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giovedì 19 giugno 2008

L'inventario del niente

Ti fa quasi o del tutto rabbrividire il fatto che un giorno, il 20 febbraio 2002, era identico ad oggi. Allora avevi 6 anni di meno, eri una ragazzina, scrivevi piuttosto bene, eri molto molto triste.

Ti stupivano, come oggi, gli oggetti che avevi intorno: credevi che il tuo nonsenso, il fatto che la vita fosse triste e lontana da te fosse un fatto transitorio, ed eri in attesa di scappare. Ti vedevi in Nord Europa, felice, parlare un'altra lingua. Ti senti insomma come tanti anni fa. Guardi la tazza sporca, e il mix per il pancake, e ti fa schifo il tuo deplorare la vita e poi covare un piacere piccolo piccolo, e sottile, per i nomi delle cose, o per le formiche che sono le parole, o per le penne che solcano i fogli, o per il tocco dei tasti di una tastiera.

Cosa c’è dentro di te? ché fai ridere gli altri, che usi il sarcasmo per offendere e difenderti. Non hai nemici, né amici. Ti rendi conto che quando ti senti sola, scorri liste vuote, e hai paura. Sei un po’ più simile a come ti volevi, ma in fondo… ti chiedi... ha senso passeggiare, e neanche tanto spesso, per Milano, se Milano non è tua, e tu non sua.

E qui non c’è il fuoco dell’adolescenza, non c’è il giardino dei genitori, non ci sono gli abbracci degli amici. C’è che ti innamori e ti disincanti al primo sguardo truce, come un cagnolino intristito da un calcio inatteso e ingiustificato.

Sei diventata una di molte parole fuori e poche parole dentro. Poco tempo per il passato, troppo per il futuro. Sei niente. Ma questo non hai mai avuto paura a dirlo.

sabato 17 novembre 2007

Le coppie scoppiano

O forse: tutto scoppia. Sei scoppiata tu, che pensi contemporaneamente a contatti aziendali per il tuo lavoro, e a contatti aziendali per cambiar lavoro. A uscire con i tuoi amici, che diventano tuoi colleghi, e colleghi che diventano amici.

E’ scoppiata con l’Ing, che disprezzi sempre più – e lui disprezza te allo stesso modo.

Sei piena di pensieri, e tensioni, e cambiamenti. Vuoi liberarti, in parte lo stai facendo… ma…

Il 9 dicembre lui sarà fuori di qui, lo hai già detto?

Aspetti Vale, è a Lecco da una sua amica con prole, tornerà stasera. Tu farai forse le tue faccende da sabato pomeriggio e poi in preparazione per la serata. Cerchi di non impigrirti, e riuscire a scendere per comprare calze e biscotti. Forse stasera vedrai anche la Franci e un tuo 'lontano' collega che dev'essere simpatico. Cucina i pizzoccheri, ha idee ambientaliste, beve, ha vissuto un anno a Londra e ha gli occhi che sembra abbiano il kajal nero all'interno.

Ti chiedi forsennatamente: perché l’uomo, che ha paura di esser solo, poi in realtà si dimostra fatto per esser solo? Perché nessun rapporto dura per sempre? Perché da soli siamo mancanti eppure completi? Perché uno è poco e due è troppo?

domenica 11 novembre 2007

Serata in libertà

Ieri sera con l'Ingegnere c'è stato un nuovo sfacelo, in cui è stata coinvolta anche Vale, e ti è dispiaciuto molto. Lui definisce le cose come vuole, alterna la meschinità alle lacrime.

Però vi siete rifatte alla grande. Siete andate alla Sma di Corso Buenos Aires e avete fatto una spesa da ragazze in Erasmus: formaggio, vino, succo di frutta, insalata... Avete mangiato formaggio con miele, e bevuto una bottiglia di Nero d'Avola. Vale ti ha raccontato del suo aborto, del mattatoio che si è trovata a vivere. Poi vi siete fatte carine, ma in modo semplice: tu hai legato i capelli (il tuo taglio è carino con la coda!) e messo gli orecchini galiziani. Siete andate al GoGanga, suggerito dalla Franci. Avete ballato un po': Subsonica, Planet Funk, Madonna. Le luci erano belle, la musica buona, i drink ben fatti! Siete tornate in taxi, hai litigato un po' con Vale... per le tensioni della giornata, perché non ti sei sentita difesa, appoggiata. E' un periodo pieno di stress: hai le braccia e le gambe molli, ti trema e ti brucia tutto, dentro... La bella notizia è che l'Ingegnere ha trovato casa: va via il 9 dicembre. Ci sono state troppe tristezze attorno a questa cosa, non ce la fai più: addii, sperazioni, fallimenti, soldi, patti, compromessi, ambiguità. Lacrime.

Per rialzarsi, per...

domenica 4 novembre 2007

Amare Amando Amato

Hai salutato G. Domattina hai l'aereo che ti riporta a Milano. Ti ha detto ti amo. Ma sorridendo, sempre.

L'Ingegnere ti ha scritto un messaggio: "ti ho amata... da morire".

Quanto sei banale nei tuoi drammi. Non hai neanche più voglia di spiegare, spiegarti. Vorresti però che per una volta la tua vita interiore cominciasse a somigliare a una vita interiore, e non a una sequenza di videoclip.

Pienezza

Hai le cuffie che tuo padre usa per Skype: stamattina la tua radio di Last.fm ti regala davvero delle canzoni perfette: carezzevoli e intriganti. Qualche consiglio per chi ama Portishead e Massive Attack: Sia, Hooverphonic, Smoke City, Bent, Nouvelle Vague. Per sentirsi in un lounge bar.

Ieri pomeriggio hai visto Albert per un tè, e ti ha raccontato un po' di sé, si iscriverà a Statistica, continua ad essere l'adorabile secchione che è sempre stato. Ti ha detto che ha ricevuto l'invalidità, e hai pensato al tuo lavoro. A quando avresti cercato qualche categoria protetta, alle storie di queste persone... poi hai preferito abbandonare il pensiero triste. Ti ha lasciata con due tavolette di cioccolato prese a Perugia: su una è scritto I Miss You. E ti sei commossa non poco...

Più tardi sei andata a prendere Kate per un giro di shopping, ché aveva bisogno di rilassarsi dall'inquietudine che l'ultima storia le ha dato. Avete parlato molto, ti ha ringraziato per la tua sincerità, ed è stato davvero un bel pomeriggio. Alla fine hai fatto un acquisto semi-compulsivo. Sei entrata da Max & Co. e hai scelto a catalogo un vestitino di lana rosso lampone, spalle scoperte e necessità di cinturone sui fianchi o in vita. Lo hai messo con le tue solite autoreggenti e gli stivali neri, ma ti sei resa conto che il taglio particolare lo rende poco comodo. Si tira su al primo movimento banale, come infilare il cappotto. Allora hai deciso di indossarlo come maglioncino, lo porterai più sblusato, fermato da una cintura: devi solo comprare un paio di jeans a tubino/sigaretta o - speriamo di no - un paio di leggings.

Comunque Kate ha deciso, per dimenticare il Ragazzino, di aspettare le 2 di notte per avere una sana notte di sesso in auto con il Dottore, il suo flirt dell'anno scorso, quando tu vedevi l'Oste, Mimì e Ale (quasi contemporaneamente!). Non ti è piaciuto che Kate aspettasse, come sempre, che lui vedesse famiglia, amici e soprattutto ragazza cornificata. Ma ora non puoi biasimarla, ha bisogno di contatto, carezze, vicinanze... di qualcuno che la desideri, per dare un senso alla noia e al senso di inutilità che la stanno affliggendo. Tu ti sentivi così l'anno scorso... Stamattina dovrai indagare sullo stato delle cose.
In ogni caso hai visto G. per cena, e dopo due soli bicchieri di vino hai avuto il sonno di ieri, e in più la tua nausea psicosomatica. Inoltre, inaspettatamente, tra i messaggi carini delle tue amiche e una chiamata di tuo zio, è spuntato un sms dell'Ingegnere, in cui ti diceva che l'orgoglio è la debolezza dell'essere umano e ti chiedeva scusa. Non puoi negare di esserti intenerita, ma non sei d'accordo.

Poi hai fatto due volte l'amore con G., e nonostante la nostalgia e i problemi, è stato divertente, come sempre è il sesso con lui. Lo hai preso in giro perché fa sesso in modo troppo veemente, ma era da tempo che non sentivi una pienezza fisica come quella che lui può dare. Poi ti ha raccontato di non essere stato con nessuna, e tu lì a piagnucolare di nuovo. E a giustificare la tua storia dicendo che è ormai si è rotta.

Lo hai scritto a Kate, e lei ti ha detto che le scuse post-trauma dell'Ingegnere sono facili quanto inutili, e che dobbiamo smetterla di stare con persone senza lungimiranza e presentimenti... E' stato bello, o forse ti ci sei aggrappata. In ogni caso, l'Ingegnere non lo ami più, hai paura di vivere nel ricatto di un adolescente che vuole scappare di casa...

Forse quella con G. è l'amicizia più bella della tua vita: tu ieri gli hai regalato 10 €, gli servivano per tornare a Roma: lui è sempre stato molto generoso con te, e gli hai detto che forse sarebbe stato meglio non essere mai stati insieme, perché così l'amicizia sarebbe stata più facile... Ma lui dice di no, e che sono l'unica persona con cui riesce a vivere questo grado di consapevolezza, mista a fatalismo, che lo porta a vivere pienamente. Tu ti chiedi: se lui un giorno avesse una ragazza?


Ma sei fatta così: occhio non vede, cuore non duole.

sabato 3 novembre 2007

Risveglio

Ti sei svegliata a casa dei tuoi anche stamattina, ancora non sei abituata. Quando apri gli occhi al buio credi di avere intorno a te gli spazi e gli oggetti di Milano.

Ieri è successo un po' di tutto. Sei andata a cena con G., nell'osteria dove hai festeggiato la tua laurea, e vi siete raccontati un po'. G. ovviamente non voleva saperne dei tuoi conflitti con l'Ingegnere. Lui è la persona più speciale che tu abbia mai conosciuto. Ora ha una nuova dipendenza, generata dalla separazione da te, da noia, cambiamenti, spleen, sue mancanze che mai lo abbandoneranno, e invece speri di sì, perché gli vuoi tanto bene e provi troppo dolore per il suo dolore.

Poi avete aspettato Kate, con un altra bottiglia di vino che però ti dava un sonno assurdo ad ogni bicchiere. Siete andati a prenderla, era molto carina. Aveva avuto il suo ennesimo litigio con il suo amore molto giovane (altro che l'Ingegnere, che ha 4 mesi meno di te!). La sua relazione è con un ragazzino di 7 anni più piccolo, che ieri sera hai visto in jeans con catene e felpa! In ogni caso si erano separati per l'ennesima volta per le gelosie e ansie di lui, assolutamente giusitificate dall'età e dal confronto amoroso con una persona non alla pari. Kate è molto coraggiosa, l'hai sempre pensato. Il ragazzino ieri sera l'ha quasi picchiata, e ora cerca di salvarsi la faccia gettando su di lei colpe che non ha. Voleva persino il tuo numero, tu non lo conosci affatto, per dirti che Kate è pazza e lui è uno per bene.

Hai fatto un giro e hai incontrato un ex ex di Amélie, che ti ha lusingata, e raccontato del suo anno e mezzo a Milano, e ora è qui, e hai pensato che forse c'è speranza anche per te dopo la gavetta, anche se: ritorneresti mai al natìo borgo selvaggio del Sud? Ora i tuoi amici e i tuoi ambienti ti mancheranno molto, ma che bella l'aria della straniera... sei nata così! Sei un racconto.

Poi hai incontrato una tua storia degli inzi del 2006, durata qualche mese, molto strana ed estremamente passionale. Ti eri lasciata con G., avevi intrapreso un flirt con il proprietario dell'enoteca in cui sei stata l'altra sera (flirt assolutamente fallito) e poi, prima di ricominciare con G., hai avuto una storia con questo Ale (il nome l'hai cercato stamattina sul cellulare!). Ricordi la sua casa universitaria, il sofà, le coperte sotto le quali vi biciavate e toccavate... Lui estremamente delicato, dopo l'irruenza dell'oste... Lui quasi femminile... Ricorderai per sempre una frase: "ti prendo qui", detta con timidezza, con il tono di un giovane del '900. Ti prendo. Ieri sera ha flirtato con te, senza accorgersi di G., ti ha invitata a restare, ieri sera, e tu hai declinato. Allora ha rilanciato su stasera. Ti ha fatto piacere, ha un bel riordo di te nonostante tutto, evidentemente, e ti trova ancora attraente nonostante i capelli a fungo che ieri ti ha fatto la parrucchiera.

Poi la storia con questo Ale è finita, perché aveva poco senso, perché era per sua natura un segmento. E allora hai ripreso con G., con difficoltà... Ti sei laureata e sei partita. Finito.

Oggi sei qui, in questo paesello, con i tuoi amori e amici, con le loro storie sempre diverse ma sempre difficili. Mai requie. Ieri sei stata un po' gelosa di G., quando lo hai visto accanto a una ragazza molto milanese, ma hai capito quanto sei stupida e limitata.

Stasera farai l'amore con G. Te lo ha chiesto espressamente, non puoi rifiutare, vuoi fargli questo regalo, che poi forse vi ucciderà ancora... con la partenza. Ma lo merita, tu gli vuoi troppo bene. Ma i sentimenti, i tuoi, sono finiti. E sei in una condizione troppo difficile.

Lunedì tornerai a Milano, e a casa, in una piccola casa, troverai uno sconosciuto, un estraneo, con cui dividere solo l'incomprensibilità delle separazioni.

giovedì 1 novembre 2007

Anniversario (o addio)

Vorresti fornire una cronaca ricca di dettagli, ma tra un po' arriva Kate a prenderti. Sì, sei nel paese dei tuoi genitori, a casa di mamma e papà. Il caminetto acceso e fuori la pioggia appenninica.
Con l'Ingegnere vi siete lasciati molto male ieri sera. Lui era in treno, di ritorno a Roma, e avete litigato al telefono. Non sapresti dire perché. O forse per i soliti motivi: l'equilibrio che senti con lui è troppo precario, minacciato, un non equilibrio. Non c'è vera rilassatezza, ma solo un'assenza ardente che lui prova quando vi separate, qualcosa di simile alla paura. Quando siete realmente insieme... puff... tutto è strano. Quando sei rientrata hai trovato un suo vecchio cellulare acceso (lui non ci crede, dice che lo hai acceso tu, ma è cascato da una mensola insieme a mille scartoffie): e hai letto i vostri vecchi messaggi di Budapest, inframezzati a messaggi di Melinde, e Katie e boh... Glielo hai detto... Stamattina, dunque, nuovo delirio. Ma non ti importa della sua vita precedente.

Sei partita alle 4:30. Sveglia alle 2, diventate le 3. Un bagaglio a mano abbozzato al volo ed esci nella notte. Infili la valigia nel taxi, poi ti accorgi di non avere il bancomat, dimenticato in ufficio. Risali per prelevare 20 € da una vecchia carta, e racimolare i 70 che ti ci volevano per Malpensa. Il tassista era un uomo strano e orribile, aveva acceso il tassametro nonostante la tariffa fissa e tu non avevi un centesimo in più. All'entrata del terminal 2 ha fatto un incidente da solo, finendo su un cordolo e distruggendo il taxi. Bestemmie. Sei uscita al volo dal taxi per non ascoltarlo, e non cominciare in modo troppo tremendo un viaggio già triste...

Al gate hai guardato l'orologio, 1 novembre. Alle 5:30 c'eri quasi solo tu... e hai deciso di scrivere una lettera all'Ingengere, che poi è diventata un sms. 1 novembre. Un anno fa eri in un altro aeroporto. Hai conosciuto lui. Vi siete innamorati o vi siete fatti compagnia. In ogni caso ora non siete insieme, non vi sentirete in questi giorni. Vi rivedrete tristi e nervosi lunedì, quando arriverà anche Vale, che probabilmente diventerà la tua coinquilina. Ti senti vigliacca e vittima insieme.

Stasera avevi bisogno di vedere G., di una cena con lui per ridere...

domenica 28 ottobre 2007

Pulizie

Una mosca ronza da ieri nel caldo del tuo appartamento pulito. Le sue piccole ali deboli... Non vuoi ucciderla. Ieri tu e l'Ingegnere avete messo sotto sopra la casa, l'avete pulita abbastanza bene: la trascuratezza delle scorse settimane aveva riguardato anche l'habitat. Cos'è successo?

Lunedì scorso, a lavoro, ci sono state le tue valutazioni trimestrali. Tu eri così triste, e loro ti hanno detto che sei brava, che credono molto in te, e ti hanno dato il tuo primo piccolo bonus.

Questa settimana con l'Ingegnere è stata abbastanza bella, serena, colorata. Hai cucinato più volte per lui delle cose davvero buone. Cucinare per qualcuno ti ha rilassata. E la vostra separazione a un tratto non ha avuto più importanza per te. Lui si è commosso. Ieri sera avete noleggiato due film da Blockbuster e avete fatto un'enorme spesa al GS. Tu hai preparato le tue prime lasagne, e sono venute davvero bene! Lui non vuole andare più via, avete parlato serenamente del distacco, e non ha avuto più senso operarlo.

Senti qualcosa di strano... o meglio di estraneo, ma per ora non hai voglia di pensarci. Tra un po' arriva Vale, da Napoli, domani ha un colloquio per un Master in Cattolica, e stasera la ospiti. Non la vedi da più di un anno, dalla festa della tua laurea. Sei stata assente, con lei, ma ti sembra sempre inevitabile con le distanze così profonde.
Vik non verrà ad abitare da te, ha trovato un appartamento nell'hinterland sud, vicino a dove lavora. Non riesci mai a vederla. O forse hai sempre le idee confuse e quando ti senti così non vuoi vedere nessuno, non vuoi parlare, spiegare, raccontare. Non smetterai mai di analizzarti.

Spesso riaffiora l'idea che la condivisione con l'Ingegnere sia una questione di soldi, ed è veramente sgradevole. Te ne libereresti se guadagnassi mille euro in più al mese? Pensi di sì, ma solo per stare meglio, per giocare al gioco della lontananza, che purtroppo rende tutto più scintillante. In ogni caso vi siete ripromessi di tutelarvi anche così, di perdervi un po' di vista, di ritagliarvi spazi... Chissà. Credevi che un giorno la componente 'attesa' sarebbe scomparsa dalla tua vita. Che avresti sentito solo pienezza e felicità.

Venerdì è stato il compleanno di Mark. Dopo il lavoro ha portato te e la Franci da Chocolat, ma vi siete salutati abbastanza presto perché aveva una cena dai suoi. A Loreto sei scesa veloce dalla metro: gli hai schioccato una bacio su una guancia e sei fuggita come una farfalla. Prima che si chiudessero le porte, vi siete guardati: aveva abbandonato il tono scherzoso, da ex capo, e hai visto chiaramente la scintilla di complicità nei suoi occhi. Tu hai sorriso e hai imbroccato le scale mobili, ovviamente nella direzione sbagliata.

Ami la sensualità. Ti fa sentire viva.

domenica 7 ottobre 2007

Stai meglio

Stai meglio. E' strano, nemmeno vuoi dirlo ad alta voce, per non... per non rovinarlo. Ma l'alcool, la gente, il tuo viso, la tua testa, la tua famiglia. Stai meglio. Viva dio.

L'Ingegnere partirà per un funerale. Ne sei contenta. E stai ricordando quando a scuola abbandonavi la tua compagna di banco per sederti accanto ai cattivi. Perché puzzavi di grappa. Tuo padre ti accompagnava a scuola e tu puzzavi di grappa.

Dunque: sei sempre stata così? Ti sei sempre sentita inadeguata? Se sei ubriaca e sola puoi fare qualsiasi cosa. Produrre l'universo. Sembri pazza, ma non è vero. E' adesso che stai bene (non bene, in realtà, ma almeno sei salva).

Notte. Notte amici/nemici. Notte Giusi. Notte mondo. Notte famiglia. Notte universo sconosciuto che ti sfiora. Notte passato, immagini e futuro. Notte, paura.

domenica 3 giugno 2007

Le soleil est près de moi

C'è un accenno di sole a Milano stamattina. Tu oggi dovrai chiamare la proprietaria della tua (si spera) futura casa e contrattare e parlare di un mare di cose. Tu questo lo detesti.

Ieri hai passato una serata piacevole: ogni tanto ti sentivi un po' sola senza l'Ingegnere, non hai conosciuto persone nuove. Gli amici del Body Guard erano quasi tutti accoppiati e sulla trentina. Quelli non accoppiati facevano squadra. In più hai girato per 2 ore in macchina senza riuscire a trovare la strada: il conducente era un testardo e non lasciava guidare il Panda. Sei arrivata all'alba, hai abbracciato il tuo Winnie Pooh e ti sei messa a dormire. Ora hai mal di gola e mal di ossa, hai preso tutto il freddo e l'umido che potevi, hai i brividi stamattina, e speri di non ammalarti. Il tuo coinquilino sta pulendo casa, tu vorresti solo poter uscire dalla tua stanza e mangiare qualcosa.

Ti senti leggera, sollevata, vorresti fare qualcosa ma tra un po' avrai dei giorni liberi a disposizione. Il prossimo week-end riesci a vedere il tuo bello e questo già ti fa sentire meglio. Speri che le cose comincino a sorridere...

mercoledì 2 maggio 2007

Come quando fuori piove...

Hai deciso di aumentare la tua empatia e la tua tolleranza. Ieri mattina avevi i nervi a fior di pelle. Hai preso una decisione importante, ma che ogni tanto tentenna: alla fine dei tuoi tre mesi di stage, a metà giugno, vorresti chiedere l'assunzione su Roma. A volte non t'importa delle conseguenze sul lavoro, coi colleghi di Milano, di eventuali rotture, anche definitive, con la società. Magari te ne tornerai nel "natìo borgo selvaggio", fino a che non ne potrai più di nuovo.

Questa scelta ti sta facendo pressione, e non vedi l'ora di liberartene, di esternarla, comunicarla. Hai mal di testa, qui a Milano, e senti che qualsiasi cosa ti snerverà meno a Roma. Ti infastidirà di meno, ti peserà meno. O è solo l'ennesima esternalizzazione dei tuoi problemi, l'affidamento a qualcos'altro/qualcun altro...

Sei stata a Viareggio domenica, prima giornata di mare dell'anno, e ieri volevi andare a Como, al lago, ma il tempo era grigio e tu sei metereopatica. L'Ingegnere è stato a casa tua, e avete litigato un po': tensioni da ciclo, dopo un bel ponte del 1° maggio passato insieme a Firenze. E' andato via stamattina all'alba, ieri avete cenato a Brera, è stata una serata molto dolce, e non sai come abbia fatto a partire. Tu non sei andata a lavoro stamattina, eri stanca e avevi mal di testa. Sei entrata nel primo pomeriggio, e ti è sembrata un'eternità fino alle 7. Guardi fuori, fuori piove, ed è bello. L'estate milanese non ti attira... E combatti, tra il coraggio di chiedere Roma, e le proiezioni degli altri su di te, soprattutto del boss del tuo team.

Hai comprato un nuovo libro di Palahniuk, ti stai drogando di realtà-fiction, e di problemi. Sei sospesa e vuoi soluzioni. Questo week-end verrà a trovarti tuo padre e non lo desideri affatto. E' come se ci fosse uno schermo.

Ti ha scritto Amélie. E ha provato a chiamarti. Dice che non vuole perderti, che ti vuole nella sua vita. Tu le dici che intanto per lei speri davvero il meglio. Per ora sei afasica. E invece vorresti tornare nel tuo mondo, e non sai più cosa fare, cosa scegliere, come aspettare... Oggi eri tentata dal dirlo al tuo talent scout, che andrà via domani... Ma forse è meglio ponderare. Non sai se buttare lì la tua richiesta al momento dell'assunzione, quando nessuno se lo aspetta, o se dirlo già da ora, a rischio di sembrare folle, inaffidabile e bugiarda.

Aspetti, come al solito, che il vento soffi a tuo favore. Che ti porti una voce all'orecchio... Per ora dovresti solo fare un po' d'ordine intorno a te e vedere la seconda serie di Lost.

domenica 15 aprile 2007

Come domenica d'agosto

Sei molto triste, e forse hai solo bisogno di soffrire per davvero. Qui muori solo di nostalgia, d'inutilità. Tra le lenzuola a pois, le persiane abbassate per metà, ad intravedere il tramonto sul parco e sulla tangenziale, a sentirti intimorita e in conflitto con persone che non conosci, puri estranei, con cui condividi lo spazio, a cui dai risorse, e da cui prendi qualcosa in cambio.

Stavi guardando i segreti domenicali di PostSecret, i segreti di chi vuole uccidersi, di chi ha disordini alimentari, di chi ha paura di invecchiare, di chi tradisce, mente, di chi è tradito e ingannato. Pensi che tutto questo, un po' di tutto questo, ti appartiene. Tutto questo dolore rende l'essere umano vivo, nel bene e nel male. Oggi leggevi di qualcosa che dicevi ieri, al telefono: la ragione è di chi sa che non c'è senso. Il resto sono illusioni mascherate, a cui si decide (o non si decide, lo si fa e basta) di aggrapparsi. Il tuo pessimismo non è pessimismo, è la domanda che ti fai da sempre, in mezzo alla gente: tutti, in fondo, sanno che non c'è senso? Vorresti essere sommersa di lettere, eppure non vuoi parlare con nessuno. Il silenzio ti ferisce, ma non puoi farne a meno: ti sei chiusa. Tutto o niente. Caos o rigor mortis. Follia o sigilli.

La tua pancia è dolente, il sesso o chissà cos'altro ha disordinato gli equilibri del tuo ventre, della tua mente. Medicine medicine medicine. Domani torna il non senso del lavoro, il circolo vizioso di far pochi soldi per spenderne tanti. E morire.

L'Ingegnere ti chiama, rimette tutto a posto, la tua insanità, la tua predisposizione al bilico. Ti ha raccontato di suo fratello, giorni fa, mentre eravate a letto. Dice che prova disgusto per la mente umana, alle volte, e che non ha mai raccontato delle crisi a nessuno. Io mi sono immaginata simile a questo suo consanguineo, al quale gli hai chiesto di dimostrare l'amore che sa e può dare. Non hai sentito nessuno per tutto il giorno, a parte i tuoi genitori che t'infastidisce sempre un po' sentire...

Poi, arriva la sera, e tutto, come prevedi, si realizza. Arriva Vik, arriva l'Ingegnere... arriva Amélie. Sepolta, arriva dalle sue ceneri, a risvegliare indifferenza, diffidenza, dissenso. Lei ti aveva tradito, l'hai scoperto a Natale, di ritorno dall'Ungheria: aveva detto al tuo ex delle tue storie dell'autunno del 2006. E lui, G., a Natale te lo ha raccontato. Perché vi stavate lasciando, e ti voleva dire che ti aveva perdonato anche quando ha saputo. La verità. Su di te. E tu hai continuato a dire che non era la verità, perché l'inganno quando non ha più senso, quando è radicato, non è più inganno, è niente.

Ti suona il cellulare e tu sei qui a ricostruirti. Tu hai detto che Amélie ha mentito, perché lei ce l'aveva con te, per la storia stupida di un ragazzo. E questa parte era vera: lei era stata incapace di accettare le avance che un suo frequentatore aveva fatto a te. E tu, nonostante eri cosciente del suo orgoglio enorme, glielo avevi raccontato solo per metterla in guardia. Solo perché per una volta ti era sembrato indispensabile essere vera, onesta, trasparente.

E da allora Amélie, la tranquilla, era definitivamente morta. Di una morte dolce, silenziosa. Cremata. Sapevi che avrebbe sofferto il tuo silenzio, anche per il suo compleanno, di pochi giorni fa. E ora: ti scrive. Pentita, racconta che il tuo ex, suo amico, era andato da lei, due bottiglie di vino in regalo, non sai se bevute o meno. Dice che lo aveva detto, sbagliando, in buona fede. Qual è la buona fede: la redenzione che voleva regalarti? La possibilità di essere salvata? Eravate vere, complici, tu, lei e Kate: questo credevi, o volevi credere, tu che non credi in niente. Tu che hai sempre sentito che era un'amicizia sbagliata, avversa, sessuata, ambigua, rivale. Perché c'era sempre qualcosa nell'aria, a cui tu non potevi attaccarti, che tu non potevi tirar fuori, perché tutto era "tranquillo", mentre tu... come sei... sembravi folle, e colpevole. Di retropensieri.

Credi che non risponderai niente, a questo sms tardivo e abortivo. Perché l'hai già perdonata, quando hai smesso di vederla, un annetto fa, ancor prima che tutto questo confermasse tutto. Non provi rabbia, perché capisci. Capisci i suoi sentimenti e le sue intenzioni: non gliene vuoi per questo, perché non si può opporre niente, a quanto emerge dalla testa di qualcuno. Ma è proprio per questo che non vuoi corruzioni, e contaminazioni, e un rapporto con il passato che per ora non puoi sopportare sulle spalle. In fondo hai solo aspettato come un avvoltoio di avere ragione. Hai aspettato la caduta. Siete incompatibili, punto.

La domenica sera è la tua sera. Un tuo ex collega di biblioteca ti cerca telefonicamente da un anno, ti alzi quando squilla il telefono e vedi che è lui anche adesso. Tu non rispondi, tu non hai nulla da dire. Tu gli piacevi, si vedeva, e lui era intelligente e ragazzino. Attraente, a modo suo. Ma non siete amici, non siete stati amanti, nulla. Cosa dire, perché? Tanto più a voce, a telefono. E pensare che nel pomeriggio hai sofferto di spleen e solitudine.

Ieri hai rivoluzionato gli spazi. Per accogliere un altro letto.

domenica 4 marzo 2007

Non hai voglia di partire così

Questo è il tuo terzo post della domenica, va un po' meglio. Hai passato un pomeriggio piacevole con Albert e il Giovin Signore. Ti hanno salvato senza saperlo da una domenica d'ansia.

Albert ha chiesto una cioccolata Lindt (gusto gianduia), il Giovine ha chiesto una Smirnoff, tu hai chiesto una tisana alla rosa canina e karkadè. Tornano le cameriere che il Giovine trova piacevoli e dicono che la Smirnoff non c'è. Baileys, dunque. Tornano e dicono che la tisana alla rosa non c'è. Tè alla vaniglia, dunque. Tornano e dicono che il tè alla vaniglia non c'è. Tu chiedi cosa ci sia, in realtà, e ti stupisci della tua capacità di raggiungere gli obiettivi. Un tè ai frutti rossi o non ricordi cosa. Chiedi il miele ma non ti portano il limone. E pensi che quello è un bar iper frequentato che si chiama con il nome di un impressionista.

Albert e il Giovine sono molto carini, così diversi da loro, così diversi da te. Hai detto cose, sentito cose, sei stata brillante, sei stata noiosa con le tue paure. Hai mal di testa, adesso, sei sotto stress. Hai parlato della tua amica traditrice, del tuo amico perennemente insoddisfatto. Hai detto che con G. non va bene, non hai parlato dell'Ingegnere. Hai girato nella nuova macchina di Albert, una nuova Panda blu. Ti sei sentita un po' tua madre alla ricerca di conferme e hai parlato di musica. Hai incontrato persone che ti chiedono se hai smesso di viaggiare e dicono che sei prodigiosa (o un aggettivo ridicolo come questo) ma non ti conoscono affatto e hanno sentito qualcosa da qualcuno. E ti chiedi a chi serva quella che vedi come pura falsità. O se magari sei tu in cattiva fede.

Hai deciso che non vuoi essere più triste, ma ti fa essere triste il fatto che non sei completamente sincera, soprattutto con G., che non dimenticherai mai, e da cui, forse, tornerai sempre, com'è accaduto già, diverse volte. E ti chiedi anche se abbia un senso che lui aspetti, che tu vada via, e già pensi all'eventuale strada del ritorno. Che sei coraggiosa solo a metà. Ma ora vuoi passione, e non c'è passione con G.

Hai sentito numeri che non ti piacevano, età che vanno avanti, e il Giovine ha detto che a 35 anni le donne impazziscono per i diciottenni. Il Giovine non sa niente, non ha trovato una donna che lo renda sereno, appagato, ma s'innamora e tiene dentro le belle donne. Le ammira. Crede che si annoia di una relazione perché le donne vanno presto a letto con lui. Albert è molto paterno, parla degli altri come di sé, e affida volentieri agli altri il racconto delle sue gesta. Vive il suo lato libertino attraverso il Giovine. Vuoi bene a questi due ragazzi maturi, maturi in modo diverso. Leggeri, capaci di farti stare bene senza alcool, senza polveri.

La distruzione non fa per te, la costruzione è difficile. E pensi che né una gonfia carta di credito, né un appartamento al centro del mondo, né autografi da firmare, in fondo, ti farebbero felice. Ma non smetti di avere fiducia nel futuro, come il migliore degli ingenui, come quando crederai che i pessimisti non hanno saputo cogliere il segreto.

Vuoi parlare di tutto, stasera, ma ti sentirai stupida, questo non è un romanzo. E tu non hai pazienza.