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giovedì 19 giugno 2008

L'inventario del niente

Ti fa quasi o del tutto rabbrividire il fatto che un giorno, il 20 febbraio 2002, era identico ad oggi. Allora avevi 6 anni di meno, eri una ragazzina, scrivevi piuttosto bene, eri molto molto triste.

Ti stupivano, come oggi, gli oggetti che avevi intorno: credevi che il tuo nonsenso, il fatto che la vita fosse triste e lontana da te fosse un fatto transitorio, ed eri in attesa di scappare. Ti vedevi in Nord Europa, felice, parlare un'altra lingua. Ti senti insomma come tanti anni fa. Guardi la tazza sporca, e il mix per il pancake, e ti fa schifo il tuo deplorare la vita e poi covare un piacere piccolo piccolo, e sottile, per i nomi delle cose, o per le formiche che sono le parole, o per le penne che solcano i fogli, o per il tocco dei tasti di una tastiera.

Cosa c’è dentro di te? ché fai ridere gli altri, che usi il sarcasmo per offendere e difenderti. Non hai nemici, né amici. Ti rendi conto che quando ti senti sola, scorri liste vuote, e hai paura. Sei un po’ più simile a come ti volevi, ma in fondo… ti chiedi... ha senso passeggiare, e neanche tanto spesso, per Milano, se Milano non è tua, e tu non sua.

E qui non c’è il fuoco dell’adolescenza, non c’è il giardino dei genitori, non ci sono gli abbracci degli amici. C’è che ti innamori e ti disincanti al primo sguardo truce, come un cagnolino intristito da un calcio inatteso e ingiustificato.

Sei diventata una di molte parole fuori e poche parole dentro. Poco tempo per il passato, troppo per il futuro. Sei niente. Ma questo non hai mai avuto paura a dirlo.

domenica 4 novembre 2007

Amare Amando Amato

Hai salutato G. Domattina hai l'aereo che ti riporta a Milano. Ti ha detto ti amo. Ma sorridendo, sempre.

L'Ingegnere ti ha scritto un messaggio: "ti ho amata... da morire".

Quanto sei banale nei tuoi drammi. Non hai neanche più voglia di spiegare, spiegarti. Vorresti però che per una volta la tua vita interiore cominciasse a somigliare a una vita interiore, e non a una sequenza di videoclip.

venerdì 2 novembre 2007

Il potere delle amiche

Ieri hai passato una serata davvero piacevole. Sei uscita con Kate e Amélie, siete state nella vineria di un tuo vecchio flirt... Ricordi che anche lui ti fece star male, e adesso: niente di niente! Avete preso una bottiglia di Nero d'Avola e poi Daiquiri al Morgana. Ti hanno salutato calorosamente in molti. Tu avevi un vestito di lana bianca, molto in sintonia con come ti senti: morbida, invernale, liscia... neve...

Le tue amiche ti hanno promesso che verrano a trovarti a Milano per il tuo compleanno: tu speri che per quella data l'Ingegnere se ne sia già andato, ma è poco probabile. Tutte queste ansie ti hanno stancata e demoralizzata. Sarà sempre più dura vivere con lui, in questo stato, con Vale in casa e poi le tue amiche.

Quando siete rientrate vi siete scritte dei messaggi molto belli, con le vostre sensazioni. Hai sentito amore vero, ieri.

Ora devi andare in banca, a chiedere l'estratto conto del tuo bancomat dimenticato, e poi a tagliare i capelli, dopo tantissimi mesi. Per essere più leggera...

Stasera sei a cena con G., e vorresti quasi non dover tornare più a Milano, ma lavorare qui, o a pochi passi da qui...

Hai dormito fino all'una... ti eri alzata verso le 8 per un mal di testa fortissimo corredato di nausea: hai vomitato i succhi gastrici e ti sei rimessa a letto. Forse il sonno di stanotte è stato teso, e il tuo stomaco somatizza tutto: ricordi che avevi la sensazione di star dormendo accanto all'Ingengere, e non ti piaceva, avevi paura. Tutto passerà presto. Lo speri.

domenica 21 ottobre 2007

"Nell'appartamento tutto cade dentro"

E' un lungo, lungo periodo. Sei sola nel tuo appartamento su Piazza Lima. L'Ingegnere è andato a fare la spesa, e tu stai ascoltando il tuo Pacifico, i suoi Dolci frutti tropicali, per riscaldare o annegare nel freddo che si preannuncia. E' quasi Natale. L'altro giorno da Co.Import hai avuto il magone: alberi, addobbi, ali d'angelo, farfalline, piccoli Gesù... Volevi una casa con una piccola famiglia d'amore, un nucleo in cui stare stretti, creare un uovo... Ma sei marcita. L'Ingegnere non ha mai vissuto da solo - così dice - e trovarsi da casa di sua madre a casa vostra l'ha destabilizzato...

Ogni vostra parola è uno sputo. Lui si cercherà un nuovo posto in cui vivere, crede che resterete insieme. Ma per te è già finita. Non si può uccidersi così tanto, sentire e vedere così tanto odio e poco rispetto, e poi illudersi che qualcosa funziona solo perché si vive in case separate. Ti ricorda il film di Verdone in cui lui e lei, provenienti da convivenze fallite, vanno ad abitare l'uno di fronte all'altra, ma in appartamenti separati.

Sei uscita con la Franci e Mark per un paio di sere. La prima è stata molto divertente, l'Ingegnere non c'era, preso dalla sua vita romana. E tu e Mark vi siete salutati in un modo estremamente sensuale. Due baci sulle guance, nascosti dalla notte, dalla velocità del gesto. Ma un bacio era vicino a un angolo della sua bocca, e poi sei fuggita, e lui ti ha seguita con lo sguardo, in piedi, accanto allo sportello della macchina, dal lato del passeggero, mentre tu attraversavi la strada con Franci, nel tuo cappotto, e chiudevi il portone dietro di voi... dietro la tua dichiarazione d'amore. E poi venerdì pomeriggio, altra tensione nell'aria, ma era un aperitivo, e tu dovevi rientrare per i tuoi litigi con l'Ingegnere... e sei uscita dalla metro senza baciarlo, come fate sempre: un bacio sulle guance, che ha mille segreti. E lui se l'aspettava, e allora gli hai scritto un messaggino vago, sul fatto che è bello incontralo, e lui che ti dice che sei in gamba. E chissà...

Ora l'Ingegnere andrà via, e tu non avrai i soldi sufficienti per una casa che avevate preso per due. Forse verrà Vik, ma tutto, come sempre, cambia cambia cambia. Sono notti che dormi male, e giorni che piangi.

Finirà presto. Lo sai. E' questo limbo che ti uccide, appena sarà uscito di casa, avrai tutto il tempo e il modo di ignorarlo come merita.

domenica 7 ottobre 2007

Stai meglio

Stai meglio. E' strano, nemmeno vuoi dirlo ad alta voce, per non... per non rovinarlo. Ma l'alcool, la gente, il tuo viso, la tua testa, la tua famiglia. Stai meglio. Viva dio.

L'Ingegnere partirà per un funerale. Ne sei contenta. E stai ricordando quando a scuola abbandonavi la tua compagna di banco per sederti accanto ai cattivi. Perché puzzavi di grappa. Tuo padre ti accompagnava a scuola e tu puzzavi di grappa.

Dunque: sei sempre stata così? Ti sei sempre sentita inadeguata? Se sei ubriaca e sola puoi fare qualsiasi cosa. Produrre l'universo. Sembri pazza, ma non è vero. E' adesso che stai bene (non bene, in realtà, ma almeno sei salva).

Notte. Notte amici/nemici. Notte Giusi. Notte mondo. Notte famiglia. Notte universo sconosciuto che ti sfiora. Notte passato, immagini e futuro. Notte, paura.

venerdì 10 agosto 2007

Già lo sentimmo venire nel vento d'agosto...

Non dimenticherai mai questa poesia bellissima sull'autunno. La nostalgia era già parte di te in quarta elementare. Il verso ti sta risuonando in testa da giorni.

Qui dai tuoi c'è il sole, oggi. Ascolti musica francese e fuori c'è un vento fortissimo che preannuncia altre stoffe, altri colori, altri sentimenti. Domani parti. L'Ingegnere ha prenotato un hotel a Ostia per qualche giorno, così potrete fare sia mare che vacanze romane, e lui potrà salutare i suoi amici. Poi nel week-end vi avvicinerete alla meta di ritorno, e ve ne andrete a Viareggio o su qualche lago toscano.

Ricordi con una nostalgia infinita la Galizia: l'anno scorso, il vento, tu che amavi ancora G. e credevi che Roma fosse stata la tua città eterna, che non sapevi nulla del futuro in agguato, di Budapest, dell'Ingegnere, della multinazionale dove sei finita a lavorare. L'oceano, il fresco dell'alba, la brezza, le partite a carte, i litigi con gli amici, con Nick, che forse verrà a lavorare a Milano con te, proprio nella tua società o, se gli faranno schifo le HR, per un cliente. Non riesci a immaginare come sarebbe lavorare insieme, a Milano, nello stesso open space: lo trovi quasi incredibile.

Domani parti, dunque: il meteo dice che sarà bello, così ti consoli dello shopping pazzo e puramente estivo a cui ti sei dedicata ieri:

- un abitino nero con taglio greco di Sisley;
- una gonna nera di cotone taglio classico, sempre di Sisley;
- un costume bianco e rosso di Philippe Matignon, con una vestibilità strepitosa;
- sempre di Matignon, un completino intimo giallo che non hai ancora provato;
- come sopra, un completo intimo nero, anche lui punto interrogativo;
- una giacca stile Napoleon di Benetton.

Nel frattempo la tua identità è scaduta e in questi giorni avresti dovuto rinnovare la tua carta. E' tardi, si vedrà, sei la regina del rimandare, lo sai da sempre.

Stasera dovresti salutare Kate e G. Già ti viene da piangere, lo sai. Forse farai una cenetta con Kate e poi in seconda serata vedrai G. O magari arriverà un suo amico di Parma che renderà tutto più easy e alcolico. Ovviamente l'Ingegnere non lo sa. Come non sa che l'altra sera hai baciato G., ma è stato come baciare un fratello o abbracciare un gattino. Non c'è niente da aggiungere...

lunedì 6 agosto 2007

Ritorno

Sei a casa dei tuoi, che lottano con la notizia che tua sorella minore vuole sposarsi.

Hai rifiutato il week-end aziendale, non puoi sopportare un fine settimana di massima competitività sportiva, colleghi con la pelle bruciata dalle lampade e il cervello bruciato dalla cocaina. Forse questo ti comporterà le dimissioni, ma tu sei una divergente, c'è poco da fare.

Hai rivisto G., ovviamente, il tuo ex, e lo rivedrai stasera. Questo ha innervosito l'Ingegnere, con cui hai litigato ieri sera. Non hai forza per trattenerlo. Questo ti fa capire che quando a Milano ne senti una forte nostalgia in parte è per solitudine e bisogno di alleanze.

Hai mal di stomaco e ti chiedi quanto ti stia facendo bene questa vacanza. Non molto, è questa la verità: il tempo è grigio, già sembra autunno, e tu ti senti così disperatamente diversa, come sempre. La prossima settimana sarai al mare e speri che il tuo svenarti per un albergo sulla spiaggia varrà a qualcosa, speri che non contemplerai un temporale alla finestra.

Oggi pomeriggio devi assolutamente fare un solarium.

giovedì 7 giugno 2007

Molle e felice

Già sai che non sarà abbastanza, il tempo che passerai con l'Ingegnere questo week-end. Stai abbozzando una valigia, con poche cose. Sei stanca, avresti bisogno di dormire dieci ore stanotte, e non resisti all'idea di altre mille piccole cose che ti ruberanno tempo...

Stai bene... sei quasi in equilibrio, a lavoro hai successo, cominci a stringere le prime amicizie a Milano, e ti piace. Per un attimo oggi hai assaporato nitidamente il senso del 'vendere' materiale umano: quello di mettere assieme i desideri, le aspirazioni, le esperienze, le soft skill delle persone. Si chiama capitale umano, risorsa umana. Tu vendi questo, è strano a dirlo, ma è inevitabile, per te, avere un controllo su questi flussi: chi vuole persone, chi vuole darsi come persona. E' una cosa che ti attrae: tu governi.

Ieri sei stata a cena da Kitty e avete parlato molto di quanto la sua storia sia stata sbagliata e di quanto la tua sia giusta. Siete diverse, ed è bello. Presto comincerà la trafila dell'appartamento, del tira e molla con una proprietaria di casa anziana e avara. Ora non vuoi pensarci: ma dovrai importi di chiedere, di far valere i tuoi diritti.

Ora devi far presto, che è tardi, come sempre.

mercoledì 2 maggio 2007

Come quando fuori piove...

Hai deciso di aumentare la tua empatia e la tua tolleranza. Ieri mattina avevi i nervi a fior di pelle. Hai preso una decisione importante, ma che ogni tanto tentenna: alla fine dei tuoi tre mesi di stage, a metà giugno, vorresti chiedere l'assunzione su Roma. A volte non t'importa delle conseguenze sul lavoro, coi colleghi di Milano, di eventuali rotture, anche definitive, con la società. Magari te ne tornerai nel "natìo borgo selvaggio", fino a che non ne potrai più di nuovo.

Questa scelta ti sta facendo pressione, e non vedi l'ora di liberartene, di esternarla, comunicarla. Hai mal di testa, qui a Milano, e senti che qualsiasi cosa ti snerverà meno a Roma. Ti infastidirà di meno, ti peserà meno. O è solo l'ennesima esternalizzazione dei tuoi problemi, l'affidamento a qualcos'altro/qualcun altro...

Sei stata a Viareggio domenica, prima giornata di mare dell'anno, e ieri volevi andare a Como, al lago, ma il tempo era grigio e tu sei metereopatica. L'Ingegnere è stato a casa tua, e avete litigato un po': tensioni da ciclo, dopo un bel ponte del 1° maggio passato insieme a Firenze. E' andato via stamattina all'alba, ieri avete cenato a Brera, è stata una serata molto dolce, e non sai come abbia fatto a partire. Tu non sei andata a lavoro stamattina, eri stanca e avevi mal di testa. Sei entrata nel primo pomeriggio, e ti è sembrata un'eternità fino alle 7. Guardi fuori, fuori piove, ed è bello. L'estate milanese non ti attira... E combatti, tra il coraggio di chiedere Roma, e le proiezioni degli altri su di te, soprattutto del boss del tuo team.

Hai comprato un nuovo libro di Palahniuk, ti stai drogando di realtà-fiction, e di problemi. Sei sospesa e vuoi soluzioni. Questo week-end verrà a trovarti tuo padre e non lo desideri affatto. E' come se ci fosse uno schermo.

Ti ha scritto Amélie. E ha provato a chiamarti. Dice che non vuole perderti, che ti vuole nella sua vita. Tu le dici che intanto per lei speri davvero il meglio. Per ora sei afasica. E invece vorresti tornare nel tuo mondo, e non sai più cosa fare, cosa scegliere, come aspettare... Oggi eri tentata dal dirlo al tuo talent scout, che andrà via domani... Ma forse è meglio ponderare. Non sai se buttare lì la tua richiesta al momento dell'assunzione, quando nessuno se lo aspetta, o se dirlo già da ora, a rischio di sembrare folle, inaffidabile e bugiarda.

Aspetti, come al solito, che il vento soffi a tuo favore. Che ti porti una voce all'orecchio... Per ora dovresti solo fare un po' d'ordine intorno a te e vedere la seconda serie di Lost.

lunedì 23 aprile 2007

Tutto torna!

Sei felice, puoi crederci? Pensi poco al tuo lavoro, oggi, pensi poco ai soldi e alle facce da carriera. Ti sei sentita bene... Ti sei svegliata alle 4 e tre quarti stamattina, perché l'Ingegnere ha passato da te il week-end, e ha dormito con te fino all'ultimo minuto spendibile, prima di tornare a lavoro a Firenze.

Sei felice, domenica avete preso l'aperitivo in via Mercanti, dove eri stato con il Bodyguard e con il boss del tuo team la sera prima, dopo il lavoro, a bere Martini e parlare di musica. E poi avete pranzato alle 5 del pomeriggio, e litigato, e fatto l'amore ogni ora. E il sabato prima avete mangiato al vostro Ciao di Carrefour, avete discusso di aspettative che credete diverse, e invece collimano. E poi siete stati da Ikea, e hai sentito la nostalgia per una casa tua, che non hai ancora, di una camera da letto fatta di luce e luci, di calore, di tepore, di città e rifugio... E hai comprato un letto pieghevole per il tuo ospite, e un cuscino, e lui ha comprato le pattine che usavate a Budapest a casa di Vik. E ora le indossi e sei felice. Ora sei su questo letto diventato per due, e anche se ci sei da sola, sei felice. Perché c'è potenza, virtualità, virtuosità...

Lui domani torna, e dormirà di nuovo da te. E tu hai preso il biglietto del treno per il lungo week-end del 27. E speri che tutto questo non vi faccia male, per quando non ci sarà.

Ora stai bene, hai preso un gelato con gli Smarties al Mac della Galleria, e dopo pochi minuti hai incontrato un altro Mac mentre andavi alla metro al Duomo, e i tuoi 50 chili ti hanno detto che potevi: e allora hai fatto un'altra fila e hai ordinato uno di quei menu da miliardi di calorie. E domani hai un cliente con la Francia, al mattino presto, prima di andare in ufficio, e dovrai alzarti presto per asciugare in tempo i capelli, ma non ti importa. Nulla è importante, oggi giravi in quella che assomigliava a solitudine ed era solo chiusura al resto, o meglio concentrazione sui propri desideri.

Oggi non hai voluto mostrare il tuo tatuaggio, e spiegarlo. Oggi hai tenuto il tuo primo colloquio da sola. E la tua amica di penna di Mauritius ti inoltra dopo secoli una mail che dice questo del tuo segno: come al solito... buon sangue non mente...

SAGITTARIUS - The Promiscuous One
Spontaneous, high appeal, rare to find, great when found. Loves being in long relationships. So much love to give, not one to mess with, very pretty, very romantic, nice to everyone they meet, their Love is one of a kind, silly, fun and sweet. Have own unique appeal. Most caring person you will ever meet! Amazing in the you know where! Not the kind of person you want mess with- you might end up crying.

E che avrò quattro anni di sfortuna se non inoltro!

martedì 10 aprile 2007

Territmus del week-end

E' la vecchiaia che rende deboli i padri? Sei partita da casa dei tuoi genitori domenica pomeriggio, poco dopo è ripartita tua sorella, e tua madre ti scrive che tuo padre ha cominciato a piangere. Tu hai avuto uno dei genitori più severi e duri del mondo. E ora?

Hai passato un bel week-end con l'Ingegnere, come sempre, avete parlato molto del vostro vivere a Milano insieme, quando finirà il suo progetto di Firenze. Cerchi alleanze. Ma ti senti senza coordinate. Di quest'uomo, però, sei molto orgogliosa: è in gamba, e dolce. Con un senso di responsabilità eccessivo per i suoi anni, ma l'infanzia è sanguinosa, dittatrice e detta stili.

Non hai visto nessuno dei tuoi amcici, solo un breve scambio di sms con il tuo ex mentre eri già in treno. Hai rivisto Roma, domenica pomeriggio, e hai cominciato a piangere.

Ora sei in ritardo, trangugerai il tuo latte e ti fionderai sotto la doccia, per poi correre verso il business, per cui non hai pazienza.

Dimenticavi che hai incontrato l'ennesimo vip in Autogrill, mentre salivi a Milano, uno dei prodotti di Maria De Filippi, e detesti la familiarità con mediorama, il fatto che un volto tv, una voce tv, a prima vista ti sembra qualcuno che conosci: è questo che regala questa città? La possibilità di iscriversi alla palestra di Nina Moric? Sei disgustata.

sabato 7 aprile 2007

Dall'Intercity Milano-Firenze di ieri

Le immagini belle di oggi.

a) Una ragazza che avrà meno di vent'anni, e sarà come te tra 5, che ha una luce bellissima negli occhi e una calma che ti piace nei gesti. Parla poco, tira fuori un paio di auricolari rosa-rosso e dice che è il suo colore preferito. Poi un libro con scritto Gus Van Sant e si mette a leggere.

b) Un ragazzo che vedi mentre parte il treno, piano: è seduto sulla soglia dell'ultima carrozza di un treno fermo 2-3 binari più in là. E' sui gradini, gomiti sulle gambe, viso sui pugni. Guarda il treno partire, aspetta, ha un giubotto arancio per la sicurezza, è nella luce del mattino dell'intermezzo tra l'inverno e la primavera.

giovedì 5 aprile 2007

Happy Easter

Immagini coniglietti, uova colorate, cioccolato... Sei triste e felice come sempre. Noiosa come sempre. Domani parti, già sei impegnata nella tua specialità: la valigia. Sei felice, e triste, perché?

Stai leggendo Palahniuk in metro, ogni giorno, in mezzo a tutta quella gente silenziofobica, come la definisce lui, e mediadipendente, e vedi quanto è bello e brutto essere catapultati in una metropoli, o semplicemente nella vita moderna, quanto sia ridicolo e senza senso tutto questo, e quanto imprescindibile, inevitabile. Non c'è, in fondo, un'altra strada reale. Non c'è scelta. Quando pensi all'alternativa, quanto pensi a un basta, pensi sempre all'acqua, pensi alla pesca, alla pelle abbronzata e seccata dal sole, a rughe e lino, a trote e piedi nel fiume o nel mare, a turisti da deridere. Pensi alla pesca, e poi pensi all'acquagym, all'Idroscalo, al mare in Liguria. Odi le diete dei milanesi, le cure di benessere, lo shopping in pausa pranzo, la finta semplicità. Ti piace Piazza del Duomo, ti piace la primavera, ti piace non essere ferma ma vorresti riposare. Ti piace il tuo amore giovane, e vorresti che una casa bella come quella in cui vivi fosse tua, vorresti che ci fosse un letto grande. Vorresti che 3 mesi passasserò in fretta, e vorresti divenire brava e rispettata. Brava e amata. Tu sei solo tu, il tuo lavoro ti piace, ma non puoi essere il tuo nome, la tua disinibizione, la tua promessa. Hai visto poche luci brillanti. Poche. Allora, dopo queste feste, tu starai zitta, e, come sempre, nella "quiete d'un silenzio" costruirai la tua fortezza...

Vuoi aggiungere che forse hai paura di avere un tumore alla testa, che hai paura di invecchiare, che non vuoi fare altro che riposare, non vedere amici né parlare ai genitori, che magari hai bisogno di primavera, e creare dei ponti tra presente e futuro.

domenica 11 marzo 2007

Incontri vip

13:46
Sul treno Firenze-Roma hai incontrato Oreste Scalzone: siede di fronte a te, ti ha chiesto se il posto era libero. Tu avevi appena salutato l'Ingegnere e lo hai visto: credevi fosse un passeggero che avevi già incontrato da qualche parte, poi hai ricordato le sue interviste a Parigi, in qualche reportage. Ha una mezza dozzina di quotidiani, mille libretti, fazzoletti, un cellulare, una penna che ti sembra abbia anche tu, bagagli di cui sistema e risistema il contenuto, uno yogurt e un cucchiaio che avvolge in un fazzoletto e poi pone in valigia. Su una testata sporge una sua foto. Sembra triste, chissà se vuole essere riconosciuto. E' un uomo gentile. Gli Americani di fianco, e molti altri, non lo conoscono. Rifletti, chissà come si vede un protagonista della storia in foto, sui giornali. Di sicuro non come te che ti rivedi sulla digitale dopo uno scatto in autogrill. Chissà cosa pensa, dove va, di domenica. A Roma? Che appuntamenti avrà? Vorresti intervistarlo, dirgli che hai seguito la sua vicenda, ultimamente, averne il punto di vista. Sul vostro tavolino c'è anche la custodia di un portatile, molto sporca. E' magro. Ti ha appena chiesto se ci sono fermate intermedie. Cosa dovà fare? Ha preso il suo laptop e se ne va dove ha detto di aver trovato una presa. Ce ne sono anche lì da te, ma vorrà più privacy. Trasloca definitivamente, prende tutto e si riposiziona in qualche altra carrozza del treno. Forse l'avevi riconosciuto subito dal look un po' boheme e un po' dandy, e, col suo cellulare nuovo ed il laptop, pensi al fatto che ha ceduto ai tempi moderni, uno che ha dovuto astrarre e magari rendere narrativo un pezzo della sua vita in cui ha partecipato all'uccisione di uomini, quando tutto - diceva - (letteratura in primis) inneggiava alla lotta feroce e drastica al proprio simile-dissimile.

Poi ti alleggerisci, e pensi che questo è il terzo vip che incontri in meno di un mese, dopo la Marini a Linate, e Giorgino in un autogrill verso Napoli.

17:45
Basta. La tua resistenza a bus, auto, treni e aerei si è esaurita. Il ragazzino accanto a te è educato: chiede a tutti se vogliono assaggiare il suo hamburger o le patatine del Mac. Legge Focus e pensi che sia sollevante che ci siano teste sane a quell'età. Tu hai il tuo National Geographic con le storie degli emigranti e degli elefanti uccisi per l'avorio.

Ieri a cena con l'Ingegnere eri davvero emozionata, e sentivi il batticuore che hai sentito in certe sere vuote e folli di polvere bianca: non hai raccontato niente a questo giovane perso per te.

Ieri hai anche trovato l'appartamento: Andy ti ricorda Ale, un amore carino e delicato degli inizi del 2006. Ha una casa fantastica, con un bell'impianto stereo, il parquet, l'acquario, il wi-fi... La tua stanza è piccola, ma ha il balcone e il terrazzino con le zanzariere. Proprio ieri notte, a Firenze, una zanzara elicottero ti ha morso due volte attorno all'occhio sinistro e a un braccio. Faceva un rumore spaventoso, e quando l'Ingegnere l'ha uccisa con On the road di Kerouac sei andata a controllare il suo cadavere, che ti aspettavi immerso in una piccola pozza di sangue umano.

PS. L'Ingegnere senza saperlo ti ha regalato quello che più volevi per il tuo trasloco a Milano: Winnie il Pooh.

Post-post: venerdì 9 marzo

11:15
Treno per Firenze. E ricordi quando hai preso il tuo primo treno da sola per Roma. Scappavi, con un pianto felice, con i tuoi libri, con gli sguardi dei passeggeri addosso. Non ricordi se eri sola o con Amélie. Amélie ti aveva aiutata nella fuga, la supportava da anni, nascosta, la tua fuga da un amore tiranno e monopolio, di te adolescente. E ora: diversa, sei il tuo stesso contrario: hai accordato il fuori al dentro, le azioni ai pensieri e allo spirito, indomito da quando eri piccolissima. Con Amélie è finita, ma parlerai un'altra volta di questo. Ora hai fame e Amélie non si perdona, per adesso, perché lei è una che non si costituisce ma in realtà è già in galera.

13:25
Hai cambiato il treno, hai capito che le belle ballerine che hai comprato ieri da Bata ti fanno male, e che agli uomini tu piaci. Andy sarà forse il tuo nuovo coinquilino, ti ha disegnato una mappa ieri sera, e te l'ha mandata insieme alle indicazioni per raggiungerlo. Ti dispiacerà un po' andarci con l'Ingegnere, sembrare la femmina che si presenta accompagnata agli appuntamenti con gli sconosciuti. Tu sei coraggiosa, l'altro giorno all'aeroporto di Napoli camminavi contro una massa impaurita da un presunto attentato al gas nervino che si accalcava per uscire. Tu dovevi entrare. Ed essere in tempo a Milano. La casa è quella che volevi. Domani la vedrai.

giovedì 8 marzo 2007

8 marzo???

Sei chiusa nella casa dei tuoi genitori a cercare di far asciugare il maggior numero possibile di vestiti. Il tempo non ti aiuta (sia quello atmosferico che quello di Einstein).

Dunque: dopo il tuo brillante annuncio "cercasi singola" hai ricevuto chiamate, sms e mail, in cui ti offrono di tutto. Qualcosa si muove, ma il proprietario dell'unica casa che ti sembra un buon compromesso tra spese, comfort e distanza, ha il cellulare spento, e tu hai paura che dopo la sua mail (verso mezzanotte) abbia finalmente trovato il suo coinquilino ideale.

Tu gli hai mandato anche una tua foto. Tanto per.

Tu tra un'ora devi comprare i biglietti per vedere il tuo amore giovane. E hai una giusta ansia, perché tu hai mille cose da fare, ma lui non accetterebbe un ennesimo "non posso", un ennesimo rinvio. Lui ti ha promesso e detto delle cose bellissime. Tu, forse, sei persa sul serio. Ti piace soprattutto quando lui gioca a essere un po' triste e dice che è insicuro, che ha paura del vostro rivedervi, e che vorrebbe venire a prenderti sotto il tuo portone e portarti a Milano senza farti fare nemmeno un passo a piedi.

Tu tu tu.

martedì 6 marzo 2007

Una romantica a Milano

L'aereo è una invenzione splendida: vincoli zero, o almeno è questa l'impressione data al viaggiatore, il privilegio delle nuvole, della libertà, della velocità. Com'è andata ieri? E' andata bene: il Direttore Generale con cui ti sei interfacciata è una donna, lo sapevi, le sei piaciuta molto, almeno ti hanno riferito così. Il tuo inglese è stato scintillante e poi hai dovuto vedere il Signor Amministratore Delegato. "E' francese", ti hanno detto mentre prendevi un caffè macchiato nella lussuosa caffetteria di Peck, con il tuo referente dagli occhi chiari.

Mentre risalivi in ascensore hai deciso che non gli avresti parlato in inglese, ma nella sua lingua: una cosa che adori gli stranieri facciano con te e che tu adori ricambiare. Monsieur era contento, ti ha fatto dei complimenti, chiesto se preferiresti Roma o Milano e tu hai detto che "c'est la même chose". Queste strategie... Poi molte altre domande a cui tu non sai rispondere, in realtà, ma rispondi comunque: quali sono i tuoi obiettivi? Andare al cinema, alle mostre, ai concerti, fare un viaggio nel simbolismo francese, scoprire un aperitivo che ti piace tanto, imparare a parlare un'altra lingua, viaggiare come fai, parlare, andare a cena, nascere vecchia e morire giovane, aiutare in qualche modo il mondo, fare l'amore in modo dannunziano. Ma hai detto che vorresti crescere personalmente e professionalmente in una posizione come quella, in una società come quella. Hanno detto che faranno piacevoli eccezioni per il tuo inserimento, che sarebbe comunque duro.

Ora tu aspetti una chiamata.

PS. Nota che mentre stringevi la mano a Monsieur, per congedarti, ti si è spezzato il bracciale, e le pietre si sono schiantate sulla scrivania di vetro, e durante tutti i pardonnez, désolé e non-non, tu hai pensato che era la seconda volta che ti succedeva, perché quel bracciale è fragile, hai detto. Te l'ha regalato G., e la prima volta che si è rotto è stata quando hai aperto la porta di quello che sarebbe stato il tuo ufficio in Ungheria, e lì, poi, si è rotto qualcos'altro. E' cominciato tutto lì, in fondo. E oggi ti chiedevi se mai potrai risolvere il tuo conflitto natura-cultura, arte-industria, caos-solitudine, sentimenti-ambizioni, lontananza-vicinanza... G. scomparirà, eppure non vuoi, lui è il tuo "natìo borgo selvaggio".

PS1. Quando hai scritto questo post erano più o meno le 11 e ti sentivi piena di speranze e di domande. Appena atterrata ti hanno chiamata, ti hanno detto che il posto è tuo, che cominci lunedì. Ora sei disperata, perché cerchi una casa a Milano. Come ti avevano preannunciato, per te hanno attivato 3 mesi di formazione anziché 6, con il doppio dei soldi in genere preventivati. Ma che sono pochi comunque. Tu avevi progettato un week-end diverso, avresti incontrato il tuo amore giovane, dopo Budapest, dopo dicembre. Mai più visti, e ora sì. Invece no, o forse ti aiuterà a traslocare, ti ha proposto di venire a prenderti a Roma, sabato, e di portarti da lui a Firenze. Per partire domenica per Milano.

PS2. Oggi G. è apparso per la prima volta in Messenger, dopo anni di tuoi inviti ed esperienza. Oggi, per giocare al gioco del lasciarvi.

lunedì 5 marzo 2007

Insostenibile pesantezza dell'essere

In effetti è tardi, tra un po' verrà a prenderti tuo padre per portarti in aeroporto. E tu sei ancora con un asciugamano in testa. E' tardi ma hai il cuore in gola, ti senti sola.

E stamattina hai pensato a due immagini non belle, a due persone: la barbona pazza con i capelli bianchi, di Tiburtina, che parla e sembra sia nel Piemonte del 900 e che debba far uscire delle marmotte danzanti da una scatola, da un momento all'altro, e alla tua ex coinquilina di Budapest, a quanto in fondo dovesse provare inspiegato risentimento nei tuoi confronti, che tuttavia esprimeva con pensieri linguistici che tu non potevi capire.

Caffellatte

Stai partendo per Milano in modo un po' precario. La tua nuova enorme borsa non potrà contenere niente del tuo nécessaire. I voli lo proibiscono. Atterrerai a Milano verso le 2 e un quarto del pomeriggio, all'ora in cui è fissato il colloquio avrai già un'intera giornata sulle spalle. Il tuo profumo non sarà fresco, e il meteo dice che comincerà a piovigginare.

Hai sognato che sostenevi il colloquio in un'altra città, a Napoli, in una università, con il tuo amore giovane. Hai sognato che eravate in competizione e tu fingevi di tifare per lui perché sentivi che non avevi chance.

domenica 4 marzo 2007

Non hai voglia di partire così

Questo è il tuo terzo post della domenica, va un po' meglio. Hai passato un pomeriggio piacevole con Albert e il Giovin Signore. Ti hanno salvato senza saperlo da una domenica d'ansia.

Albert ha chiesto una cioccolata Lindt (gusto gianduia), il Giovine ha chiesto una Smirnoff, tu hai chiesto una tisana alla rosa canina e karkadè. Tornano le cameriere che il Giovine trova piacevoli e dicono che la Smirnoff non c'è. Baileys, dunque. Tornano e dicono che la tisana alla rosa non c'è. Tè alla vaniglia, dunque. Tornano e dicono che il tè alla vaniglia non c'è. Tu chiedi cosa ci sia, in realtà, e ti stupisci della tua capacità di raggiungere gli obiettivi. Un tè ai frutti rossi o non ricordi cosa. Chiedi il miele ma non ti portano il limone. E pensi che quello è un bar iper frequentato che si chiama con il nome di un impressionista.

Albert e il Giovine sono molto carini, così diversi da loro, così diversi da te. Hai detto cose, sentito cose, sei stata brillante, sei stata noiosa con le tue paure. Hai mal di testa, adesso, sei sotto stress. Hai parlato della tua amica traditrice, del tuo amico perennemente insoddisfatto. Hai detto che con G. non va bene, non hai parlato dell'Ingegnere. Hai girato nella nuova macchina di Albert, una nuova Panda blu. Ti sei sentita un po' tua madre alla ricerca di conferme e hai parlato di musica. Hai incontrato persone che ti chiedono se hai smesso di viaggiare e dicono che sei prodigiosa (o un aggettivo ridicolo come questo) ma non ti conoscono affatto e hanno sentito qualcosa da qualcuno. E ti chiedi a chi serva quella che vedi come pura falsità. O se magari sei tu in cattiva fede.

Hai deciso che non vuoi essere più triste, ma ti fa essere triste il fatto che non sei completamente sincera, soprattutto con G., che non dimenticherai mai, e da cui, forse, tornerai sempre, com'è accaduto già, diverse volte. E ti chiedi anche se abbia un senso che lui aspetti, che tu vada via, e già pensi all'eventuale strada del ritorno. Che sei coraggiosa solo a metà. Ma ora vuoi passione, e non c'è passione con G.

Hai sentito numeri che non ti piacevano, età che vanno avanti, e il Giovine ha detto che a 35 anni le donne impazziscono per i diciottenni. Il Giovine non sa niente, non ha trovato una donna che lo renda sereno, appagato, ma s'innamora e tiene dentro le belle donne. Le ammira. Crede che si annoia di una relazione perché le donne vanno presto a letto con lui. Albert è molto paterno, parla degli altri come di sé, e affida volentieri agli altri il racconto delle sue gesta. Vive il suo lato libertino attraverso il Giovine. Vuoi bene a questi due ragazzi maturi, maturi in modo diverso. Leggeri, capaci di farti stare bene senza alcool, senza polveri.

La distruzione non fa per te, la costruzione è difficile. E pensi che né una gonfia carta di credito, né un appartamento al centro del mondo, né autografi da firmare, in fondo, ti farebbero felice. Ma non smetti di avere fiducia nel futuro, come il migliore degli ingenui, come quando crederai che i pessimisti non hanno saputo cogliere il segreto.

Vuoi parlare di tutto, stasera, ma ti sentirai stupida, questo non è un romanzo. E tu non hai pazienza.