domenica 11 marzo 2007

Incontri vip

13:46
Sul treno Firenze-Roma hai incontrato Oreste Scalzone: siede di fronte a te, ti ha chiesto se il posto era libero. Tu avevi appena salutato l'Ingegnere e lo hai visto: credevi fosse un passeggero che avevi già incontrato da qualche parte, poi hai ricordato le sue interviste a Parigi, in qualche reportage. Ha una mezza dozzina di quotidiani, mille libretti, fazzoletti, un cellulare, una penna che ti sembra abbia anche tu, bagagli di cui sistema e risistema il contenuto, uno yogurt e un cucchiaio che avvolge in un fazzoletto e poi pone in valigia. Su una testata sporge una sua foto. Sembra triste, chissà se vuole essere riconosciuto. E' un uomo gentile. Gli Americani di fianco, e molti altri, non lo conoscono. Rifletti, chissà come si vede un protagonista della storia in foto, sui giornali. Di sicuro non come te che ti rivedi sulla digitale dopo uno scatto in autogrill. Chissà cosa pensa, dove va, di domenica. A Roma? Che appuntamenti avrà? Vorresti intervistarlo, dirgli che hai seguito la sua vicenda, ultimamente, averne il punto di vista. Sul vostro tavolino c'è anche la custodia di un portatile, molto sporca. E' magro. Ti ha appena chiesto se ci sono fermate intermedie. Cosa dovà fare? Ha preso il suo laptop e se ne va dove ha detto di aver trovato una presa. Ce ne sono anche lì da te, ma vorrà più privacy. Trasloca definitivamente, prende tutto e si riposiziona in qualche altra carrozza del treno. Forse l'avevi riconosciuto subito dal look un po' boheme e un po' dandy, e, col suo cellulare nuovo ed il laptop, pensi al fatto che ha ceduto ai tempi moderni, uno che ha dovuto astrarre e magari rendere narrativo un pezzo della sua vita in cui ha partecipato all'uccisione di uomini, quando tutto - diceva - (letteratura in primis) inneggiava alla lotta feroce e drastica al proprio simile-dissimile.

Poi ti alleggerisci, e pensi che questo è il terzo vip che incontri in meno di un mese, dopo la Marini a Linate, e Giorgino in un autogrill verso Napoli.

17:45
Basta. La tua resistenza a bus, auto, treni e aerei si è esaurita. Il ragazzino accanto a te è educato: chiede a tutti se vogliono assaggiare il suo hamburger o le patatine del Mac. Legge Focus e pensi che sia sollevante che ci siano teste sane a quell'età. Tu hai il tuo National Geographic con le storie degli emigranti e degli elefanti uccisi per l'avorio.

Ieri a cena con l'Ingegnere eri davvero emozionata, e sentivi il batticuore che hai sentito in certe sere vuote e folli di polvere bianca: non hai raccontato niente a questo giovane perso per te.

Ieri hai anche trovato l'appartamento: Andy ti ricorda Ale, un amore carino e delicato degli inizi del 2006. Ha una casa fantastica, con un bell'impianto stereo, il parquet, l'acquario, il wi-fi... La tua stanza è piccola, ma ha il balcone e il terrazzino con le zanzariere. Proprio ieri notte, a Firenze, una zanzara elicottero ti ha morso due volte attorno all'occhio sinistro e a un braccio. Faceva un rumore spaventoso, e quando l'Ingegnere l'ha uccisa con On the road di Kerouac sei andata a controllare il suo cadavere, che ti aspettavi immerso in una piccola pozza di sangue umano.

PS. L'Ingegnere senza saperlo ti ha regalato quello che più volevi per il tuo trasloco a Milano: Winnie il Pooh.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

che vuol dire "vip"?

CityGirl ha detto...

Al: Gente di mediorama.

Greco Levante ha detto...

scalzone è molto strano definirlo un vip, credo ne riderebbe a crepapelle,riguardo al fatto di adeguarsi al consumismo, al capitalismo e al moderno look beh, lo posso capire...
nel 1977 avevo 14 anni e facevo parte di un collettivo politico di scalmanati rxtraparlamentari. ricordo le botte coi missini davanti a un centralissimo negozio di abbigliamenti palermitano attorno al quale orbitavano i "travoltini" e i fasci. di li non si poteva passare senza sputi e provocazioni.
noi ragazzi eravamo indottrinati dai più grandi, leggevamo solo un certo tipo di libri e la musica ke ascoltavi ti distingueva o ti accomunava con ki aveva i tuoi stessi gusti. Si partiva in autostop per le manifestazioni a Roma o a Milano, per vedere iNeil young o i rolling stones a Napoli. io appartengo alla generazione dei meno arrabbiati. il movimento si era sciolto nel 74 e del 68 ci arrivavano echi confusi e lontani
eravamo troppo giovani per condividere la lotta armata e troppo sfiduciati nella politica per stare alle regole dei partit.
io mi ritengo fortunata di aver avuto solo 14 anni nel 77 perkè con la rabbia ke avevo in corpo se fossi stata più grande di età non mi sarei limitata a disegnare la stella a 5 punti dentro il cerchio sul diario di scuola....