco del dolore da quando eri bambina. Forse i troppi panorami ti hanno fatto male, e devastata. E ora tu non sopporti nessuna presa in giro. Tu vorresti spiegare, spiegarti, in modo pacifico, anche, ma non hai le energie per lottare, e hai imparato a comunicare col silenzio, a bruciare la steppa intorno a te, ogni volta.

L'anno scorso, in Galizia, hai imparato che gli eucalipti sopravvivono anche agli incendi. Tu sei la stessa persona che la sera, e nei week-end, soffre così tanto? Tu sei la stessa persona che oggi ha preso un frullato, e che a La Rinascente ha sorriso, perché mentre scendevi dalle scale mobili, Cash Boy ti chiedeva delle tue relazioni... e tu... mentivi...?

giovedì 12 aprile 2007

Bilanci di lavoro

Sei in stage. Oggi il consulente che è entrato con te ha festeggiato il suo primo piazzamento. Tu sei al terzo, con aziende importanti, ma ti spettano solo festeggiamenti interni. Al lavoro ti stanno gratificando, sia i tuoi risultati che i tuoi colleghi, a parte un rapporto un po' conflittuale che speri di tenere sotto controllo. Alla fine ti penti di odiare, di provare antipatie. Tu vuoi assumere una forza distaccata, che solo il tempo e l'esperienza ti daranno. Hai i tuoi primi tre appuntamenti commerciali, e questo è stato l'obiettivo meglio apprezzato.

Stai bene a lavoro, stai benino a Milano, tranquillamente in casa con Andy e Fiocco. Pensi e ripensi alla distanza, a se è capitata o se l'hai scelta. Pensi alle cose lasciate indietro, hanno i colori dei navigli. Un giallo francese, un giallo rétro. La tua nostalgia è abbastanza forte in questo periodo, e magari ti toglie smalto, ma sei sinceramente contenta di come riesci a vivere qui, a mille chilometri da tutto, completamente sola, con pochissimi euro in tasca.

Stai sviluppando empatia, ne sei certa, ma non rinunci al tuo metro, ai tuoi parametri, che dovrai affermare. Oggi il Panda ti ha chiesto se non sei contenta di questi risultati. E tu le hai detto che è la vita privata che ti rende contenta. Non sai perché. Alla fine le soddisfazioni relative alle proprie performance sono importanti. Ma tu non riesci a vedere il giro di soldi, a guardarlo dal vivo: non riesci a credere che il senso di mille vite, di quasi tutte, si riduca al far turbinare delle cifre, ad accaparrarsele, a parlare di cose banali, ad accumulare, ad aspettare. E' la Natura, la natura dell'uomo?