martedì 15 aprile 2008

That's all folks

Sarà che ti sei licenziata, che deve venirti il ciclo, sarà che la luce in camera non funziona e non sei un elettricista, che hai 300 euro sul conto, sarà che domani il tuo bello si laurea, o che ti senti sola a Milano, ma sei depressa.

Oggi hai parlato con una psicologa, per l'ennesimo colloquio di lavoro, e ti ha detto che nonostante fossi una dimissionaria, non sembravi depressa. E allora hai cominciato a pensarci sul serio, e nonostante sembri sorridente e sei libera dalla tua vecchia azienda (dalla tua ex capa marchettara, dall'obbligo di tirar su soldi per un titolo che crolla), la verità è che ti senti sola, e che il tuo percorso non sembra così lineare: ti chiedi se è giusto che tu sia a Milano senza voler diventare un manager in 2 anni.

E alla fine ti dici che è così e basta, e allora vaffanculo HR, farai la content manager dal 5 maggio, verrai pagata per scrivere, e ti aggrappi alla canzone che ha appena cantato Hermes di Futurama: You gotta do what you love even if it's not a good idea!

Sperem.

domenica 16 marzo 2008

La settimana delle verità

Speri che quella che verrà sia la settimana giusta: che il telefono squilli con I belong to you e che sia l'HR Director di quella società che ti interessa tanto, di quel tuo cliente a cui sei piaciuta, che saresti troppo felice di portare via alla tua azienda. Sarebbe il trionfo più bello, quello dell'ingrata, che quasi sputa in faccia a una direttrice bionda e cattiva, falsa, invidiosa, bambina, ingiusta.

Lo speri tanto: ti hanno chiamato diversi competitor della tua società ma non ce la fai più a vendere gente, negoziare, trattare, piangere, svegliarti con ansia e paura, dover raggiungere target di fatturato che sono fattibili solo se i soldi ce li metti di tasca, solo se vendi qualcosa a tua madre.

Hai uno stipendio da fame, soprattutto se paragonato a quello che ti chiedono, al tempo che non hai, alle schifezze che ti dicono e fanno, a quello che - peggio - respiri nell'aria. E stai pensando quasi di diventare una RIV, una ragazza in vendita, di mettere tue foto nude sul web e poter pagare così le bollette, pagare l'affitto che ti strozza, comprare un vestito e delle scarpe per il matrimonio di tua sorella, il biglietto aereo per andarci, il regalo da testimone di nozze, il regalo per la laurea del tuo bello.

Sei sul lastrico. Oggi Vik ti ha chiesto di venire a stare da te, se troverà un nuovo lavoro. E il bello è che te l'ha chiesto anche lui, così bello, timido ma sfacciato, ingenuo, non immagina che la convivenza logorerebbe tutto, che non ti sopporterebbe né desidererebbe più, che tutto esploderebbe in un modo malato. Ma ti dice che aveva paura a chiedertelo, con quel faccino da ragazzino perfetto, e mentre fate l'amore te lo sussurra: voglio venire a stare con te.

E la sventurata rispose.

sabato 8 marzo 2008

Reporting del week-end

La parola reporting ti fa pensare a cose tristi: il giovedì sera il vostro sistema informativo estrae i dati sulle vostre performance e il venerdì vi trovate sulla scivania le copie del dossier del vostro capo, che vi esponde al pubblico ludibrio, cerchiando i punti critici e scrivendo su tutte le copie la percentuale di performance che avete raggiunto durante la settimana. Tu sei sempre tra il 70 e l'80%. Cioè uno schifo, e hai da fatturare ogni mese quella che è la tua retribuzione annua lorda. In tutto questo lavori 12 ore al giorno e te l'ha fatto notare anche il tuo calzolaio, che ti vede uscire alle 8 e mezza AM e rientrare alle 8 e mezza PM.

Ieri sera non avresti dovuto vedere Kinder Boy, perché arrivava suo cugino dalla Spagna, poi la cosa è saltata e ti ha chiamata sperando di vedervi. Dovevi disdire dei piani che avevi realizzato già in funzione dei suoi. Quindi gli hai detto che facevi a pugni con il tuo orgoglio ma che ti andava di vederlo e bon.

In realtà ieri sera ti sei resa conto di essere abbastanza sola: hai fatto un giro di chiamate/sms e ti sei resa conto che c'è qualcosa in te che non ti fa creare dei network, ma delle relazioni uno a uno, e una per volta. Sei come Picasso: c'è il periodo blu, quello rosa e così via... e in un ognuno appare e scompare una persona.

Ieri con Quit avete parlato delle vostre solite speculazioni letterarie, poi avete fatto l'amore e ti sei addormentata: avevi bevuto e fumato molto. Quando ti sei risvegliata, verso le 4, lui non c'era più, c'era un messaggio sul tuo cellulare che all'una e mezza ti diceva buonanotte amore. Ma ti sei sentita inquieta, averlo perso senza essertene accorta ti ha fatto male...

Comunque stasera si va all'Oca Giuliva con Hello Kitty e amica e con la Francia. Le tue amiche stanno facendo un po' le fighe di legno in questo periodo: o sarai tu che sei più insicura per tutta una serie di motivi. Comunque dopo cena dovreste incontrare il tuo bello e suo cugino di Barcellona al Refill. Chissà se gli uomini saranno ammessi nei locali pubblici stasera. Speri di sì, perché l'altro sesso è quasi la tua ragione di vita.

Ora te ne vai a letto, che le lentine scadute ti hanno ucciso gli occhi e la testa. La canzone che stai ascoltando è Santa Maria del Buen Ayre, e tu vieni da una città che si chiama Benevento e vivi in una strada che si chiama Buenos Aires.

La vita la stai sentendo così forte che ti sta facendo male in questi giorni.

domenica 2 marzo 2008

Le sorelle M.

Come casalinga fai schifo, si sa: per togliere una macchiolina di colla dal pavimento nero, ne hai appena sbiancato un pezzo enorme con il Cillit Bang, che dovrebbero rinominare Killit Bang. Ma in compenso sai aggiustare come nessuno caldaie e finestre.

Niente di nuovo sotto il sole, tranne che piangi quasi tutti i giorni per il lavoro e che non riesci a coltivare relazioni. Con Petit Cheri tutto bene, fai talmente tanto sesso che ti svegli con gli addominali doloranti. La prossima settimana hai due colloqui, e questo ti rende piena di belle speranze, che preghi non vengano disattese.

Hai visto l'Ingegnere giovedì: ti ha portata a cena - dopo aver insistito tanto c'è riscuscito, ti ha sempre presa per sfinimento - ma alla fine hai pagato tu! Nel restau c'era una bionda strafiga, peraltro italiana, ma quanto ti sei sentita - forse ingiustificatamente - più bella e sicura, con il tuo interno spaccato, con il tuo nonsense permanente, con i tuoi capelli che la piastra non andava, con la tua povertà da 26enne emigrata. Con l'Ingegnere ti sei sempre messa nella condizione di quella che doveva ricevere e non riceveva (facendoglielo pesare), proprio perché avevi voglia di destrutturare la parte che si era dato di giovin signore, accompagnatore galante, corteggiatore veneziano, commerciante arricchito, elegante portatore di pashmine. In realtà non sa cosa sia la superiorità e non conosce l'effetto di chi vuol conquistare una donna con un regalo o una cena: nessuno come lui se la canta e se la suona, crede che assumere l'atteggiamento del cavaliere o definirsi tale gli consenta di esserlo davvero o di ottenere questo riconoscimento dagli altri. Ti ha chiesto ospitalità martedì prossimo e tu gliel'hai accordata. Ma l'idea di fare sesso con lui ti mette i brividi, dormirà su un altro letto: vi siete scambiati qualche bacio giovedì e l'esito è stato che non vedevi l'ora di tornare a casa!

Tu da una storia vuoi ben altro: non a caso i tuoi amori importanti sono stati: un quasi tossico, uno studente depresso e il meraviglioso stagista modello di cui sei innamorata!

Tua sorella il 5 aprile si sposa.

domenica 10 febbraio 2008

Carnevale, San Valentino e l'arrivo dei tuoi

Non sei molto concentrata: attirano la tua attenzione le cose intorno: l'apribottiglie; il tempo che da quando vivi a Milano vola, corre, fugge; Living Darfur, la canzone di Mattafix che ti commuove; il sole fuori che ti turba un po'. Vorresti comprare qualcosa a Quit per San Valentino, per sublimare la vostra fresca storia, ma magari lo inviterai a cena in qualche bel posto. Avresti voluto prendere qualcosa anche ai tuoi genitori, che arrivano proprio il giorno di San Valentino: il giorno dopo è il loro anniversario di nozze e il 2 è stato il compleanno di tua mamma. Ma non hai tempo: ozi, pulisci casa, esci a bere cose... Il sabato vola, e la domenica è tutto maledettamente chiuso.

Mercoledì hai sostenuto un colloquio che ha prodotto buoni frutti, in una piccola e importante società di consulenza di Milano: dovresti mappare il mondo Fashion & Luxury e cercare manager per loro. Una boutique per boutique... Come dicevi, il partner che dovresti seguire è nato il tuo stesso giorno, ma ormai lo sai che sei capacissima di far gravitare intorno a te solo cose e persone con cui c'è magnetismo.

La situazione nella tua azienda in questo momento è pessima e tu non hai la forza per sperare o aspettare che passi. Guadagni quanto una receptionist e i bonus trimestrali equivalgono a un esborso di sangue. Le riunioni del lunedì non ti fanno dormire e trovi che sia tutto poco etico e poco giusto.

Hai invitato Vik a pranzo: preparerai risotto e pollo al curry, ma non sei per niente in vena. Hai il magone da domenica pomeriggio. Ti senti sola con il tuo affitto, i tuoi problemi, il tuo passato, il tuo non senso.

giovedì 7 febbraio 2008

The next step

Quit ti ha raccontato che a Disneyland pagano un uomo per star fermo sulle banchine dei treni e dire "Watch your step" a tutti quelli che scendono, perché i risarcimenti alla gente che inciampa sono più cospicui degli stipendi che pagano agli omini-gradini.

Senti dentro che qualcosa ti sta dicendo che hai paura del prossimo passo, o che forse desideri un passo ma non sai in che direzione compierlo. Le borse crollano, forse il mercato del lavoro sta per avere un nuovo trend negativo e in azienda se la prendono con voi. Con la base. Stai molto male, dimenticano le tue fatture da migliaia di euro, parlano di cose che non conoscono. Ti stai guardando intorno, hai fatto un colloquio, ieri, in una società di consulenza/head hunting. Il partner che dovresti affiancare è nato il tuo stesso giorno. Manderai una mail di feedback, oggi stesso o venerdì sera: hai fretta di uscire dal lager che è diventata la tua azienda. Aria triste e tesa per tutti, quasi le lacrime agli occhi, lo stress, il far sentire inadeguati tutti, e beneamati quelli che convergono o i nuovi arrivati. Vuoi dismettere responsabilità che non possono essere tue, le statistiche aleatorie, i numeri fantasma, la paura delle riunioni, la tensione di ogni istante, il magone della domenica sera, gli orari che non ti permettono nemmeno di far la spesa. Eppure non vuoi scappare, non vuoi prendere la prima opportunità che non significhi la tua azienda.

Hai parlato con il tuo ex capo, oggi pomeriggio, ti ha dato ottime referenze della nuova società che stai valutando (sembra anche che ci lavori una sua amica), e comunque quella che ti offrono ti sembra una buona opportunità per diversi motivi.

Stai sulla sponda del fiume e aspetti l'enorme cadavere del tuo nemico.

domenica 3 febbraio 2008

Incubi ed emozioni



Ti senti serena, sei piena di ricordi e belle speranze. La primavera impazza e ti fa impazzire. Persino il tuo vicino-papà gambalunga ieri pomeriggio ti ha detto: “con la primavera vieni fuori?”.

Ieri sera sei stata in Baracca, il famoso posto dove il Giovane Arbitro si riunisce il giovedì con i suoi amici e fa bisboccia con le cameriere. Ti ha presentata a una delle sue amiche, il resto hai voluto evitarlo. Eri stranamente in tensione, ti sentivi nel suo mondo senza avere alleati, un po’ fuori luogo. Il posto è molto carino, una brasserie molto curata che ti ricorda le tue birrerie storiche del Meriland.

Non sai cosa far prima e alla fine non fai niente. Ti piace startene al tuo laptop e maledire la connessione rubata a chissà chi, che svanisce nei momenti topici e non fa andare Emule come si deve.

Stavi sfogliando Casaviva di giugno, l’avevi comprato qualche giorno prima di venire a vivere nella tua bella mansarda, quando credevi che avresti messo su un nido insieme all’Ingegnere, che sta tentando di riavvicinarsi. L’altro giorno ti ha mandato delle foto molto carine, dei vostri viaggi per Roma, Firenze, quando eravate sempre in autostrada... Comunque su Casaviva ci sono dei bellissimi letti-alcova di una casa svedese di vacanza. E poi subito dopo delle immagini di una terrazza in Provenza. E tu immagini la tua vita in giro per campagne e città, estati al mare, primavere libere, immagini di essere ricca, e di non dovere andare a lavoro domani. Di non dover subire le tensioni delle riunioni del lunedì.

Stanotte hai sognato che prendevi la pillola, e che quindi non c’erano problemi circa le notti di sesso senza filtro a cui ti stai sottoponendo… Ma non è vero, e quindi cerchi su Google le parole “periodo fertile del ciclo”.