Visualizzazione post con etichetta rimembri ancora. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta rimembri ancora. Mostra tutti i post

sabato 10 novembre 2007

"Life is more intricate than it seems"

Sei completamente triste e afasica. Vorresti addormentare i tuoi sensi, e risvegliarti quando tutto è finito.
Ieri l'Ingegnere ti ha chiamata puttana, perché tu ti sei chiusa in bagno per rispondere a una chiamata, e lui ha pensato che fosse il tuo nuovo amante. E invece era solo il tuo ex. Ti sopravvaluta.

Ieri sera è stato il delirio. Gli hai detto che se il tuo spingere per la separazione vuol leggerlo come un cacciarlo di casa è libero di farlo. Tu gli fai schifo, ha detto.

Tu non aggiungi niente, non parli. Aspetti lo sfascio, sulla sponda del fiume il cadavere del tuo nemico. Di tutta questa situazione ti fanno rabbia diverse cose, ma più di tutte la sua piccolezza: tu hai il coraggio dei tuoi limiti, e li senti tuoi come i tuoi pregi. Lui cerca di esternalizzare tutte sue colpe, le sue mancanze, i suoi errori. Tutto questo è nato da una sua decisione, che tu hai deciso di portare a termine per lui. Quando hai smesso di disperarti, ha cominciato lui. E ti senti adolescente: ricordi la tua storia con Mimì? La sua forza era la trincea del suo silenzio, la dittatura del suo vittimismo aggressivo. Come hai potuto ricacciarti in questa situazione, rimetterti difronte a qualcuno che lascia senza parole, tanta è l'ingiustizia?

Sei sola in casa, adesso: Vale è uscita a far commissioni, e l'Ingegnere a vedere appartamenti che non vanno bene a priori. Ti senti innegabilmente superiore a tutti e due. Li odi, perché siete topi in gabbia. Sei ancora forte del week-end nel meriland, dell'amore dei tuoi genitori, che non riesci a ricambiare, tanta è la tristezza, la rabbia, la pressione e depressione che devi sopportare. Vuoi esplodere, vuoi piangere. Basta. Ti tira su anche il pensiero di G., che ieri ti ha chiamato appunto, dicendo che non voleva imbarazzarti, dato che eri a casa con lui: ma ti ha detto che tornava dal parchetto di Monterotondo con 10 euro di fumo, per alterarsi un po' e dormire. Stamattina avrebbe dipinto la sua stanza. Te lo sei immaginato trotterellare giù per la discesa che lo porta a casa, un po' contento e un po' triste. Vorresti chiamarlo, ora, e piangere nel telefono. Lui ti capirebbe, ma non potrebbe fare niente.

Su MTV hai visto per la prima volta il video di Ordinary day. Mentre la musica andava, e guardavi il labbiale di Dolores, hai discretizzato un flusso di parole. Tu non sei così brava in Inglese da capire i testi delle canzoni, ma questa frase, a ogni parola, si scolpiva: life is more intricate than it seems.

domenica 4 novembre 2007

Amare Amando Amato

Hai salutato G. Domattina hai l'aereo che ti riporta a Milano. Ti ha detto ti amo. Ma sorridendo, sempre.

L'Ingegnere ti ha scritto un messaggio: "ti ho amata... da morire".

Quanto sei banale nei tuoi drammi. Non hai neanche più voglia di spiegare, spiegarti. Vorresti però che per una volta la tua vita interiore cominciasse a somigliare a una vita interiore, e non a una sequenza di videoclip.

Pienezza

Hai le cuffie che tuo padre usa per Skype: stamattina la tua radio di Last.fm ti regala davvero delle canzoni perfette: carezzevoli e intriganti. Qualche consiglio per chi ama Portishead e Massive Attack: Sia, Hooverphonic, Smoke City, Bent, Nouvelle Vague. Per sentirsi in un lounge bar.

Ieri pomeriggio hai visto Albert per un tè, e ti ha raccontato un po' di sé, si iscriverà a Statistica, continua ad essere l'adorabile secchione che è sempre stato. Ti ha detto che ha ricevuto l'invalidità, e hai pensato al tuo lavoro. A quando avresti cercato qualche categoria protetta, alle storie di queste persone... poi hai preferito abbandonare il pensiero triste. Ti ha lasciata con due tavolette di cioccolato prese a Perugia: su una è scritto I Miss You. E ti sei commossa non poco...

Più tardi sei andata a prendere Kate per un giro di shopping, ché aveva bisogno di rilassarsi dall'inquietudine che l'ultima storia le ha dato. Avete parlato molto, ti ha ringraziato per la tua sincerità, ed è stato davvero un bel pomeriggio. Alla fine hai fatto un acquisto semi-compulsivo. Sei entrata da Max & Co. e hai scelto a catalogo un vestitino di lana rosso lampone, spalle scoperte e necessità di cinturone sui fianchi o in vita. Lo hai messo con le tue solite autoreggenti e gli stivali neri, ma ti sei resa conto che il taglio particolare lo rende poco comodo. Si tira su al primo movimento banale, come infilare il cappotto. Allora hai deciso di indossarlo come maglioncino, lo porterai più sblusato, fermato da una cintura: devi solo comprare un paio di jeans a tubino/sigaretta o - speriamo di no - un paio di leggings.

Comunque Kate ha deciso, per dimenticare il Ragazzino, di aspettare le 2 di notte per avere una sana notte di sesso in auto con il Dottore, il suo flirt dell'anno scorso, quando tu vedevi l'Oste, Mimì e Ale (quasi contemporaneamente!). Non ti è piaciuto che Kate aspettasse, come sempre, che lui vedesse famiglia, amici e soprattutto ragazza cornificata. Ma ora non puoi biasimarla, ha bisogno di contatto, carezze, vicinanze... di qualcuno che la desideri, per dare un senso alla noia e al senso di inutilità che la stanno affliggendo. Tu ti sentivi così l'anno scorso... Stamattina dovrai indagare sullo stato delle cose.
In ogni caso hai visto G. per cena, e dopo due soli bicchieri di vino hai avuto il sonno di ieri, e in più la tua nausea psicosomatica. Inoltre, inaspettatamente, tra i messaggi carini delle tue amiche e una chiamata di tuo zio, è spuntato un sms dell'Ingegnere, in cui ti diceva che l'orgoglio è la debolezza dell'essere umano e ti chiedeva scusa. Non puoi negare di esserti intenerita, ma non sei d'accordo.

Poi hai fatto due volte l'amore con G., e nonostante la nostalgia e i problemi, è stato divertente, come sempre è il sesso con lui. Lo hai preso in giro perché fa sesso in modo troppo veemente, ma era da tempo che non sentivi una pienezza fisica come quella che lui può dare. Poi ti ha raccontato di non essere stato con nessuna, e tu lì a piagnucolare di nuovo. E a giustificare la tua storia dicendo che è ormai si è rotta.

Lo hai scritto a Kate, e lei ti ha detto che le scuse post-trauma dell'Ingegnere sono facili quanto inutili, e che dobbiamo smetterla di stare con persone senza lungimiranza e presentimenti... E' stato bello, o forse ti ci sei aggrappata. In ogni caso, l'Ingegnere non lo ami più, hai paura di vivere nel ricatto di un adolescente che vuole scappare di casa...

Forse quella con G. è l'amicizia più bella della tua vita: tu ieri gli hai regalato 10 €, gli servivano per tornare a Roma: lui è sempre stato molto generoso con te, e gli hai detto che forse sarebbe stato meglio non essere mai stati insieme, perché così l'amicizia sarebbe stata più facile... Ma lui dice di no, e che sono l'unica persona con cui riesce a vivere questo grado di consapevolezza, mista a fatalismo, che lo porta a vivere pienamente. Tu ti chiedi: se lui un giorno avesse una ragazza?


Ma sei fatta così: occhio non vede, cuore non duole.

sabato 3 novembre 2007

Risveglio

Ti sei svegliata a casa dei tuoi anche stamattina, ancora non sei abituata. Quando apri gli occhi al buio credi di avere intorno a te gli spazi e gli oggetti di Milano.

Ieri è successo un po' di tutto. Sei andata a cena con G., nell'osteria dove hai festeggiato la tua laurea, e vi siete raccontati un po'. G. ovviamente non voleva saperne dei tuoi conflitti con l'Ingegnere. Lui è la persona più speciale che tu abbia mai conosciuto. Ora ha una nuova dipendenza, generata dalla separazione da te, da noia, cambiamenti, spleen, sue mancanze che mai lo abbandoneranno, e invece speri di sì, perché gli vuoi tanto bene e provi troppo dolore per il suo dolore.

Poi avete aspettato Kate, con un altra bottiglia di vino che però ti dava un sonno assurdo ad ogni bicchiere. Siete andati a prenderla, era molto carina. Aveva avuto il suo ennesimo litigio con il suo amore molto giovane (altro che l'Ingegnere, che ha 4 mesi meno di te!). La sua relazione è con un ragazzino di 7 anni più piccolo, che ieri sera hai visto in jeans con catene e felpa! In ogni caso si erano separati per l'ennesima volta per le gelosie e ansie di lui, assolutamente giusitificate dall'età e dal confronto amoroso con una persona non alla pari. Kate è molto coraggiosa, l'hai sempre pensato. Il ragazzino ieri sera l'ha quasi picchiata, e ora cerca di salvarsi la faccia gettando su di lei colpe che non ha. Voleva persino il tuo numero, tu non lo conosci affatto, per dirti che Kate è pazza e lui è uno per bene.

Hai fatto un giro e hai incontrato un ex ex di Amélie, che ti ha lusingata, e raccontato del suo anno e mezzo a Milano, e ora è qui, e hai pensato che forse c'è speranza anche per te dopo la gavetta, anche se: ritorneresti mai al natìo borgo selvaggio del Sud? Ora i tuoi amici e i tuoi ambienti ti mancheranno molto, ma che bella l'aria della straniera... sei nata così! Sei un racconto.

Poi hai incontrato una tua storia degli inzi del 2006, durata qualche mese, molto strana ed estremamente passionale. Ti eri lasciata con G., avevi intrapreso un flirt con il proprietario dell'enoteca in cui sei stata l'altra sera (flirt assolutamente fallito) e poi, prima di ricominciare con G., hai avuto una storia con questo Ale (il nome l'hai cercato stamattina sul cellulare!). Ricordi la sua casa universitaria, il sofà, le coperte sotto le quali vi biciavate e toccavate... Lui estremamente delicato, dopo l'irruenza dell'oste... Lui quasi femminile... Ricorderai per sempre una frase: "ti prendo qui", detta con timidezza, con il tono di un giovane del '900. Ti prendo. Ieri sera ha flirtato con te, senza accorgersi di G., ti ha invitata a restare, ieri sera, e tu hai declinato. Allora ha rilanciato su stasera. Ti ha fatto piacere, ha un bel riordo di te nonostante tutto, evidentemente, e ti trova ancora attraente nonostante i capelli a fungo che ieri ti ha fatto la parrucchiera.

Poi la storia con questo Ale è finita, perché aveva poco senso, perché era per sua natura un segmento. E allora hai ripreso con G., con difficoltà... Ti sei laureata e sei partita. Finito.

Oggi sei qui, in questo paesello, con i tuoi amori e amici, con le loro storie sempre diverse ma sempre difficili. Mai requie. Ieri sei stata un po' gelosa di G., quando lo hai visto accanto a una ragazza molto milanese, ma hai capito quanto sei stupida e limitata.

Stasera farai l'amore con G. Te lo ha chiesto espressamente, non puoi rifiutare, vuoi fargli questo regalo, che poi forse vi ucciderà ancora... con la partenza. Ma lo merita, tu gli vuoi troppo bene. Ma i sentimenti, i tuoi, sono finiti. E sei in una condizione troppo difficile.

Lunedì tornerai a Milano, e a casa, in una piccola casa, troverai uno sconosciuto, un estraneo, con cui dividere solo l'incomprensibilità delle separazioni.

domenica 7 ottobre 2007

Stai meglio

Stai meglio. E' strano, nemmeno vuoi dirlo ad alta voce, per non... per non rovinarlo. Ma l'alcool, la gente, il tuo viso, la tua testa, la tua famiglia. Stai meglio. Viva dio.

L'Ingegnere partirà per un funerale. Ne sei contenta. E stai ricordando quando a scuola abbandonavi la tua compagna di banco per sederti accanto ai cattivi. Perché puzzavi di grappa. Tuo padre ti accompagnava a scuola e tu puzzavi di grappa.

Dunque: sei sempre stata così? Ti sei sempre sentita inadeguata? Se sei ubriaca e sola puoi fare qualsiasi cosa. Produrre l'universo. Sembri pazza, ma non è vero. E' adesso che stai bene (non bene, in realtà, ma almeno sei salva).

Notte. Notte amici/nemici. Notte Giusi. Notte mondo. Notte famiglia. Notte universo sconosciuto che ti sfiora. Notte passato, immagini e futuro. Notte, paura.

Last Sunday... and now.

Hai trascorso il week-end in uno stato comatoso, disperato. L'Ingegnere è andato via, è tornato a casa dei suoi per il fine settimana. Ora vivete insieme, e lui lunedì doveva essere a Firenze per il suo precedente progetto. Tu avevi l'influenza, giovedì sei uscita dall'ufficio di corsa, con lo stomaco in mille pezzi e il ciclo in corso. Hai avuto la febbre e hai vomitato anche l'anima. Lui venerdì a pranzo è andato a farti la spesa, ha detto "ora hai tutto", e ha chiuso la porta. Tu gli hai chiesto di non andare, che eri in un momento fisico e mentale davvero precario, che avevi bisogno di lui. Ma lui è andato. E tu non stai bene, questa convivenza non va bene. Sei stata troppo male venerdì, hai gridato "vattene" nel cuscino per ore e hai pensato, come sempre, di distruggere una volta per tutte la tua testa folle, dissociata, frantumata.
Poi sabato mattina ti sei alzata strana e serena, serafica. Panda ti aveva mandato la buonanotte e Franci ti ha invitata a Como per stamattina, e tu hai pensato a un tè caldo sul lago e ti sei sentita per un po' meglio. Hai visto Per incanto o per delizia, un film con Penelope Cruz che ti piace molto, e hai deciso che non saresti andata alla festa del dj tedesco a cui ti avevano invitato. Avresti dovuto andare con Nic, l'hai fatto inserire nella tua società, e dovresti essere felice, perché dicevi che non avevi nessuno, ma tu non stai bene con nessuno. Hai deciso di non andare perché stavi bene, e volevi sognare un nuovo amore, ma con il pomeriggio ha cominciato a crescere il dolore per il silenzio dell'Ingegnere, perché ti sei scoperta non voluta, e triste di essere non voluta, e lui ha taciuto e taciuto e taciuto. Tu hai vegliato tutta la notte, lo hai chiamato, non ha risposto, poi ha spento il telefono dicendo che si era spento... E lui ti ha rimproverato cose assurde, che ti sta regalando in grandi dosi.
Ora tu devi trovare il coraggio della tua adolescenza, ma deve uscire dalla tua casa, è questo il problema. Tu hai sofferto come un cane. Ti vendicherai, perché è così che fai da sempre. Lo odierai per sempre, e ora stai giustamente ripensando di tornare al tuo borgo selvaggio, come se questo ti salvasse.
Hai desiderato un uomo amico nel tuo letto, stanotte. Una pelle forte e dolce, un abbraccio, solo per non sentirti sola e sentirti al sicuro.
Sei felice che il giorno e la scrittura ti portino un po' di luce, ma tra un po' sarai di nuovo spaventata a morte, le cose ti sommergeranno. Hai ereditato la follia dei tuoi genitori, e l'hai sempre creduta normalità. Non vuoi andare in cura, credi che ci sia lucidità in tutto questo. Tu vuoi solo morire.

lunedì 6 agosto 2007

Ritorno

Sei a casa dei tuoi, che lottano con la notizia che tua sorella minore vuole sposarsi.

Hai rifiutato il week-end aziendale, non puoi sopportare un fine settimana di massima competitività sportiva, colleghi con la pelle bruciata dalle lampade e il cervello bruciato dalla cocaina. Forse questo ti comporterà le dimissioni, ma tu sei una divergente, c'è poco da fare.

Hai rivisto G., ovviamente, il tuo ex, e lo rivedrai stasera. Questo ha innervosito l'Ingegnere, con cui hai litigato ieri sera. Non hai forza per trattenerlo. Questo ti fa capire che quando a Milano ne senti una forte nostalgia in parte è per solitudine e bisogno di alleanze.

Hai mal di stomaco e ti chiedi quanto ti stia facendo bene questa vacanza. Non molto, è questa la verità: il tempo è grigio, già sembra autunno, e tu ti senti così disperatamente diversa, come sempre. La prossima settimana sarai al mare e speri che il tuo svenarti per un albergo sulla spiaggia varrà a qualcosa, speri che non contemplerai un temporale alla finestra.

Oggi pomeriggio devi assolutamente fare un solarium.

domenica 15 aprile 2007

Come domenica d'agosto

Sei molto triste, e forse hai solo bisogno di soffrire per davvero. Qui muori solo di nostalgia, d'inutilità. Tra le lenzuola a pois, le persiane abbassate per metà, ad intravedere il tramonto sul parco e sulla tangenziale, a sentirti intimorita e in conflitto con persone che non conosci, puri estranei, con cui condividi lo spazio, a cui dai risorse, e da cui prendi qualcosa in cambio.

Stavi guardando i segreti domenicali di PostSecret, i segreti di chi vuole uccidersi, di chi ha disordini alimentari, di chi ha paura di invecchiare, di chi tradisce, mente, di chi è tradito e ingannato. Pensi che tutto questo, un po' di tutto questo, ti appartiene. Tutto questo dolore rende l'essere umano vivo, nel bene e nel male. Oggi leggevi di qualcosa che dicevi ieri, al telefono: la ragione è di chi sa che non c'è senso. Il resto sono illusioni mascherate, a cui si decide (o non si decide, lo si fa e basta) di aggrapparsi. Il tuo pessimismo non è pessimismo, è la domanda che ti fai da sempre, in mezzo alla gente: tutti, in fondo, sanno che non c'è senso? Vorresti essere sommersa di lettere, eppure non vuoi parlare con nessuno. Il silenzio ti ferisce, ma non puoi farne a meno: ti sei chiusa. Tutto o niente. Caos o rigor mortis. Follia o sigilli.

La tua pancia è dolente, il sesso o chissà cos'altro ha disordinato gli equilibri del tuo ventre, della tua mente. Medicine medicine medicine. Domani torna il non senso del lavoro, il circolo vizioso di far pochi soldi per spenderne tanti. E morire.

L'Ingegnere ti chiama, rimette tutto a posto, la tua insanità, la tua predisposizione al bilico. Ti ha raccontato di suo fratello, giorni fa, mentre eravate a letto. Dice che prova disgusto per la mente umana, alle volte, e che non ha mai raccontato delle crisi a nessuno. Io mi sono immaginata simile a questo suo consanguineo, al quale gli hai chiesto di dimostrare l'amore che sa e può dare. Non hai sentito nessuno per tutto il giorno, a parte i tuoi genitori che t'infastidisce sempre un po' sentire...

Poi, arriva la sera, e tutto, come prevedi, si realizza. Arriva Vik, arriva l'Ingegnere... arriva Amélie. Sepolta, arriva dalle sue ceneri, a risvegliare indifferenza, diffidenza, dissenso. Lei ti aveva tradito, l'hai scoperto a Natale, di ritorno dall'Ungheria: aveva detto al tuo ex delle tue storie dell'autunno del 2006. E lui, G., a Natale te lo ha raccontato. Perché vi stavate lasciando, e ti voleva dire che ti aveva perdonato anche quando ha saputo. La verità. Su di te. E tu hai continuato a dire che non era la verità, perché l'inganno quando non ha più senso, quando è radicato, non è più inganno, è niente.

Ti suona il cellulare e tu sei qui a ricostruirti. Tu hai detto che Amélie ha mentito, perché lei ce l'aveva con te, per la storia stupida di un ragazzo. E questa parte era vera: lei era stata incapace di accettare le avance che un suo frequentatore aveva fatto a te. E tu, nonostante eri cosciente del suo orgoglio enorme, glielo avevi raccontato solo per metterla in guardia. Solo perché per una volta ti era sembrato indispensabile essere vera, onesta, trasparente.

E da allora Amélie, la tranquilla, era definitivamente morta. Di una morte dolce, silenziosa. Cremata. Sapevi che avrebbe sofferto il tuo silenzio, anche per il suo compleanno, di pochi giorni fa. E ora: ti scrive. Pentita, racconta che il tuo ex, suo amico, era andato da lei, due bottiglie di vino in regalo, non sai se bevute o meno. Dice che lo aveva detto, sbagliando, in buona fede. Qual è la buona fede: la redenzione che voleva regalarti? La possibilità di essere salvata? Eravate vere, complici, tu, lei e Kate: questo credevi, o volevi credere, tu che non credi in niente. Tu che hai sempre sentito che era un'amicizia sbagliata, avversa, sessuata, ambigua, rivale. Perché c'era sempre qualcosa nell'aria, a cui tu non potevi attaccarti, che tu non potevi tirar fuori, perché tutto era "tranquillo", mentre tu... come sei... sembravi folle, e colpevole. Di retropensieri.

Credi che non risponderai niente, a questo sms tardivo e abortivo. Perché l'hai già perdonata, quando hai smesso di vederla, un annetto fa, ancor prima che tutto questo confermasse tutto. Non provi rabbia, perché capisci. Capisci i suoi sentimenti e le sue intenzioni: non gliene vuoi per questo, perché non si può opporre niente, a quanto emerge dalla testa di qualcuno. Ma è proprio per questo che non vuoi corruzioni, e contaminazioni, e un rapporto con il passato che per ora non puoi sopportare sulle spalle. In fondo hai solo aspettato come un avvoltoio di avere ragione. Hai aspettato la caduta. Siete incompatibili, punto.

La domenica sera è la tua sera. Un tuo ex collega di biblioteca ti cerca telefonicamente da un anno, ti alzi quando squilla il telefono e vedi che è lui anche adesso. Tu non rispondi, tu non hai nulla da dire. Tu gli piacevi, si vedeva, e lui era intelligente e ragazzino. Attraente, a modo suo. Ma non siete amici, non siete stati amanti, nulla. Cosa dire, perché? Tanto più a voce, a telefono. E pensare che nel pomeriggio hai sofferto di spleen e solitudine.

Ieri hai rivoluzionato gli spazi. Per accogliere un altro letto.

domenica 11 marzo 2007

Post-post: venerdì 9 marzo

11:15
Treno per Firenze. E ricordi quando hai preso il tuo primo treno da sola per Roma. Scappavi, con un pianto felice, con i tuoi libri, con gli sguardi dei passeggeri addosso. Non ricordi se eri sola o con Amélie. Amélie ti aveva aiutata nella fuga, la supportava da anni, nascosta, la tua fuga da un amore tiranno e monopolio, di te adolescente. E ora: diversa, sei il tuo stesso contrario: hai accordato il fuori al dentro, le azioni ai pensieri e allo spirito, indomito da quando eri piccolissima. Con Amélie è finita, ma parlerai un'altra volta di questo. Ora hai fame e Amélie non si perdona, per adesso, perché lei è una che non si costituisce ma in realtà è già in galera.

13:25
Hai cambiato il treno, hai capito che le belle ballerine che hai comprato ieri da Bata ti fanno male, e che agli uomini tu piaci. Andy sarà forse il tuo nuovo coinquilino, ti ha disegnato una mappa ieri sera, e te l'ha mandata insieme alle indicazioni per raggiungerlo. Ti dispiacerà un po' andarci con l'Ingegnere, sembrare la femmina che si presenta accompagnata agli appuntamenti con gli sconosciuti. Tu sei coraggiosa, l'altro giorno all'aeroporto di Napoli camminavi contro una massa impaurita da un presunto attentato al gas nervino che si accalcava per uscire. Tu dovevi entrare. Ed essere in tempo a Milano. La casa è quella che volevi. Domani la vedrai.

lunedì 5 marzo 2007

Insostenibile pesantezza dell'essere

In effetti è tardi, tra un po' verrà a prenderti tuo padre per portarti in aeroporto. E tu sei ancora con un asciugamano in testa. E' tardi ma hai il cuore in gola, ti senti sola.

E stamattina hai pensato a due immagini non belle, a due persone: la barbona pazza con i capelli bianchi, di Tiburtina, che parla e sembra sia nel Piemonte del 900 e che debba far uscire delle marmotte danzanti da una scatola, da un momento all'altro, e alla tua ex coinquilina di Budapest, a quanto in fondo dovesse provare inspiegato risentimento nei tuoi confronti, che tuttavia esprimeva con pensieri linguistici che tu non potevi capire.

domenica 4 marzo 2007

E

Piangi, non sopporti gli stimoli, non ti sopporti. "Dimmi come ti chiami, quanti ragazzi chiami". Non riesci ad affrontare la tua poligamia emotiva con serenità, in questo momento. Domani prenderai l'ennesimo aereo, e il mondo sta diventando sempre meno magico per te. Ti innamori di ogni luogo.

Tendi a dimenticare i fatti, dicevi, non gli dai peso, non gli dai importanza. Ieri l'amore che stai abbandonando ti ha detto che ci sarà per sempre, per te. Lui ride e sorride, sa creare reti con tutti. E' il tuo contrario, tu non riesci a relazionarti profondamente con chi non condivide i tuoi valori. E' per questo che non riesci ad essere fedele, perché quando incontri una persona che ti piace, con cui stai bene, non puoi lasciarla andare.

Vedi la tua vita come una piccola galassia, e in effetti chiami il tuo amore giovane: stellina. Sei ancora in pigiama, fai credere di essere ricca, o gli altri ci credono da soli. Oggi hanno detto che il tuo segno è al primo posto di una classifica di segni. E che fino all'estate avrai mille opportunità e che hai messo il primo punto alla fine dell'anno scorso. E che tu puoi creare castelli e poi distruggerli per ricominciare.

Tu intanto hai perso il senso, ieri rileggevi gli sms di un anno fa (un anno fa?). E hai contato ben 5 amori contemporaneamente.

Tu sei disgustata da te stessa, tu dovresti tacere.