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domenica 1 marzo 2009

Milano

Non finisce mai di sorprenderti. Hai camminato centinaia di volte in via Ozanam, ma sempre dallo stesso lato. Invece stasera, di ritorno dal Pacino con una tua amica, hai scoperto un negozio magico con dei bellissimi stivali viola in vetrina, e subito accanto la bottega di Eraclea, con delle tazze e teiere da Regina Margherita o casa delle bambole...

Eppure i tuoi, che sono stati qui due giorni (troppi per te, ma per questo andrai a leggerti il libro di Berne che hai sul comodino) la vedono con occhi diversi: troppi coriandoli, troppi stranieri, troppo inquinamento, il pollo della Cantina della Vetra che è "andabile"... E invece per te significa fidanzati, ex fidanzati, innamoramenti, amici, lavoro, tormenti, ornamenti, shopping, passeggiate, musica dei Baustelle e di Elio che la rappresentano benissimo... E Milano li ha ripagati bene, con un Carnevale fatto di fiumane di persone che rendevano ingestibile il passaggio, e con il 14, su cui eravate saliti, che si è del tutto bloccato in mezzo alla città, con 40° di temperatura interna!

Comunque oggi su Repubblica hai scoperto che rifaranno Corso Buenos Aires, che è già bellissimo, ma vogliono renderlo come la Fifth Avenue! Tu ci stai... anche se, quest'anno che sei stata per motivi tuoi in Viale Zara quando ha nevicato e ti sembrava la Lapponia, pensi che ci sarebbero altre zone della città che meriterebbero quei 2 milioni di Euro...

mercoledì 22 ottobre 2008

Cambia, tutto cambia. Sicuro? Sei sola a casa, hai litigato con il tuo ragazzo, povera misera piccola donnetta Harmony. Ti ha chiamata il tuo ex, non per caso.
Cos'hai dentro? Credi che una vita non ti basti. O che ogni tanto se ne accumula così tanta, di vita, dentro di te, che ti serve l'intestino della scrittura per smaltirlo ed espellerlo. E depurarti. Sei in quei momenti della tua vita in cui la vita ti spaventa: la luce troppo forte, la musica disco, l'alcool, le sigarette, il non senso di svegliarsi per andare a lavoro, comprare dei vestiti, baciare un uomo e farci l'amore. Se te lo chiedono sei felice. Ma di cosa?
Hai un cancro dentro di te, che ti fa temere di non amare nessuno, e di invecchiare senza niente, senza radici, che hai abbandonato. Perché? Parole, il tuo amato ti scrive parole e tu vuoi punirlo, anche se non lo merita. Forse è questo il sadismo, far male agli altri e scaraventare nella frusta scagaliata sugli altri le vibrazioni del proprio dolore, chissà quando e dove cresciuto.
La tua vita su Facebook ti fa schifo, quella sovraesposizione, eppure il voler esserci. Dove sono le relazioni reali? Sono quelle degli amici e degli amori, che passano e vanno, che non sono eterni? Forse è colpa di internet, degli sms, di Facebook.
Perché non riempi un quaderno di fogli? Perché resterebbe nel vuoto vacuo del tuo mobile, e invece vuoi che un estraneo lo trovi, vuoi che un amico immaginario ti prenda per mano, ti parli all'orecchio come una musica amata, vuoi uscire con persone che ti vogliono bene e che ti assomigliano.
Il tuo dolore perde corpo man mano che ne parli, ma ritieni che ci siano troppe cose da dire, vorresti capire perché ti crei e crei solitudine per non subirla. Perché non vuoi fare del male agli altri e ne fai a tutti. Perché non vai dalla tua famiglia da 7 mesi, perché vorresti vedere i tuoi amici ma non prendi un aereo, perché sei pigra e poco coraggiosa, perché non sei amica di tua sorella?
Va bene così, ora vai a fare una doccia, anche se il tuo corpo richiede cure già troppo lunghe per la tua pazienza. A volte pensi che hai la crisi dei 30 anni da sempre, e invece ora ne hai quasi 27, e ci sei arrivato, e nulla è cambiato. Sei bloccata, vorresti una purificazione. Vorresti pensare, pensarti, eppure addormentarti, e ricominciare con la vita solo quando saresti pronta.
Stai pensando a Marco, ieri lo hai incontrato per caso dalle parti di Via Senato, e hai pensato che in fondo Milano, ogni giorno di più, è così piccola. Lui sarebbe un buon amico, ma non si può parlare di problemi d'intestino tra un ragazzo e una ragazza che si attraggono, sarebbe ridicolo.
E in più hai scoperto qualche giorno fa che la ex del tuo ragazzo non è brutta affatto, e che, nonostante lei sia di Milano e tu del Sud, lei ha delle foto in cui hai trovato una tua amica, della tua città d'origine. Che tu non senti più da anni, nonostante 5 anni come vicine di banco. Tutti sono sostituibili, e la ex del tuo ragazzo sembra più felice di te, e tu hai paura di essere nient'altro che il suo riciclo, è questa la verità. Anche se a volte pensi proprio che la tua vita e la tua vita siano scollate.
My baby shot me down is going on.

giovedì 19 giugno 2008

L'inventario del niente

Ti fa quasi o del tutto rabbrividire il fatto che un giorno, il 20 febbraio 2002, era identico ad oggi. Allora avevi 6 anni di meno, eri una ragazzina, scrivevi piuttosto bene, eri molto molto triste.

Ti stupivano, come oggi, gli oggetti che avevi intorno: credevi che il tuo nonsenso, il fatto che la vita fosse triste e lontana da te fosse un fatto transitorio, ed eri in attesa di scappare. Ti vedevi in Nord Europa, felice, parlare un'altra lingua. Ti senti insomma come tanti anni fa. Guardi la tazza sporca, e il mix per il pancake, e ti fa schifo il tuo deplorare la vita e poi covare un piacere piccolo piccolo, e sottile, per i nomi delle cose, o per le formiche che sono le parole, o per le penne che solcano i fogli, o per il tocco dei tasti di una tastiera.

Cosa c’è dentro di te? ché fai ridere gli altri, che usi il sarcasmo per offendere e difenderti. Non hai nemici, né amici. Ti rendi conto che quando ti senti sola, scorri liste vuote, e hai paura. Sei un po’ più simile a come ti volevi, ma in fondo… ti chiedi... ha senso passeggiare, e neanche tanto spesso, per Milano, se Milano non è tua, e tu non sua.

E qui non c’è il fuoco dell’adolescenza, non c’è il giardino dei genitori, non ci sono gli abbracci degli amici. C’è che ti innamori e ti disincanti al primo sguardo truce, come un cagnolino intristito da un calcio inatteso e ingiustificato.

Sei diventata una di molte parole fuori e poche parole dentro. Poco tempo per il passato, troppo per il futuro. Sei niente. Ma questo non hai mai avuto paura a dirlo.

mercoledì 4 giugno 2008

Il tuo approccio bulimico alla vita

Vai su Postsecret e trovi proprio un'immagine che rappresenta la tua vigilia dell'estate. L'ossessione di una pelle tirata, una pancia piatta, una luce sul corpo e sul viso. Poi va i sulla versione francese e trovi la seconda cartolina: oggi hai pranzato come accade spesso al Kebab di via Palazzi, il più buono della città.

L'Orsacchietto è partito per Roma, per un colloquio di lavoro, e tu ti sei ferita ingurgitando carboidrati, zuccheri, grassi, scatolame, gelato, yogurt. Come fai a pesare 54 chili? Sono troppi, comunque. Hai paura dell'invecchiamento.

Ora hai mal di testa, non ce la fai a scrivere. Volevi solo dire che il nuovo lavoro ti piace e che è bello, la mattina, passare accanto a Villa Invernizzi e ai suoi fenicotteri rosa. Ed è ancora più bello che tu vivs in questa zona bellissima, con il tuo amore bellissimo, che domenica ha fatto i suoi primi buchi con il trapano per montare il vostro salotto Ikea.

giovedì 17 aprile 2008

Caro diario

Ti è venuta voglia di scrivere con la penna, stasera. Di infittire fogli con l'inchiostro, e di lasciarli al tempo, al vento, agli amici.

Ti ha chiamata una tua ex collega, poco fa, e ti ha fatto molto bene: a volte vorresti che i tuoi amici leggessero il tuo blog, e cosa pensi di loro, ma dovresti chiuderlo al primo umore sbagliato. La tua ex collega ti ha commossa: ti ha detto che da quando non ci sei la gente non si dice più le cose in faccia, e questo lo sai che in fondo è un bene. Ti dicono: il tuo carattere forte. Ti dicono: la tua trasparenza. E tu non capisci come si concilii tutto questo con le tue lacrime e con il tuo tenerti tutto dentro, con la tua opacità, con il tuo non co-municare mai.

Sei in casa da sola stasera, senti solo la TV del vicino, che da quando dormi dall'altra parte della casa ha abbassato il volume. Niente Orsacchietto, niente festa delle Edizioni Pem. Solo flusso di pensieri, solo ricordi, proiezioni. Non sai perché ti infliggi tutto questo, perché la mondanità e la pioggia ti impigriscono così tanto.

Ti vedi come Carrie Bradshow tra 5 anni: basta accettare il lavoro di content manager a 800 metri da casa tua. O continuare a sperare, come stai facendo, che le Risorse Disumane ti vogliano. Che esca qualcosa di concreto prima di iniziare il nuovo lavoro: odieresti il sotterfuggi dei permessi, delle telefonate segrete, dello sdoppiamento di personalità. Tra l'altro esiste il periodo di prova, e non ti piacerebbe essere sbolognata. Non sei una furbona, i tuoi movimenti sono discreti come quelli di un elefante.

Oggi, poi, ti ha anche scritto il managing director di una delle compagnie che ti aveva fatto una proposta di lavoro: l'ultima mail che gli hai madato minacciava sottilmente un'azione legale (no, non sei pazza, hanno detto alla tua azienda corrente che avresti iniziato a breve da loro: tu non avevi né deciso, né ti eri dimessa). Sei quasi sicura che la cosa finirà così, in una bolla di sapone, ma oggi, mentre lavavi i piatti, hai fantasticato un'azione alla Rainmaker o alla Michael Moore: una piccola donna contro una multinazionale inglese che vende le persone, e che riceve una proposta da 25mila euro di risarcimento, allo scopo di scongiurare un'azione legale che porterebbe la compagnia nello scandalo.

mercoledì 16 aprile 2008

Fuochi d'artificio (sei bipolare)

Stamattina sei partita bella bellina, te ne sei scesa a Sesto Marelli, e hai seguito la folla armata di studenti della Statale. Hai raggiunto, a debita distanza, il tuo bell'amore. Attorniato da numerosa famiglia del Meriland, e lui il solo con l'accento di Milano.

Una giovane donna in TV racconta che ha avuto l'endometriosi e non potrà diventare mamma. Magari ce l'hai anche tu: non si spiega, altrimenti, come mai il tuo comportamento sessuale non ti abbia portato a multi-gravidanze. Lo senti da sempre che qualcosa nelle tue viscere non funziona: le parti di te più interne e importanti, quelle che sono i tuoi sensi più sviluppati e i ponti sull'esterno, sono in realtà carcinomatose o lo diventeranno. Così senti gli occhi, così l'utero.
Oggi è stato il giorno della solitudine: niente famiglia, niente lavoro, niente amici. E il padre del tuo ragazzo ti ha preso per la ragazza del suo amico. Non hai identità.

Hai fatto una scoperta: una delle tue candidate, una che ritenevi una brava PA ma niente di più (anzi, non ti sei nemmeno posta il problema), è in realtà un universo ricchissimo: scrive, canta, compone, studia mille lingue. Ti piacerebbe averla come amica. Il tuo lavoro non ti permetteva di approfondire davvero i contatti, le personalità. E allora hai invertito le parti: hai pensato a quando ti chiamano dalle aziende, e tu sei solo una candidata, e invece pensi: ma che ne sanno loro di me, che ho un'interiorità enorme e a pezzi?

martedì 15 aprile 2008

That's all folks

Sarà che ti sei licenziata, che deve venirti il ciclo, sarà che la luce in camera non funziona e non sei un elettricista, che hai 300 euro sul conto, sarà che domani il tuo bello si laurea, o che ti senti sola a Milano, ma sei depressa.

Oggi hai parlato con una psicologa, per l'ennesimo colloquio di lavoro, e ti ha detto che nonostante fossi una dimissionaria, non sembravi depressa. E allora hai cominciato a pensarci sul serio, e nonostante sembri sorridente e sei libera dalla tua vecchia azienda (dalla tua ex capa marchettara, dall'obbligo di tirar su soldi per un titolo che crolla), la verità è che ti senti sola, e che il tuo percorso non sembra così lineare: ti chiedi se è giusto che tu sia a Milano senza voler diventare un manager in 2 anni.

E alla fine ti dici che è così e basta, e allora vaffanculo HR, farai la content manager dal 5 maggio, verrai pagata per scrivere, e ti aggrappi alla canzone che ha appena cantato Hermes di Futurama: You gotta do what you love even if it's not a good idea!

Sperem.

domenica 16 marzo 2008

La settimana delle verità

Speri che quella che verrà sia la settimana giusta: che il telefono squilli con I belong to you e che sia l'HR Director di quella società che ti interessa tanto, di quel tuo cliente a cui sei piaciuta, che saresti troppo felice di portare via alla tua azienda. Sarebbe il trionfo più bello, quello dell'ingrata, che quasi sputa in faccia a una direttrice bionda e cattiva, falsa, invidiosa, bambina, ingiusta.

Lo speri tanto: ti hanno chiamato diversi competitor della tua società ma non ce la fai più a vendere gente, negoziare, trattare, piangere, svegliarti con ansia e paura, dover raggiungere target di fatturato che sono fattibili solo se i soldi ce li metti di tasca, solo se vendi qualcosa a tua madre.

Hai uno stipendio da fame, soprattutto se paragonato a quello che ti chiedono, al tempo che non hai, alle schifezze che ti dicono e fanno, a quello che - peggio - respiri nell'aria. E stai pensando quasi di diventare una RIV, una ragazza in vendita, di mettere tue foto nude sul web e poter pagare così le bollette, pagare l'affitto che ti strozza, comprare un vestito e delle scarpe per il matrimonio di tua sorella, il biglietto aereo per andarci, il regalo da testimone di nozze, il regalo per la laurea del tuo bello.

Sei sul lastrico. Oggi Vik ti ha chiesto di venire a stare da te, se troverà un nuovo lavoro. E il bello è che te l'ha chiesto anche lui, così bello, timido ma sfacciato, ingenuo, non immagina che la convivenza logorerebbe tutto, che non ti sopporterebbe né desidererebbe più, che tutto esploderebbe in un modo malato. Ma ti dice che aveva paura a chiedertelo, con quel faccino da ragazzino perfetto, e mentre fate l'amore te lo sussurra: voglio venire a stare con te.

E la sventurata rispose.

domenica 2 marzo 2008

Le sorelle M.

Come casalinga fai schifo, si sa: per togliere una macchiolina di colla dal pavimento nero, ne hai appena sbiancato un pezzo enorme con il Cillit Bang, che dovrebbero rinominare Killit Bang. Ma in compenso sai aggiustare come nessuno caldaie e finestre.

Niente di nuovo sotto il sole, tranne che piangi quasi tutti i giorni per il lavoro e che non riesci a coltivare relazioni. Con Petit Cheri tutto bene, fai talmente tanto sesso che ti svegli con gli addominali doloranti. La prossima settimana hai due colloqui, e questo ti rende piena di belle speranze, che preghi non vengano disattese.

Hai visto l'Ingegnere giovedì: ti ha portata a cena - dopo aver insistito tanto c'è riscuscito, ti ha sempre presa per sfinimento - ma alla fine hai pagato tu! Nel restau c'era una bionda strafiga, peraltro italiana, ma quanto ti sei sentita - forse ingiustificatamente - più bella e sicura, con il tuo interno spaccato, con il tuo nonsense permanente, con i tuoi capelli che la piastra non andava, con la tua povertà da 26enne emigrata. Con l'Ingegnere ti sei sempre messa nella condizione di quella che doveva ricevere e non riceveva (facendoglielo pesare), proprio perché avevi voglia di destrutturare la parte che si era dato di giovin signore, accompagnatore galante, corteggiatore veneziano, commerciante arricchito, elegante portatore di pashmine. In realtà non sa cosa sia la superiorità e non conosce l'effetto di chi vuol conquistare una donna con un regalo o una cena: nessuno come lui se la canta e se la suona, crede che assumere l'atteggiamento del cavaliere o definirsi tale gli consenta di esserlo davvero o di ottenere questo riconoscimento dagli altri. Ti ha chiesto ospitalità martedì prossimo e tu gliel'hai accordata. Ma l'idea di fare sesso con lui ti mette i brividi, dormirà su un altro letto: vi siete scambiati qualche bacio giovedì e l'esito è stato che non vedevi l'ora di tornare a casa!

Tu da una storia vuoi ben altro: non a caso i tuoi amori importanti sono stati: un quasi tossico, uno studente depresso e il meraviglioso stagista modello di cui sei innamorata!

Tua sorella il 5 aprile si sposa.

domenica 10 febbraio 2008

Carnevale, San Valentino e l'arrivo dei tuoi

Non sei molto concentrata: attirano la tua attenzione le cose intorno: l'apribottiglie; il tempo che da quando vivi a Milano vola, corre, fugge; Living Darfur, la canzone di Mattafix che ti commuove; il sole fuori che ti turba un po'. Vorresti comprare qualcosa a Quit per San Valentino, per sublimare la vostra fresca storia, ma magari lo inviterai a cena in qualche bel posto. Avresti voluto prendere qualcosa anche ai tuoi genitori, che arrivano proprio il giorno di San Valentino: il giorno dopo è il loro anniversario di nozze e il 2 è stato il compleanno di tua mamma. Ma non hai tempo: ozi, pulisci casa, esci a bere cose... Il sabato vola, e la domenica è tutto maledettamente chiuso.

Mercoledì hai sostenuto un colloquio che ha prodotto buoni frutti, in una piccola e importante società di consulenza di Milano: dovresti mappare il mondo Fashion & Luxury e cercare manager per loro. Una boutique per boutique... Come dicevi, il partner che dovresti seguire è nato il tuo stesso giorno, ma ormai lo sai che sei capacissima di far gravitare intorno a te solo cose e persone con cui c'è magnetismo.

La situazione nella tua azienda in questo momento è pessima e tu non hai la forza per sperare o aspettare che passi. Guadagni quanto una receptionist e i bonus trimestrali equivalgono a un esborso di sangue. Le riunioni del lunedì non ti fanno dormire e trovi che sia tutto poco etico e poco giusto.

Hai invitato Vik a pranzo: preparerai risotto e pollo al curry, ma non sei per niente in vena. Hai il magone da domenica pomeriggio. Ti senti sola con il tuo affitto, i tuoi problemi, il tuo passato, il tuo non senso.

giovedì 7 febbraio 2008

The next step

Quit ti ha raccontato che a Disneyland pagano un uomo per star fermo sulle banchine dei treni e dire "Watch your step" a tutti quelli che scendono, perché i risarcimenti alla gente che inciampa sono più cospicui degli stipendi che pagano agli omini-gradini.

Senti dentro che qualcosa ti sta dicendo che hai paura del prossimo passo, o che forse desideri un passo ma non sai in che direzione compierlo. Le borse crollano, forse il mercato del lavoro sta per avere un nuovo trend negativo e in azienda se la prendono con voi. Con la base. Stai molto male, dimenticano le tue fatture da migliaia di euro, parlano di cose che non conoscono. Ti stai guardando intorno, hai fatto un colloquio, ieri, in una società di consulenza/head hunting. Il partner che dovresti affiancare è nato il tuo stesso giorno. Manderai una mail di feedback, oggi stesso o venerdì sera: hai fretta di uscire dal lager che è diventata la tua azienda. Aria triste e tesa per tutti, quasi le lacrime agli occhi, lo stress, il far sentire inadeguati tutti, e beneamati quelli che convergono o i nuovi arrivati. Vuoi dismettere responsabilità che non possono essere tue, le statistiche aleatorie, i numeri fantasma, la paura delle riunioni, la tensione di ogni istante, il magone della domenica sera, gli orari che non ti permettono nemmeno di far la spesa. Eppure non vuoi scappare, non vuoi prendere la prima opportunità che non significhi la tua azienda.

Hai parlato con il tuo ex capo, oggi pomeriggio, ti ha dato ottime referenze della nuova società che stai valutando (sembra anche che ci lavori una sua amica), e comunque quella che ti offrono ti sembra una buona opportunità per diversi motivi.

Stai sulla sponda del fiume e aspetti l'enorme cadavere del tuo nemico.

sabato 17 novembre 2007

Le coppie scoppiano

O forse: tutto scoppia. Sei scoppiata tu, che pensi contemporaneamente a contatti aziendali per il tuo lavoro, e a contatti aziendali per cambiar lavoro. A uscire con i tuoi amici, che diventano tuoi colleghi, e colleghi che diventano amici.

E’ scoppiata con l’Ing, che disprezzi sempre più – e lui disprezza te allo stesso modo.

Sei piena di pensieri, e tensioni, e cambiamenti. Vuoi liberarti, in parte lo stai facendo… ma…

Il 9 dicembre lui sarà fuori di qui, lo hai già detto?

Aspetti Vale, è a Lecco da una sua amica con prole, tornerà stasera. Tu farai forse le tue faccende da sabato pomeriggio e poi in preparazione per la serata. Cerchi di non impigrirti, e riuscire a scendere per comprare calze e biscotti. Forse stasera vedrai anche la Franci e un tuo 'lontano' collega che dev'essere simpatico. Cucina i pizzoccheri, ha idee ambientaliste, beve, ha vissuto un anno a Londra e ha gli occhi che sembra abbiano il kajal nero all'interno.

Ti chiedi forsennatamente: perché l’uomo, che ha paura di esser solo, poi in realtà si dimostra fatto per esser solo? Perché nessun rapporto dura per sempre? Perché da soli siamo mancanti eppure completi? Perché uno è poco e due è troppo?

domenica 11 novembre 2007

Serata in libertà

Ieri sera con l'Ingegnere c'è stato un nuovo sfacelo, in cui è stata coinvolta anche Vale, e ti è dispiaciuto molto. Lui definisce le cose come vuole, alterna la meschinità alle lacrime.

Però vi siete rifatte alla grande. Siete andate alla Sma di Corso Buenos Aires e avete fatto una spesa da ragazze in Erasmus: formaggio, vino, succo di frutta, insalata... Avete mangiato formaggio con miele, e bevuto una bottiglia di Nero d'Avola. Vale ti ha raccontato del suo aborto, del mattatoio che si è trovata a vivere. Poi vi siete fatte carine, ma in modo semplice: tu hai legato i capelli (il tuo taglio è carino con la coda!) e messo gli orecchini galiziani. Siete andate al GoGanga, suggerito dalla Franci. Avete ballato un po': Subsonica, Planet Funk, Madonna. Le luci erano belle, la musica buona, i drink ben fatti! Siete tornate in taxi, hai litigato un po' con Vale... per le tensioni della giornata, perché non ti sei sentita difesa, appoggiata. E' un periodo pieno di stress: hai le braccia e le gambe molli, ti trema e ti brucia tutto, dentro... La bella notizia è che l'Ingegnere ha trovato casa: va via il 9 dicembre. Ci sono state troppe tristezze attorno a questa cosa, non ce la fai più: addii, sperazioni, fallimenti, soldi, patti, compromessi, ambiguità. Lacrime.

Per rialzarsi, per...

sabato 10 novembre 2007

"Life is more intricate than it seems"

Sei completamente triste e afasica. Vorresti addormentare i tuoi sensi, e risvegliarti quando tutto è finito.
Ieri l'Ingegnere ti ha chiamata puttana, perché tu ti sei chiusa in bagno per rispondere a una chiamata, e lui ha pensato che fosse il tuo nuovo amante. E invece era solo il tuo ex. Ti sopravvaluta.

Ieri sera è stato il delirio. Gli hai detto che se il tuo spingere per la separazione vuol leggerlo come un cacciarlo di casa è libero di farlo. Tu gli fai schifo, ha detto.

Tu non aggiungi niente, non parli. Aspetti lo sfascio, sulla sponda del fiume il cadavere del tuo nemico. Di tutta questa situazione ti fanno rabbia diverse cose, ma più di tutte la sua piccolezza: tu hai il coraggio dei tuoi limiti, e li senti tuoi come i tuoi pregi. Lui cerca di esternalizzare tutte sue colpe, le sue mancanze, i suoi errori. Tutto questo è nato da una sua decisione, che tu hai deciso di portare a termine per lui. Quando hai smesso di disperarti, ha cominciato lui. E ti senti adolescente: ricordi la tua storia con Mimì? La sua forza era la trincea del suo silenzio, la dittatura del suo vittimismo aggressivo. Come hai potuto ricacciarti in questa situazione, rimetterti difronte a qualcuno che lascia senza parole, tanta è l'ingiustizia?

Sei sola in casa, adesso: Vale è uscita a far commissioni, e l'Ingegnere a vedere appartamenti che non vanno bene a priori. Ti senti innegabilmente superiore a tutti e due. Li odi, perché siete topi in gabbia. Sei ancora forte del week-end nel meriland, dell'amore dei tuoi genitori, che non riesci a ricambiare, tanta è la tristezza, la rabbia, la pressione e depressione che devi sopportare. Vuoi esplodere, vuoi piangere. Basta. Ti tira su anche il pensiero di G., che ieri ti ha chiamato appunto, dicendo che non voleva imbarazzarti, dato che eri a casa con lui: ma ti ha detto che tornava dal parchetto di Monterotondo con 10 euro di fumo, per alterarsi un po' e dormire. Stamattina avrebbe dipinto la sua stanza. Te lo sei immaginato trotterellare giù per la discesa che lo porta a casa, un po' contento e un po' triste. Vorresti chiamarlo, ora, e piangere nel telefono. Lui ti capirebbe, ma non potrebbe fare niente.

Su MTV hai visto per la prima volta il video di Ordinary day. Mentre la musica andava, e guardavi il labbiale di Dolores, hai discretizzato un flusso di parole. Tu non sei così brava in Inglese da capire i testi delle canzoni, ma questa frase, a ogni parola, si scolpiva: life is more intricate than it seems.

giovedì 1 novembre 2007

Anniversario (o addio)

Vorresti fornire una cronaca ricca di dettagli, ma tra un po' arriva Kate a prenderti. Sì, sei nel paese dei tuoi genitori, a casa di mamma e papà. Il caminetto acceso e fuori la pioggia appenninica.
Con l'Ingegnere vi siete lasciati molto male ieri sera. Lui era in treno, di ritorno a Roma, e avete litigato al telefono. Non sapresti dire perché. O forse per i soliti motivi: l'equilibrio che senti con lui è troppo precario, minacciato, un non equilibrio. Non c'è vera rilassatezza, ma solo un'assenza ardente che lui prova quando vi separate, qualcosa di simile alla paura. Quando siete realmente insieme... puff... tutto è strano. Quando sei rientrata hai trovato un suo vecchio cellulare acceso (lui non ci crede, dice che lo hai acceso tu, ma è cascato da una mensola insieme a mille scartoffie): e hai letto i vostri vecchi messaggi di Budapest, inframezzati a messaggi di Melinde, e Katie e boh... Glielo hai detto... Stamattina, dunque, nuovo delirio. Ma non ti importa della sua vita precedente.

Sei partita alle 4:30. Sveglia alle 2, diventate le 3. Un bagaglio a mano abbozzato al volo ed esci nella notte. Infili la valigia nel taxi, poi ti accorgi di non avere il bancomat, dimenticato in ufficio. Risali per prelevare 20 € da una vecchia carta, e racimolare i 70 che ti ci volevano per Malpensa. Il tassista era un uomo strano e orribile, aveva acceso il tassametro nonostante la tariffa fissa e tu non avevi un centesimo in più. All'entrata del terminal 2 ha fatto un incidente da solo, finendo su un cordolo e distruggendo il taxi. Bestemmie. Sei uscita al volo dal taxi per non ascoltarlo, e non cominciare in modo troppo tremendo un viaggio già triste...

Al gate hai guardato l'orologio, 1 novembre. Alle 5:30 c'eri quasi solo tu... e hai deciso di scrivere una lettera all'Ingengere, che poi è diventata un sms. 1 novembre. Un anno fa eri in un altro aeroporto. Hai conosciuto lui. Vi siete innamorati o vi siete fatti compagnia. In ogni caso ora non siete insieme, non vi sentirete in questi giorni. Vi rivedrete tristi e nervosi lunedì, quando arriverà anche Vale, che probabilmente diventerà la tua coinquilina. Ti senti vigliacca e vittima insieme.

Stasera avevi bisogno di vedere G., di una cena con lui per ridere...

domenica 28 ottobre 2007

Pulizie

Una mosca ronza da ieri nel caldo del tuo appartamento pulito. Le sue piccole ali deboli... Non vuoi ucciderla. Ieri tu e l'Ingegnere avete messo sotto sopra la casa, l'avete pulita abbastanza bene: la trascuratezza delle scorse settimane aveva riguardato anche l'habitat. Cos'è successo?

Lunedì scorso, a lavoro, ci sono state le tue valutazioni trimestrali. Tu eri così triste, e loro ti hanno detto che sei brava, che credono molto in te, e ti hanno dato il tuo primo piccolo bonus.

Questa settimana con l'Ingegnere è stata abbastanza bella, serena, colorata. Hai cucinato più volte per lui delle cose davvero buone. Cucinare per qualcuno ti ha rilassata. E la vostra separazione a un tratto non ha avuto più importanza per te. Lui si è commosso. Ieri sera avete noleggiato due film da Blockbuster e avete fatto un'enorme spesa al GS. Tu hai preparato le tue prime lasagne, e sono venute davvero bene! Lui non vuole andare più via, avete parlato serenamente del distacco, e non ha avuto più senso operarlo.

Senti qualcosa di strano... o meglio di estraneo, ma per ora non hai voglia di pensarci. Tra un po' arriva Vale, da Napoli, domani ha un colloquio per un Master in Cattolica, e stasera la ospiti. Non la vedi da più di un anno, dalla festa della tua laurea. Sei stata assente, con lei, ma ti sembra sempre inevitabile con le distanze così profonde.
Vik non verrà ad abitare da te, ha trovato un appartamento nell'hinterland sud, vicino a dove lavora. Non riesci mai a vederla. O forse hai sempre le idee confuse e quando ti senti così non vuoi vedere nessuno, non vuoi parlare, spiegare, raccontare. Non smetterai mai di analizzarti.

Spesso riaffiora l'idea che la condivisione con l'Ingegnere sia una questione di soldi, ed è veramente sgradevole. Te ne libereresti se guadagnassi mille euro in più al mese? Pensi di sì, ma solo per stare meglio, per giocare al gioco della lontananza, che purtroppo rende tutto più scintillante. In ogni caso vi siete ripromessi di tutelarvi anche così, di perdervi un po' di vista, di ritagliarvi spazi... Chissà. Credevi che un giorno la componente 'attesa' sarebbe scomparsa dalla tua vita. Che avresti sentito solo pienezza e felicità.

Venerdì è stato il compleanno di Mark. Dopo il lavoro ha portato te e la Franci da Chocolat, ma vi siete salutati abbastanza presto perché aveva una cena dai suoi. A Loreto sei scesa veloce dalla metro: gli hai schioccato una bacio su una guancia e sei fuggita come una farfalla. Prima che si chiudessero le porte, vi siete guardati: aveva abbandonato il tono scherzoso, da ex capo, e hai visto chiaramente la scintilla di complicità nei suoi occhi. Tu hai sorriso e hai imbroccato le scale mobili, ovviamente nella direzione sbagliata.

Ami la sensualità. Ti fa sentire viva.

domenica 21 ottobre 2007

"Nell'appartamento tutto cade dentro"

E' un lungo, lungo periodo. Sei sola nel tuo appartamento su Piazza Lima. L'Ingegnere è andato a fare la spesa, e tu stai ascoltando il tuo Pacifico, i suoi Dolci frutti tropicali, per riscaldare o annegare nel freddo che si preannuncia. E' quasi Natale. L'altro giorno da Co.Import hai avuto il magone: alberi, addobbi, ali d'angelo, farfalline, piccoli Gesù... Volevi una casa con una piccola famiglia d'amore, un nucleo in cui stare stretti, creare un uovo... Ma sei marcita. L'Ingegnere non ha mai vissuto da solo - così dice - e trovarsi da casa di sua madre a casa vostra l'ha destabilizzato...

Ogni vostra parola è uno sputo. Lui si cercherà un nuovo posto in cui vivere, crede che resterete insieme. Ma per te è già finita. Non si può uccidersi così tanto, sentire e vedere così tanto odio e poco rispetto, e poi illudersi che qualcosa funziona solo perché si vive in case separate. Ti ricorda il film di Verdone in cui lui e lei, provenienti da convivenze fallite, vanno ad abitare l'uno di fronte all'altra, ma in appartamenti separati.

Sei uscita con la Franci e Mark per un paio di sere. La prima è stata molto divertente, l'Ingegnere non c'era, preso dalla sua vita romana. E tu e Mark vi siete salutati in un modo estremamente sensuale. Due baci sulle guance, nascosti dalla notte, dalla velocità del gesto. Ma un bacio era vicino a un angolo della sua bocca, e poi sei fuggita, e lui ti ha seguita con lo sguardo, in piedi, accanto allo sportello della macchina, dal lato del passeggero, mentre tu attraversavi la strada con Franci, nel tuo cappotto, e chiudevi il portone dietro di voi... dietro la tua dichiarazione d'amore. E poi venerdì pomeriggio, altra tensione nell'aria, ma era un aperitivo, e tu dovevi rientrare per i tuoi litigi con l'Ingegnere... e sei uscita dalla metro senza baciarlo, come fate sempre: un bacio sulle guance, che ha mille segreti. E lui se l'aspettava, e allora gli hai scritto un messaggino vago, sul fatto che è bello incontralo, e lui che ti dice che sei in gamba. E chissà...

Ora l'Ingegnere andrà via, e tu non avrai i soldi sufficienti per una casa che avevate preso per due. Forse verrà Vik, ma tutto, come sempre, cambia cambia cambia. Sono notti che dormi male, e giorni che piangi.

Finirà presto. Lo sai. E' questo limbo che ti uccide, appena sarà uscito di casa, avrai tutto il tempo e il modo di ignorarlo come merita.

domenica 7 ottobre 2007

Stai meglio

Stai meglio. E' strano, nemmeno vuoi dirlo ad alta voce, per non... per non rovinarlo. Ma l'alcool, la gente, il tuo viso, la tua testa, la tua famiglia. Stai meglio. Viva dio.

L'Ingegnere partirà per un funerale. Ne sei contenta. E stai ricordando quando a scuola abbandonavi la tua compagna di banco per sederti accanto ai cattivi. Perché puzzavi di grappa. Tuo padre ti accompagnava a scuola e tu puzzavi di grappa.

Dunque: sei sempre stata così? Ti sei sempre sentita inadeguata? Se sei ubriaca e sola puoi fare qualsiasi cosa. Produrre l'universo. Sembri pazza, ma non è vero. E' adesso che stai bene (non bene, in realtà, ma almeno sei salva).

Notte. Notte amici/nemici. Notte Giusi. Notte mondo. Notte famiglia. Notte universo sconosciuto che ti sfiora. Notte passato, immagini e futuro. Notte, paura.

Last Sunday... and now.

Hai trascorso il week-end in uno stato comatoso, disperato. L'Ingegnere è andato via, è tornato a casa dei suoi per il fine settimana. Ora vivete insieme, e lui lunedì doveva essere a Firenze per il suo precedente progetto. Tu avevi l'influenza, giovedì sei uscita dall'ufficio di corsa, con lo stomaco in mille pezzi e il ciclo in corso. Hai avuto la febbre e hai vomitato anche l'anima. Lui venerdì a pranzo è andato a farti la spesa, ha detto "ora hai tutto", e ha chiuso la porta. Tu gli hai chiesto di non andare, che eri in un momento fisico e mentale davvero precario, che avevi bisogno di lui. Ma lui è andato. E tu non stai bene, questa convivenza non va bene. Sei stata troppo male venerdì, hai gridato "vattene" nel cuscino per ore e hai pensato, come sempre, di distruggere una volta per tutte la tua testa folle, dissociata, frantumata.
Poi sabato mattina ti sei alzata strana e serena, serafica. Panda ti aveva mandato la buonanotte e Franci ti ha invitata a Como per stamattina, e tu hai pensato a un tè caldo sul lago e ti sei sentita per un po' meglio. Hai visto Per incanto o per delizia, un film con Penelope Cruz che ti piace molto, e hai deciso che non saresti andata alla festa del dj tedesco a cui ti avevano invitato. Avresti dovuto andare con Nic, l'hai fatto inserire nella tua società, e dovresti essere felice, perché dicevi che non avevi nessuno, ma tu non stai bene con nessuno. Hai deciso di non andare perché stavi bene, e volevi sognare un nuovo amore, ma con il pomeriggio ha cominciato a crescere il dolore per il silenzio dell'Ingegnere, perché ti sei scoperta non voluta, e triste di essere non voluta, e lui ha taciuto e taciuto e taciuto. Tu hai vegliato tutta la notte, lo hai chiamato, non ha risposto, poi ha spento il telefono dicendo che si era spento... E lui ti ha rimproverato cose assurde, che ti sta regalando in grandi dosi.
Ora tu devi trovare il coraggio della tua adolescenza, ma deve uscire dalla tua casa, è questo il problema. Tu hai sofferto come un cane. Ti vendicherai, perché è così che fai da sempre. Lo odierai per sempre, e ora stai giustamente ripensando di tornare al tuo borgo selvaggio, come se questo ti salvasse.
Hai desiderato un uomo amico nel tuo letto, stanotte. Una pelle forte e dolce, un abbraccio, solo per non sentirti sola e sentirti al sicuro.
Sei felice che il giorno e la scrittura ti portino un po' di luce, ma tra un po' sarai di nuovo spaventata a morte, le cose ti sommergeranno. Hai ereditato la follia dei tuoi genitori, e l'hai sempre creduta normalità. Non vuoi andare in cura, credi che ci sia lucidità in tutto questo. Tu vuoi solo morire.

lunedì 6 agosto 2007

Malattie

Stai facendo due conti. Tra un po' infilerai il manico rosa del tuo spazzolino da denti in gola. E ti libererai del sovraccarico che ogni tanto ti sembra di infliggere al tuo corpo e alla tua persona.

Hai trovato questo spaccato sul net: ti sembra perfettamente calzante, aderente a te.


«L’introduzione del cibo [...] non è in relazione al fabbisogno calorico dell’organismo ma è legata a uno squilibrio della relazione con il mondo esterno e con se stesse. Se però nell’anoressia l’emozione dominante, anche se a carissimo prezzo, è quella della vittoria, nella bulimia si cede senza potersi difendere a saziare una fame che non è del corpo ma dell’anima, e quando la sensazione di ripienezza giunge si è invasi da sensi di colpa devastanti che conducono al vomito indotto che lascia frastornate e doloranti.»


Da un'altra parte leggevi che nelle persone bulimiche esiste la logica del tutto/niente, cosa che sai benissimo di te: se si supera di un po' il limite che ci si è dati, tanto vale valicarlo del tutto e sconfiggersi totalmente.

Facevi due conti, dunque, con la sanità delle tue relazioni. Quelle che ti scegli tutti i giorni.

Il tuo ex, G., non ha mai conosciuto suo padre e cerca di tenere sotto controllo la cocainomania e l'alcolismo.

La tua ex migliore amica, Amélie, è un'insicura/aggressiva/aspirante psicologa.

La tua seconda migliore amica, Kate, è una ricca che ha vissuto in mezza Europa e ha assunto qualunque sostanza psicotropa che la terra e l'uomo abbiano prodotto. I fratelli di Kate sono un buddhista e un piccolo drug/porno addict.

Tua zia è in cromo/musico/erbe officinali terapia. E' una maestra con un figlio bocciato già due volte al liceo. E' separata e in cura da una terapeuta.

Tuo padre è stato adottato, ed è un ex geloso/violento, con relativa consorte vittima. Tua madre ha ucciso per sbaglio la madre adottiva di tuo padre.

Il tuo attuale compagno ha un fratello malato di disturbo bipolare.

La collega che hai scelto come amica non ha il padre a sua volta, e ha un ex fidanzato pazzo e abusato.

Un'altra collega che somiglia un po' a Kate, e con cui c'è uno scambio quasi amicale, sembra normale ma è shopping dipendente, cerca un fidanzato milionario e conosce tutti i VIP di Milano.

Vedi? Tutto o niente.