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giovedì 19 giugno 2008

L'inventario del niente

Ti fa quasi o del tutto rabbrividire il fatto che un giorno, il 20 febbraio 2002, era identico ad oggi. Allora avevi 6 anni di meno, eri una ragazzina, scrivevi piuttosto bene, eri molto molto triste.

Ti stupivano, come oggi, gli oggetti che avevi intorno: credevi che il tuo nonsenso, il fatto che la vita fosse triste e lontana da te fosse un fatto transitorio, ed eri in attesa di scappare. Ti vedevi in Nord Europa, felice, parlare un'altra lingua. Ti senti insomma come tanti anni fa. Guardi la tazza sporca, e il mix per il pancake, e ti fa schifo il tuo deplorare la vita e poi covare un piacere piccolo piccolo, e sottile, per i nomi delle cose, o per le formiche che sono le parole, o per le penne che solcano i fogli, o per il tocco dei tasti di una tastiera.

Cosa c’è dentro di te? ché fai ridere gli altri, che usi il sarcasmo per offendere e difenderti. Non hai nemici, né amici. Ti rendi conto che quando ti senti sola, scorri liste vuote, e hai paura. Sei un po’ più simile a come ti volevi, ma in fondo… ti chiedi... ha senso passeggiare, e neanche tanto spesso, per Milano, se Milano non è tua, e tu non sua.

E qui non c’è il fuoco dell’adolescenza, non c’è il giardino dei genitori, non ci sono gli abbracci degli amici. C’è che ti innamori e ti disincanti al primo sguardo truce, come un cagnolino intristito da un calcio inatteso e ingiustificato.

Sei diventata una di molte parole fuori e poche parole dentro. Poco tempo per il passato, troppo per il futuro. Sei niente. Ma questo non hai mai avuto paura a dirlo.

giovedì 17 aprile 2008

Caro diario

Ti è venuta voglia di scrivere con la penna, stasera. Di infittire fogli con l'inchiostro, e di lasciarli al tempo, al vento, agli amici.

Ti ha chiamata una tua ex collega, poco fa, e ti ha fatto molto bene: a volte vorresti che i tuoi amici leggessero il tuo blog, e cosa pensi di loro, ma dovresti chiuderlo al primo umore sbagliato. La tua ex collega ti ha commossa: ti ha detto che da quando non ci sei la gente non si dice più le cose in faccia, e questo lo sai che in fondo è un bene. Ti dicono: il tuo carattere forte. Ti dicono: la tua trasparenza. E tu non capisci come si concilii tutto questo con le tue lacrime e con il tuo tenerti tutto dentro, con la tua opacità, con il tuo non co-municare mai.

Sei in casa da sola stasera, senti solo la TV del vicino, che da quando dormi dall'altra parte della casa ha abbassato il volume. Niente Orsacchietto, niente festa delle Edizioni Pem. Solo flusso di pensieri, solo ricordi, proiezioni. Non sai perché ti infliggi tutto questo, perché la mondanità e la pioggia ti impigriscono così tanto.

Ti vedi come Carrie Bradshow tra 5 anni: basta accettare il lavoro di content manager a 800 metri da casa tua. O continuare a sperare, come stai facendo, che le Risorse Disumane ti vogliano. Che esca qualcosa di concreto prima di iniziare il nuovo lavoro: odieresti il sotterfuggi dei permessi, delle telefonate segrete, dello sdoppiamento di personalità. Tra l'altro esiste il periodo di prova, e non ti piacerebbe essere sbolognata. Non sei una furbona, i tuoi movimenti sono discreti come quelli di un elefante.

Oggi, poi, ti ha anche scritto il managing director di una delle compagnie che ti aveva fatto una proposta di lavoro: l'ultima mail che gli hai madato minacciava sottilmente un'azione legale (no, non sei pazza, hanno detto alla tua azienda corrente che avresti iniziato a breve da loro: tu non avevi né deciso, né ti eri dimessa). Sei quasi sicura che la cosa finirà così, in una bolla di sapone, ma oggi, mentre lavavi i piatti, hai fantasticato un'azione alla Rainmaker o alla Michael Moore: una piccola donna contro una multinazionale inglese che vende le persone, e che riceve una proposta da 25mila euro di risarcimento, allo scopo di scongiurare un'azione legale che porterebbe la compagnia nello scandalo.

mercoledì 16 aprile 2008

Fuochi d'artificio (sei bipolare)

Stamattina sei partita bella bellina, te ne sei scesa a Sesto Marelli, e hai seguito la folla armata di studenti della Statale. Hai raggiunto, a debita distanza, il tuo bell'amore. Attorniato da numerosa famiglia del Meriland, e lui il solo con l'accento di Milano.

Una giovane donna in TV racconta che ha avuto l'endometriosi e non potrà diventare mamma. Magari ce l'hai anche tu: non si spiega, altrimenti, come mai il tuo comportamento sessuale non ti abbia portato a multi-gravidanze. Lo senti da sempre che qualcosa nelle tue viscere non funziona: le parti di te più interne e importanti, quelle che sono i tuoi sensi più sviluppati e i ponti sull'esterno, sono in realtà carcinomatose o lo diventeranno. Così senti gli occhi, così l'utero.
Oggi è stato il giorno della solitudine: niente famiglia, niente lavoro, niente amici. E il padre del tuo ragazzo ti ha preso per la ragazza del suo amico. Non hai identità.

Hai fatto una scoperta: una delle tue candidate, una che ritenevi una brava PA ma niente di più (anzi, non ti sei nemmeno posta il problema), è in realtà un universo ricchissimo: scrive, canta, compone, studia mille lingue. Ti piacerebbe averla come amica. Il tuo lavoro non ti permetteva di approfondire davvero i contatti, le personalità. E allora hai invertito le parti: hai pensato a quando ti chiamano dalle aziende, e tu sei solo una candidata, e invece pensi: ma che ne sanno loro di me, che ho un'interiorità enorme e a pezzi?

domenica 16 marzo 2008

La settimana delle verità

Speri che quella che verrà sia la settimana giusta: che il telefono squilli con I belong to you e che sia l'HR Director di quella società che ti interessa tanto, di quel tuo cliente a cui sei piaciuta, che saresti troppo felice di portare via alla tua azienda. Sarebbe il trionfo più bello, quello dell'ingrata, che quasi sputa in faccia a una direttrice bionda e cattiva, falsa, invidiosa, bambina, ingiusta.

Lo speri tanto: ti hanno chiamato diversi competitor della tua società ma non ce la fai più a vendere gente, negoziare, trattare, piangere, svegliarti con ansia e paura, dover raggiungere target di fatturato che sono fattibili solo se i soldi ce li metti di tasca, solo se vendi qualcosa a tua madre.

Hai uno stipendio da fame, soprattutto se paragonato a quello che ti chiedono, al tempo che non hai, alle schifezze che ti dicono e fanno, a quello che - peggio - respiri nell'aria. E stai pensando quasi di diventare una RIV, una ragazza in vendita, di mettere tue foto nude sul web e poter pagare così le bollette, pagare l'affitto che ti strozza, comprare un vestito e delle scarpe per il matrimonio di tua sorella, il biglietto aereo per andarci, il regalo da testimone di nozze, il regalo per la laurea del tuo bello.

Sei sul lastrico. Oggi Vik ti ha chiesto di venire a stare da te, se troverà un nuovo lavoro. E il bello è che te l'ha chiesto anche lui, così bello, timido ma sfacciato, ingenuo, non immagina che la convivenza logorerebbe tutto, che non ti sopporterebbe né desidererebbe più, che tutto esploderebbe in un modo malato. Ma ti dice che aveva paura a chiedertelo, con quel faccino da ragazzino perfetto, e mentre fate l'amore te lo sussurra: voglio venire a stare con te.

E la sventurata rispose.

domenica 2 marzo 2008

Le sorelle M.

Come casalinga fai schifo, si sa: per togliere una macchiolina di colla dal pavimento nero, ne hai appena sbiancato un pezzo enorme con il Cillit Bang, che dovrebbero rinominare Killit Bang. Ma in compenso sai aggiustare come nessuno caldaie e finestre.

Niente di nuovo sotto il sole, tranne che piangi quasi tutti i giorni per il lavoro e che non riesci a coltivare relazioni. Con Petit Cheri tutto bene, fai talmente tanto sesso che ti svegli con gli addominali doloranti. La prossima settimana hai due colloqui, e questo ti rende piena di belle speranze, che preghi non vengano disattese.

Hai visto l'Ingegnere giovedì: ti ha portata a cena - dopo aver insistito tanto c'è riscuscito, ti ha sempre presa per sfinimento - ma alla fine hai pagato tu! Nel restau c'era una bionda strafiga, peraltro italiana, ma quanto ti sei sentita - forse ingiustificatamente - più bella e sicura, con il tuo interno spaccato, con il tuo nonsense permanente, con i tuoi capelli che la piastra non andava, con la tua povertà da 26enne emigrata. Con l'Ingegnere ti sei sempre messa nella condizione di quella che doveva ricevere e non riceveva (facendoglielo pesare), proprio perché avevi voglia di destrutturare la parte che si era dato di giovin signore, accompagnatore galante, corteggiatore veneziano, commerciante arricchito, elegante portatore di pashmine. In realtà non sa cosa sia la superiorità e non conosce l'effetto di chi vuol conquistare una donna con un regalo o una cena: nessuno come lui se la canta e se la suona, crede che assumere l'atteggiamento del cavaliere o definirsi tale gli consenta di esserlo davvero o di ottenere questo riconoscimento dagli altri. Ti ha chiesto ospitalità martedì prossimo e tu gliel'hai accordata. Ma l'idea di fare sesso con lui ti mette i brividi, dormirà su un altro letto: vi siete scambiati qualche bacio giovedì e l'esito è stato che non vedevi l'ora di tornare a casa!

Tu da una storia vuoi ben altro: non a caso i tuoi amori importanti sono stati: un quasi tossico, uno studente depresso e il meraviglioso stagista modello di cui sei innamorata!

Tua sorella il 5 aprile si sposa.

domenica 10 febbraio 2008

Carnevale, San Valentino e l'arrivo dei tuoi

Non sei molto concentrata: attirano la tua attenzione le cose intorno: l'apribottiglie; il tempo che da quando vivi a Milano vola, corre, fugge; Living Darfur, la canzone di Mattafix che ti commuove; il sole fuori che ti turba un po'. Vorresti comprare qualcosa a Quit per San Valentino, per sublimare la vostra fresca storia, ma magari lo inviterai a cena in qualche bel posto. Avresti voluto prendere qualcosa anche ai tuoi genitori, che arrivano proprio il giorno di San Valentino: il giorno dopo è il loro anniversario di nozze e il 2 è stato il compleanno di tua mamma. Ma non hai tempo: ozi, pulisci casa, esci a bere cose... Il sabato vola, e la domenica è tutto maledettamente chiuso.

Mercoledì hai sostenuto un colloquio che ha prodotto buoni frutti, in una piccola e importante società di consulenza di Milano: dovresti mappare il mondo Fashion & Luxury e cercare manager per loro. Una boutique per boutique... Come dicevi, il partner che dovresti seguire è nato il tuo stesso giorno, ma ormai lo sai che sei capacissima di far gravitare intorno a te solo cose e persone con cui c'è magnetismo.

La situazione nella tua azienda in questo momento è pessima e tu non hai la forza per sperare o aspettare che passi. Guadagni quanto una receptionist e i bonus trimestrali equivalgono a un esborso di sangue. Le riunioni del lunedì non ti fanno dormire e trovi che sia tutto poco etico e poco giusto.

Hai invitato Vik a pranzo: preparerai risotto e pollo al curry, ma non sei per niente in vena. Hai il magone da domenica pomeriggio. Ti senti sola con il tuo affitto, i tuoi problemi, il tuo passato, il tuo non senso.

sabato 10 novembre 2007

"Life is more intricate than it seems"

Sei completamente triste e afasica. Vorresti addormentare i tuoi sensi, e risvegliarti quando tutto è finito.
Ieri l'Ingegnere ti ha chiamata puttana, perché tu ti sei chiusa in bagno per rispondere a una chiamata, e lui ha pensato che fosse il tuo nuovo amante. E invece era solo il tuo ex. Ti sopravvaluta.

Ieri sera è stato il delirio. Gli hai detto che se il tuo spingere per la separazione vuol leggerlo come un cacciarlo di casa è libero di farlo. Tu gli fai schifo, ha detto.

Tu non aggiungi niente, non parli. Aspetti lo sfascio, sulla sponda del fiume il cadavere del tuo nemico. Di tutta questa situazione ti fanno rabbia diverse cose, ma più di tutte la sua piccolezza: tu hai il coraggio dei tuoi limiti, e li senti tuoi come i tuoi pregi. Lui cerca di esternalizzare tutte sue colpe, le sue mancanze, i suoi errori. Tutto questo è nato da una sua decisione, che tu hai deciso di portare a termine per lui. Quando hai smesso di disperarti, ha cominciato lui. E ti senti adolescente: ricordi la tua storia con Mimì? La sua forza era la trincea del suo silenzio, la dittatura del suo vittimismo aggressivo. Come hai potuto ricacciarti in questa situazione, rimetterti difronte a qualcuno che lascia senza parole, tanta è l'ingiustizia?

Sei sola in casa, adesso: Vale è uscita a far commissioni, e l'Ingegnere a vedere appartamenti che non vanno bene a priori. Ti senti innegabilmente superiore a tutti e due. Li odi, perché siete topi in gabbia. Sei ancora forte del week-end nel meriland, dell'amore dei tuoi genitori, che non riesci a ricambiare, tanta è la tristezza, la rabbia, la pressione e depressione che devi sopportare. Vuoi esplodere, vuoi piangere. Basta. Ti tira su anche il pensiero di G., che ieri ti ha chiamato appunto, dicendo che non voleva imbarazzarti, dato che eri a casa con lui: ma ti ha detto che tornava dal parchetto di Monterotondo con 10 euro di fumo, per alterarsi un po' e dormire. Stamattina avrebbe dipinto la sua stanza. Te lo sei immaginato trotterellare giù per la discesa che lo porta a casa, un po' contento e un po' triste. Vorresti chiamarlo, ora, e piangere nel telefono. Lui ti capirebbe, ma non potrebbe fare niente.

Su MTV hai visto per la prima volta il video di Ordinary day. Mentre la musica andava, e guardavi il labbiale di Dolores, hai discretizzato un flusso di parole. Tu non sei così brava in Inglese da capire i testi delle canzoni, ma questa frase, a ogni parola, si scolpiva: life is more intricate than it seems.

domenica 4 novembre 2007

Amare Amando Amato

Hai salutato G. Domattina hai l'aereo che ti riporta a Milano. Ti ha detto ti amo. Ma sorridendo, sempre.

L'Ingegnere ti ha scritto un messaggio: "ti ho amata... da morire".

Quanto sei banale nei tuoi drammi. Non hai neanche più voglia di spiegare, spiegarti. Vorresti però che per una volta la tua vita interiore cominciasse a somigliare a una vita interiore, e non a una sequenza di videoclip.

venerdì 2 novembre 2007

Il potere delle amiche

Ieri hai passato una serata davvero piacevole. Sei uscita con Kate e Amélie, siete state nella vineria di un tuo vecchio flirt... Ricordi che anche lui ti fece star male, e adesso: niente di niente! Avete preso una bottiglia di Nero d'Avola e poi Daiquiri al Morgana. Ti hanno salutato calorosamente in molti. Tu avevi un vestito di lana bianca, molto in sintonia con come ti senti: morbida, invernale, liscia... neve...

Le tue amiche ti hanno promesso che verrano a trovarti a Milano per il tuo compleanno: tu speri che per quella data l'Ingegnere se ne sia già andato, ma è poco probabile. Tutte queste ansie ti hanno stancata e demoralizzata. Sarà sempre più dura vivere con lui, in questo stato, con Vale in casa e poi le tue amiche.

Quando siete rientrate vi siete scritte dei messaggi molto belli, con le vostre sensazioni. Hai sentito amore vero, ieri.

Ora devi andare in banca, a chiedere l'estratto conto del tuo bancomat dimenticato, e poi a tagliare i capelli, dopo tantissimi mesi. Per essere più leggera...

Stasera sei a cena con G., e vorresti quasi non dover tornare più a Milano, ma lavorare qui, o a pochi passi da qui...

Hai dormito fino all'una... ti eri alzata verso le 8 per un mal di testa fortissimo corredato di nausea: hai vomitato i succhi gastrici e ti sei rimessa a letto. Forse il sonno di stanotte è stato teso, e il tuo stomaco somatizza tutto: ricordi che avevi la sensazione di star dormendo accanto all'Ingengere, e non ti piaceva, avevi paura. Tutto passerà presto. Lo speri.

domenica 28 ottobre 2007

Pulizie

Una mosca ronza da ieri nel caldo del tuo appartamento pulito. Le sue piccole ali deboli... Non vuoi ucciderla. Ieri tu e l'Ingegnere avete messo sotto sopra la casa, l'avete pulita abbastanza bene: la trascuratezza delle scorse settimane aveva riguardato anche l'habitat. Cos'è successo?

Lunedì scorso, a lavoro, ci sono state le tue valutazioni trimestrali. Tu eri così triste, e loro ti hanno detto che sei brava, che credono molto in te, e ti hanno dato il tuo primo piccolo bonus.

Questa settimana con l'Ingegnere è stata abbastanza bella, serena, colorata. Hai cucinato più volte per lui delle cose davvero buone. Cucinare per qualcuno ti ha rilassata. E la vostra separazione a un tratto non ha avuto più importanza per te. Lui si è commosso. Ieri sera avete noleggiato due film da Blockbuster e avete fatto un'enorme spesa al GS. Tu hai preparato le tue prime lasagne, e sono venute davvero bene! Lui non vuole andare più via, avete parlato serenamente del distacco, e non ha avuto più senso operarlo.

Senti qualcosa di strano... o meglio di estraneo, ma per ora non hai voglia di pensarci. Tra un po' arriva Vale, da Napoli, domani ha un colloquio per un Master in Cattolica, e stasera la ospiti. Non la vedi da più di un anno, dalla festa della tua laurea. Sei stata assente, con lei, ma ti sembra sempre inevitabile con le distanze così profonde.
Vik non verrà ad abitare da te, ha trovato un appartamento nell'hinterland sud, vicino a dove lavora. Non riesci mai a vederla. O forse hai sempre le idee confuse e quando ti senti così non vuoi vedere nessuno, non vuoi parlare, spiegare, raccontare. Non smetterai mai di analizzarti.

Spesso riaffiora l'idea che la condivisione con l'Ingegnere sia una questione di soldi, ed è veramente sgradevole. Te ne libereresti se guadagnassi mille euro in più al mese? Pensi di sì, ma solo per stare meglio, per giocare al gioco della lontananza, che purtroppo rende tutto più scintillante. In ogni caso vi siete ripromessi di tutelarvi anche così, di perdervi un po' di vista, di ritagliarvi spazi... Chissà. Credevi che un giorno la componente 'attesa' sarebbe scomparsa dalla tua vita. Che avresti sentito solo pienezza e felicità.

Venerdì è stato il compleanno di Mark. Dopo il lavoro ha portato te e la Franci da Chocolat, ma vi siete salutati abbastanza presto perché aveva una cena dai suoi. A Loreto sei scesa veloce dalla metro: gli hai schioccato una bacio su una guancia e sei fuggita come una farfalla. Prima che si chiudessero le porte, vi siete guardati: aveva abbandonato il tono scherzoso, da ex capo, e hai visto chiaramente la scintilla di complicità nei suoi occhi. Tu hai sorriso e hai imbroccato le scale mobili, ovviamente nella direzione sbagliata.

Ami la sensualità. Ti fa sentire viva.

domenica 21 ottobre 2007

"Nell'appartamento tutto cade dentro"

E' un lungo, lungo periodo. Sei sola nel tuo appartamento su Piazza Lima. L'Ingegnere è andato a fare la spesa, e tu stai ascoltando il tuo Pacifico, i suoi Dolci frutti tropicali, per riscaldare o annegare nel freddo che si preannuncia. E' quasi Natale. L'altro giorno da Co.Import hai avuto il magone: alberi, addobbi, ali d'angelo, farfalline, piccoli Gesù... Volevi una casa con una piccola famiglia d'amore, un nucleo in cui stare stretti, creare un uovo... Ma sei marcita. L'Ingegnere non ha mai vissuto da solo - così dice - e trovarsi da casa di sua madre a casa vostra l'ha destabilizzato...

Ogni vostra parola è uno sputo. Lui si cercherà un nuovo posto in cui vivere, crede che resterete insieme. Ma per te è già finita. Non si può uccidersi così tanto, sentire e vedere così tanto odio e poco rispetto, e poi illudersi che qualcosa funziona solo perché si vive in case separate. Ti ricorda il film di Verdone in cui lui e lei, provenienti da convivenze fallite, vanno ad abitare l'uno di fronte all'altra, ma in appartamenti separati.

Sei uscita con la Franci e Mark per un paio di sere. La prima è stata molto divertente, l'Ingegnere non c'era, preso dalla sua vita romana. E tu e Mark vi siete salutati in un modo estremamente sensuale. Due baci sulle guance, nascosti dalla notte, dalla velocità del gesto. Ma un bacio era vicino a un angolo della sua bocca, e poi sei fuggita, e lui ti ha seguita con lo sguardo, in piedi, accanto allo sportello della macchina, dal lato del passeggero, mentre tu attraversavi la strada con Franci, nel tuo cappotto, e chiudevi il portone dietro di voi... dietro la tua dichiarazione d'amore. E poi venerdì pomeriggio, altra tensione nell'aria, ma era un aperitivo, e tu dovevi rientrare per i tuoi litigi con l'Ingegnere... e sei uscita dalla metro senza baciarlo, come fate sempre: un bacio sulle guance, che ha mille segreti. E lui se l'aspettava, e allora gli hai scritto un messaggino vago, sul fatto che è bello incontralo, e lui che ti dice che sei in gamba. E chissà...

Ora l'Ingegnere andrà via, e tu non avrai i soldi sufficienti per una casa che avevate preso per due. Forse verrà Vik, ma tutto, come sempre, cambia cambia cambia. Sono notti che dormi male, e giorni che piangi.

Finirà presto. Lo sai. E' questo limbo che ti uccide, appena sarà uscito di casa, avrai tutto il tempo e il modo di ignorarlo come merita.

domenica 7 ottobre 2007

Stai meglio

Stai meglio. E' strano, nemmeno vuoi dirlo ad alta voce, per non... per non rovinarlo. Ma l'alcool, la gente, il tuo viso, la tua testa, la tua famiglia. Stai meglio. Viva dio.

L'Ingegnere partirà per un funerale. Ne sei contenta. E stai ricordando quando a scuola abbandonavi la tua compagna di banco per sederti accanto ai cattivi. Perché puzzavi di grappa. Tuo padre ti accompagnava a scuola e tu puzzavi di grappa.

Dunque: sei sempre stata così? Ti sei sempre sentita inadeguata? Se sei ubriaca e sola puoi fare qualsiasi cosa. Produrre l'universo. Sembri pazza, ma non è vero. E' adesso che stai bene (non bene, in realtà, ma almeno sei salva).

Notte. Notte amici/nemici. Notte Giusi. Notte mondo. Notte famiglia. Notte universo sconosciuto che ti sfiora. Notte passato, immagini e futuro. Notte, paura.

Last Sunday... and now.

Hai trascorso il week-end in uno stato comatoso, disperato. L'Ingegnere è andato via, è tornato a casa dei suoi per il fine settimana. Ora vivete insieme, e lui lunedì doveva essere a Firenze per il suo precedente progetto. Tu avevi l'influenza, giovedì sei uscita dall'ufficio di corsa, con lo stomaco in mille pezzi e il ciclo in corso. Hai avuto la febbre e hai vomitato anche l'anima. Lui venerdì a pranzo è andato a farti la spesa, ha detto "ora hai tutto", e ha chiuso la porta. Tu gli hai chiesto di non andare, che eri in un momento fisico e mentale davvero precario, che avevi bisogno di lui. Ma lui è andato. E tu non stai bene, questa convivenza non va bene. Sei stata troppo male venerdì, hai gridato "vattene" nel cuscino per ore e hai pensato, come sempre, di distruggere una volta per tutte la tua testa folle, dissociata, frantumata.
Poi sabato mattina ti sei alzata strana e serena, serafica. Panda ti aveva mandato la buonanotte e Franci ti ha invitata a Como per stamattina, e tu hai pensato a un tè caldo sul lago e ti sei sentita per un po' meglio. Hai visto Per incanto o per delizia, un film con Penelope Cruz che ti piace molto, e hai deciso che non saresti andata alla festa del dj tedesco a cui ti avevano invitato. Avresti dovuto andare con Nic, l'hai fatto inserire nella tua società, e dovresti essere felice, perché dicevi che non avevi nessuno, ma tu non stai bene con nessuno. Hai deciso di non andare perché stavi bene, e volevi sognare un nuovo amore, ma con il pomeriggio ha cominciato a crescere il dolore per il silenzio dell'Ingegnere, perché ti sei scoperta non voluta, e triste di essere non voluta, e lui ha taciuto e taciuto e taciuto. Tu hai vegliato tutta la notte, lo hai chiamato, non ha risposto, poi ha spento il telefono dicendo che si era spento... E lui ti ha rimproverato cose assurde, che ti sta regalando in grandi dosi.
Ora tu devi trovare il coraggio della tua adolescenza, ma deve uscire dalla tua casa, è questo il problema. Tu hai sofferto come un cane. Ti vendicherai, perché è così che fai da sempre. Lo odierai per sempre, e ora stai giustamente ripensando di tornare al tuo borgo selvaggio, come se questo ti salvasse.
Hai desiderato un uomo amico nel tuo letto, stanotte. Una pelle forte e dolce, un abbraccio, solo per non sentirti sola e sentirti al sicuro.
Sei felice che il giorno e la scrittura ti portino un po' di luce, ma tra un po' sarai di nuovo spaventata a morte, le cose ti sommergeranno. Hai ereditato la follia dei tuoi genitori, e l'hai sempre creduta normalità. Non vuoi andare in cura, credi che ci sia lucidità in tutto questo. Tu vuoi solo morire.

mercoledì 2 maggio 2007

Come quando fuori piove...

Hai deciso di aumentare la tua empatia e la tua tolleranza. Ieri mattina avevi i nervi a fior di pelle. Hai preso una decisione importante, ma che ogni tanto tentenna: alla fine dei tuoi tre mesi di stage, a metà giugno, vorresti chiedere l'assunzione su Roma. A volte non t'importa delle conseguenze sul lavoro, coi colleghi di Milano, di eventuali rotture, anche definitive, con la società. Magari te ne tornerai nel "natìo borgo selvaggio", fino a che non ne potrai più di nuovo.

Questa scelta ti sta facendo pressione, e non vedi l'ora di liberartene, di esternarla, comunicarla. Hai mal di testa, qui a Milano, e senti che qualsiasi cosa ti snerverà meno a Roma. Ti infastidirà di meno, ti peserà meno. O è solo l'ennesima esternalizzazione dei tuoi problemi, l'affidamento a qualcos'altro/qualcun altro...

Sei stata a Viareggio domenica, prima giornata di mare dell'anno, e ieri volevi andare a Como, al lago, ma il tempo era grigio e tu sei metereopatica. L'Ingegnere è stato a casa tua, e avete litigato un po': tensioni da ciclo, dopo un bel ponte del 1° maggio passato insieme a Firenze. E' andato via stamattina all'alba, ieri avete cenato a Brera, è stata una serata molto dolce, e non sai come abbia fatto a partire. Tu non sei andata a lavoro stamattina, eri stanca e avevi mal di testa. Sei entrata nel primo pomeriggio, e ti è sembrata un'eternità fino alle 7. Guardi fuori, fuori piove, ed è bello. L'estate milanese non ti attira... E combatti, tra il coraggio di chiedere Roma, e le proiezioni degli altri su di te, soprattutto del boss del tuo team.

Hai comprato un nuovo libro di Palahniuk, ti stai drogando di realtà-fiction, e di problemi. Sei sospesa e vuoi soluzioni. Questo week-end verrà a trovarti tuo padre e non lo desideri affatto. E' come se ci fosse uno schermo.

Ti ha scritto Amélie. E ha provato a chiamarti. Dice che non vuole perderti, che ti vuole nella sua vita. Tu le dici che intanto per lei speri davvero il meglio. Per ora sei afasica. E invece vorresti tornare nel tuo mondo, e non sai più cosa fare, cosa scegliere, come aspettare... Oggi eri tentata dal dirlo al tuo talent scout, che andrà via domani... Ma forse è meglio ponderare. Non sai se buttare lì la tua richiesta al momento dell'assunzione, quando nessuno se lo aspetta, o se dirlo già da ora, a rischio di sembrare folle, inaffidabile e bugiarda.

Aspetti, come al solito, che il vento soffi a tuo favore. Che ti porti una voce all'orecchio... Per ora dovresti solo fare un po' d'ordine intorno a te e vedere la seconda serie di Lost.

giovedì 12 aprile 2007

Bilanci di lavoro

Sei in stage. Oggi il consulente che è entrato con te ha festeggiato il suo primo piazzamento. Tu sei al terzo, con aziende importanti, ma ti spettano solo festeggiamenti interni. Al lavoro ti stanno gratificando, sia i tuoi risultati che i tuoi colleghi, a parte un rapporto un po' conflittuale che speri di tenere sotto controllo. Alla fine ti penti di odiare, di provare antipatie. Tu vuoi assumere una forza distaccata, che solo il tempo e l'esperienza ti daranno. Hai i tuoi primi tre appuntamenti commerciali, e questo è stato l'obiettivo meglio apprezzato.

Stai bene a lavoro, stai benino a Milano, tranquillamente in casa con Andy e Fiocco. Pensi e ripensi alla distanza, a se è capitata o se l'hai scelta. Pensi alle cose lasciate indietro, hanno i colori dei navigli. Un giallo francese, un giallo rétro. La tua nostalgia è abbastanza forte in questo periodo, e magari ti toglie smalto, ma sei sinceramente contenta di come riesci a vivere qui, a mille chilometri da tutto, completamente sola, con pochissimi euro in tasca.

Stai sviluppando empatia, ne sei certa, ma non rinunci al tuo metro, ai tuoi parametri, che dovrai affermare. Oggi il Panda ti ha chiesto se non sei contenta di questi risultati. E tu le hai detto che è la vita privata che ti rende contenta. Non sai perché. Alla fine le soddisfazioni relative alle proprie performance sono importanti. Ma tu non riesci a vedere il giro di soldi, a guardarlo dal vivo: non riesci a credere che il senso di mille vite, di quasi tutte, si riduca al far turbinare delle cifre, ad accaparrarsele, a parlare di cose banali, ad accumulare, ad aspettare. E' la Natura, la natura dell'uomo?

lunedì 12 marzo 2007

E ora?

Hai bruciato talmente tanto il tuo hamburger alla piastra e il tuo pane nel toaster che nella cucina sembrano aver lanciato dei lacrimogeni. Hai pensato che è l'ultimo lunedì che cucini e mangi a casa dei tuoi, almeno per ora. Il tuo lavoro a Roma si è dichiarato concluso via mail e via fax: le parole scritte, per te, non temono paragoni: il telefono, in fondo, lo detesti, lo vedi come un'interazione troppo spinta, soprattutto tra sconosciuti. Eppure l'Ingegnere ha detto che sei così professionale al cellulare... Quello è un altro discorso. Se qualcuno non lo conosci affatto sapresti anche vendergli qualcosa. Ma se si tratta di gente importante a cui dare notizie non carinissime, e con cui hai un medio-basso grado di confidenza, beh, prevale la vigliaccheria della comunicazione asincrona.

Visti i risultati di oggi, potresti smetterla di dire che sai cucinare senza voglia di dimostrarlo, eppure il risotto lo sai fare benissimo. Nel week-end con l'Ingegnere hai solo preparato la colazione, mentre lui la sera prima ha preparato i gamberetti in salsa rosa su letto di lattuga, il formaggio con miele e noci, e il salmone con la mozzarella. (E tu eri in tuta). Lui è adorabile. Ha occhi verdi profondi e un atteggiamento che oscilla tra Briatore e un boy scout.

E ora, dicevamo. Ora hai ottenuto un lavoro che sembra somigliare moltissimo a quello che volevi, in una società che sovrasta le tue aspettative, a un'età davvero da 'progetto talenti'. Vivrai in un bell'appartamento condiviso, nell'attesa di averne uno completamente tuo, ma... hai paura a dirlo... sei... quasi insoddisfatta. E' che purtroppo per esperta di vernissage, aperitivi e villaggi vacanze il posto è già stato assegnato.

giovedì 8 marzo 2007

8 marzo???

Sei chiusa nella casa dei tuoi genitori a cercare di far asciugare il maggior numero possibile di vestiti. Il tempo non ti aiuta (sia quello atmosferico che quello di Einstein).

Dunque: dopo il tuo brillante annuncio "cercasi singola" hai ricevuto chiamate, sms e mail, in cui ti offrono di tutto. Qualcosa si muove, ma il proprietario dell'unica casa che ti sembra un buon compromesso tra spese, comfort e distanza, ha il cellulare spento, e tu hai paura che dopo la sua mail (verso mezzanotte) abbia finalmente trovato il suo coinquilino ideale.

Tu gli hai mandato anche una tua foto. Tanto per.

Tu tra un'ora devi comprare i biglietti per vedere il tuo amore giovane. E hai una giusta ansia, perché tu hai mille cose da fare, ma lui non accetterebbe un ennesimo "non posso", un ennesimo rinvio. Lui ti ha promesso e detto delle cose bellissime. Tu, forse, sei persa sul serio. Ti piace soprattutto quando lui gioca a essere un po' triste e dice che è insicuro, che ha paura del vostro rivedervi, e che vorrebbe venire a prenderti sotto il tuo portone e portarti a Milano senza farti fare nemmeno un passo a piedi.

Tu tu tu.

mercoledì 7 marzo 2007

Una su 1000

Dovresti mettere link e figurine a questo blog. Ma non puoi, non hai tempo. Il tuo cervello è super affollato. Quando senti il ti-din di Outlook pensi che sia qualcuno che ti sta offrendo una casa bellissima di fronte al Duomo per 200 euro.
Mentre tu ne spenderesti anche il triplo per un monolocale o anche il doppio per una stanza, se:
- le persone non volessero 1000 cauzioni;
- le persone non fossero 1000 volte acide e non credessero che ti fanno un favore se le chiami per rispondere a un annuncio che loro hanno messo e sapessero che non stanno facendo una selezione per prendere un amministratore delegato;
- le persone non volessero 1000 anni di permanenza come garanzia;
- tu guadagnassi 1000 euro di più e non dovessi chiedere aiuto a tuo padre;
- non ti separassero 1000 chilometri da Milano, che devi fare solo per prendere una appuntamento e fare vedere che faccia hai (tu prenderesti a scatola chiusa).

Aiuto.

martedì 6 marzo 2007

Una romantica a Milano

L'aereo è una invenzione splendida: vincoli zero, o almeno è questa l'impressione data al viaggiatore, il privilegio delle nuvole, della libertà, della velocità. Com'è andata ieri? E' andata bene: il Direttore Generale con cui ti sei interfacciata è una donna, lo sapevi, le sei piaciuta molto, almeno ti hanno riferito così. Il tuo inglese è stato scintillante e poi hai dovuto vedere il Signor Amministratore Delegato. "E' francese", ti hanno detto mentre prendevi un caffè macchiato nella lussuosa caffetteria di Peck, con il tuo referente dagli occhi chiari.

Mentre risalivi in ascensore hai deciso che non gli avresti parlato in inglese, ma nella sua lingua: una cosa che adori gli stranieri facciano con te e che tu adori ricambiare. Monsieur era contento, ti ha fatto dei complimenti, chiesto se preferiresti Roma o Milano e tu hai detto che "c'est la même chose". Queste strategie... Poi molte altre domande a cui tu non sai rispondere, in realtà, ma rispondi comunque: quali sono i tuoi obiettivi? Andare al cinema, alle mostre, ai concerti, fare un viaggio nel simbolismo francese, scoprire un aperitivo che ti piace tanto, imparare a parlare un'altra lingua, viaggiare come fai, parlare, andare a cena, nascere vecchia e morire giovane, aiutare in qualche modo il mondo, fare l'amore in modo dannunziano. Ma hai detto che vorresti crescere personalmente e professionalmente in una posizione come quella, in una società come quella. Hanno detto che faranno piacevoli eccezioni per il tuo inserimento, che sarebbe comunque duro.

Ora tu aspetti una chiamata.

PS. Nota che mentre stringevi la mano a Monsieur, per congedarti, ti si è spezzato il bracciale, e le pietre si sono schiantate sulla scrivania di vetro, e durante tutti i pardonnez, désolé e non-non, tu hai pensato che era la seconda volta che ti succedeva, perché quel bracciale è fragile, hai detto. Te l'ha regalato G., e la prima volta che si è rotto è stata quando hai aperto la porta di quello che sarebbe stato il tuo ufficio in Ungheria, e lì, poi, si è rotto qualcos'altro. E' cominciato tutto lì, in fondo. E oggi ti chiedevi se mai potrai risolvere il tuo conflitto natura-cultura, arte-industria, caos-solitudine, sentimenti-ambizioni, lontananza-vicinanza... G. scomparirà, eppure non vuoi, lui è il tuo "natìo borgo selvaggio".

PS1. Quando hai scritto questo post erano più o meno le 11 e ti sentivi piena di speranze e di domande. Appena atterrata ti hanno chiamata, ti hanno detto che il posto è tuo, che cominci lunedì. Ora sei disperata, perché cerchi una casa a Milano. Come ti avevano preannunciato, per te hanno attivato 3 mesi di formazione anziché 6, con il doppio dei soldi in genere preventivati. Ma che sono pochi comunque. Tu avevi progettato un week-end diverso, avresti incontrato il tuo amore giovane, dopo Budapest, dopo dicembre. Mai più visti, e ora sì. Invece no, o forse ti aiuterà a traslocare, ti ha proposto di venire a prenderti a Roma, sabato, e di portarti da lui a Firenze. Per partire domenica per Milano.

PS2. Oggi G. è apparso per la prima volta in Messenger, dopo anni di tuoi inviti ed esperienza. Oggi, per giocare al gioco del lasciarvi.

lunedì 5 marzo 2007

Caffellatte

Stai partendo per Milano in modo un po' precario. La tua nuova enorme borsa non potrà contenere niente del tuo nécessaire. I voli lo proibiscono. Atterrerai a Milano verso le 2 e un quarto del pomeriggio, all'ora in cui è fissato il colloquio avrai già un'intera giornata sulle spalle. Il tuo profumo non sarà fresco, e il meteo dice che comincerà a piovigginare.

Hai sognato che sostenevi il colloquio in un'altra città, a Napoli, in una università, con il tuo amore giovane. Hai sognato che eravate in competizione e tu fingevi di tifare per lui perché sentivi che non avevi chance.