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sabato 10 novembre 2007

"Life is more intricate than it seems"

Sei completamente triste e afasica. Vorresti addormentare i tuoi sensi, e risvegliarti quando tutto è finito.
Ieri l'Ingegnere ti ha chiamata puttana, perché tu ti sei chiusa in bagno per rispondere a una chiamata, e lui ha pensato che fosse il tuo nuovo amante. E invece era solo il tuo ex. Ti sopravvaluta.

Ieri sera è stato il delirio. Gli hai detto che se il tuo spingere per la separazione vuol leggerlo come un cacciarlo di casa è libero di farlo. Tu gli fai schifo, ha detto.

Tu non aggiungi niente, non parli. Aspetti lo sfascio, sulla sponda del fiume il cadavere del tuo nemico. Di tutta questa situazione ti fanno rabbia diverse cose, ma più di tutte la sua piccolezza: tu hai il coraggio dei tuoi limiti, e li senti tuoi come i tuoi pregi. Lui cerca di esternalizzare tutte sue colpe, le sue mancanze, i suoi errori. Tutto questo è nato da una sua decisione, che tu hai deciso di portare a termine per lui. Quando hai smesso di disperarti, ha cominciato lui. E ti senti adolescente: ricordi la tua storia con Mimì? La sua forza era la trincea del suo silenzio, la dittatura del suo vittimismo aggressivo. Come hai potuto ricacciarti in questa situazione, rimetterti difronte a qualcuno che lascia senza parole, tanta è l'ingiustizia?

Sei sola in casa, adesso: Vale è uscita a far commissioni, e l'Ingegnere a vedere appartamenti che non vanno bene a priori. Ti senti innegabilmente superiore a tutti e due. Li odi, perché siete topi in gabbia. Sei ancora forte del week-end nel meriland, dell'amore dei tuoi genitori, che non riesci a ricambiare, tanta è la tristezza, la rabbia, la pressione e depressione che devi sopportare. Vuoi esplodere, vuoi piangere. Basta. Ti tira su anche il pensiero di G., che ieri ti ha chiamato appunto, dicendo che non voleva imbarazzarti, dato che eri a casa con lui: ma ti ha detto che tornava dal parchetto di Monterotondo con 10 euro di fumo, per alterarsi un po' e dormire. Stamattina avrebbe dipinto la sua stanza. Te lo sei immaginato trotterellare giù per la discesa che lo porta a casa, un po' contento e un po' triste. Vorresti chiamarlo, ora, e piangere nel telefono. Lui ti capirebbe, ma non potrebbe fare niente.

Su MTV hai visto per la prima volta il video di Ordinary day. Mentre la musica andava, e guardavi il labbiale di Dolores, hai discretizzato un flusso di parole. Tu non sei così brava in Inglese da capire i testi delle canzoni, ma questa frase, a ogni parola, si scolpiva: life is more intricate than it seems.

domenica 7 ottobre 2007

Last Sunday... and now.

Hai trascorso il week-end in uno stato comatoso, disperato. L'Ingegnere è andato via, è tornato a casa dei suoi per il fine settimana. Ora vivete insieme, e lui lunedì doveva essere a Firenze per il suo precedente progetto. Tu avevi l'influenza, giovedì sei uscita dall'ufficio di corsa, con lo stomaco in mille pezzi e il ciclo in corso. Hai avuto la febbre e hai vomitato anche l'anima. Lui venerdì a pranzo è andato a farti la spesa, ha detto "ora hai tutto", e ha chiuso la porta. Tu gli hai chiesto di non andare, che eri in un momento fisico e mentale davvero precario, che avevi bisogno di lui. Ma lui è andato. E tu non stai bene, questa convivenza non va bene. Sei stata troppo male venerdì, hai gridato "vattene" nel cuscino per ore e hai pensato, come sempre, di distruggere una volta per tutte la tua testa folle, dissociata, frantumata.
Poi sabato mattina ti sei alzata strana e serena, serafica. Panda ti aveva mandato la buonanotte e Franci ti ha invitata a Como per stamattina, e tu hai pensato a un tè caldo sul lago e ti sei sentita per un po' meglio. Hai visto Per incanto o per delizia, un film con Penelope Cruz che ti piace molto, e hai deciso che non saresti andata alla festa del dj tedesco a cui ti avevano invitato. Avresti dovuto andare con Nic, l'hai fatto inserire nella tua società, e dovresti essere felice, perché dicevi che non avevi nessuno, ma tu non stai bene con nessuno. Hai deciso di non andare perché stavi bene, e volevi sognare un nuovo amore, ma con il pomeriggio ha cominciato a crescere il dolore per il silenzio dell'Ingegnere, perché ti sei scoperta non voluta, e triste di essere non voluta, e lui ha taciuto e taciuto e taciuto. Tu hai vegliato tutta la notte, lo hai chiamato, non ha risposto, poi ha spento il telefono dicendo che si era spento... E lui ti ha rimproverato cose assurde, che ti sta regalando in grandi dosi.
Ora tu devi trovare il coraggio della tua adolescenza, ma deve uscire dalla tua casa, è questo il problema. Tu hai sofferto come un cane. Ti vendicherai, perché è così che fai da sempre. Lo odierai per sempre, e ora stai giustamente ripensando di tornare al tuo borgo selvaggio, come se questo ti salvasse.
Hai desiderato un uomo amico nel tuo letto, stanotte. Una pelle forte e dolce, un abbraccio, solo per non sentirti sola e sentirti al sicuro.
Sei felice che il giorno e la scrittura ti portino un po' di luce, ma tra un po' sarai di nuovo spaventata a morte, le cose ti sommergeranno. Hai ereditato la follia dei tuoi genitori, e l'hai sempre creduta normalità. Non vuoi andare in cura, credi che ci sia lucidità in tutto questo. Tu vuoi solo morire.

martedì 20 marzo 2007

Serata bulimica a Milano

Serata bulimica a Milano: per festeggiare che il tuo ex ti ha appena richiamata, che questo week-end non vedrai l'Ingegnere, che sei lontana da tutto, che in ufficio continuano a chiederti: perché non Roma? Ma chi me l'ha mai prospettata Roma? Se, quando mi hanno chiesto cosa preferivo, dicevo "Roma e basta", mi mandavano a Roma? Ok, ne riparleremo a stage finito, anche se a Milano ci sono le stanze dei bottoni.

Il tuo secondo giorno di lavoro è passato liscio, come il primo. Ora sei a casa, a mangiare carote con senape e ketchup, chili di crescenza, pan carré... Sei un bel po' triste, nonostante tutto intorno a te fili liscio e tranquillo. Qua, nel quartiere che hai battezzato Quartiere Promessi Sposi, stai bene. E' carino, residenziale, e le strade si chiamano tutte come i personaggi del Manzoni.

Andy è gentile, e anche a casa è tutto ok, bell'ambiente che ti aiuta molto. Stasera non c'è, e tu sei sola ad affogare nel cibo.
In ufficio ancora non sai i nomi di tutti, ma tranquillo anche da quel fronte: alcuni colleghi più free, altri forse meno cordiali. Tu ti osservi, osservi loro, osservi i candidati, pensi a quanto sia strana la vita, a quanto lo siano le scelte, i percorsi, a quanto le persone osino chiedere e al tuo camminare in punta di piedi, che tuttavia ti è sempre sembrato a grandi falcate.

Senti la stessa nostalgia di Budapest, stasera, con i piatti da lavare, l'insofferenza alla musica, i capelli da lavare anche loro, la voglia di dormire e basta. E non hai voglia di preparare tisane, né di fare shopping, né un briciolo di spesa per la sopravvivenza.

Hai scoperto che l'uomo è merce esattamente come secoli fa, ma fortunatamente in altri modi. E, che tu, adesso, un senso davvero non ce l'hai.

mercoledì 14 marzo 2007

La diagnosi del giorno

«Hai già diversi problemi: è bene che pensi a cosa rappresenta questa nuova tecnologia per te.»
Questo è il responso alla malattia che pensavi di avere e di cui ora sei certa: la IAD, la dipendenza da Internet. Hai cominciato a vederti come quei giapponesi stipati negli Internet point, hai cominciato a pensare che sei davanti al tuo laptop pressocché tutto il giorno, hai notato che ti fanno male il collo, la schiena, la spalle, gli occhi, e che la prima e l'ultima azione del giorno sono un'interazione con la macchina o con qualche altro utente.

Così hai deciso che adesso era il caso di fare una bella doccia di due ore e di preparare la tua mente e le tue finanze a un pomeriggio di shopping. Ma prima, da brava tossicomane, hai detto: altri due minuti, fai solo il test per vedere se sei malata e vai via. Così hai risposto alle domande del Test sulla dipendenza da Internet e hai totalizzato ben 31 punti, in un range che va da 15 a 41. Sei giusto nel mezzo, e il test, che sicuramente non è scientificissimo, ha decretato la diagnosi di cui sopra! Tu, d'altronde, ancora non sai che peso dare agli psicologi (a patto che il test lo abbiano realizzato loro), ma hai notato che a tutte le persone in terapia che conosci vengono consigliate cose che potrebbero benissimo auto-consigliarsi. Hai inoltre notato che tutti gli psicologi che conosci hanno per primi delle personalità con diversi aspetti problematici. Ti consola il fatto che la maggior parte degli utenti che ha fatto il test si colloca nella tua fascia.

La prima cosa a cui hai pensato, dopo aver letto "hai già diversi problemi", e nonostante i tuoi seri dolori fisici, è stata quella di scriverci un post, cioè un altro paio di dosi.

domenica 4 marzo 2007

E

Piangi, non sopporti gli stimoli, non ti sopporti. "Dimmi come ti chiami, quanti ragazzi chiami". Non riesci ad affrontare la tua poligamia emotiva con serenità, in questo momento. Domani prenderai l'ennesimo aereo, e il mondo sta diventando sempre meno magico per te. Ti innamori di ogni luogo.

Tendi a dimenticare i fatti, dicevi, non gli dai peso, non gli dai importanza. Ieri l'amore che stai abbandonando ti ha detto che ci sarà per sempre, per te. Lui ride e sorride, sa creare reti con tutti. E' il tuo contrario, tu non riesci a relazionarti profondamente con chi non condivide i tuoi valori. E' per questo che non riesci ad essere fedele, perché quando incontri una persona che ti piace, con cui stai bene, non puoi lasciarla andare.

Vedi la tua vita come una piccola galassia, e in effetti chiami il tuo amore giovane: stellina. Sei ancora in pigiama, fai credere di essere ricca, o gli altri ci credono da soli. Oggi hanno detto che il tuo segno è al primo posto di una classifica di segni. E che fino all'estate avrai mille opportunità e che hai messo il primo punto alla fine dell'anno scorso. E che tu puoi creare castelli e poi distruggerli per ricominciare.

Tu intanto hai perso il senso, ieri rileggevi gli sms di un anno fa (un anno fa?). E hai contato ben 5 amori contemporaneamente.

Tu sei disgustata da te stessa, tu dovresti tacere.