Riflettevi, oggi, nel tuo giro di shopping. Riflettevi, come sempre. Una amica di tua madre, il cartolaio, il fax che hai mandato a Roma, la mail del tuo ex, oggi hanno detto: Milano no. Cominci a chiederti se un contesto più protetto come un Ministero non ti avrebbe fatto meglio, e poi comincia ad affiorare la consapevolezza che hai deciso di andare via per molti motivi, che hai scelto Milano anche per mettere un punto, per mettere distanza, in modo silenzioso, tra te e la tua relazione. Tra te e G.
Oggi, mentre stampavi, hai letto il suo nome in Outlook: dice cose tremende, come la paura che tu potessi cestinare a pie' pari le sue parole. Se pensa questo è perché potresti farlo, perché hai fatto cose simili, che gli hanno fatto male. Hai pensato al panico, all'angoscia, alla "voragine" (come ha detto lui) che hai sentito dentro di te quando le cose con la tua vecchia storia sbagliata con Mimì non andavano bene. Tu lo hai tradito più di una volta, e lui è stato sempre lì. Tu sei nervosa ora, e ti chiedi com'è possibile che hai potuto pensare di riuscire a sparire di nascosto, in silenzio, di non farti destabilizzare da altre parole, altre richieste di spiegazioni.
Lo scorso week-end, mentre eri da Carrefour a Milanofiori con l'Ingegnere, hai risposto alla sua telefonata, dopo messaggi disperati che nemmeno leggevi bene, a fondo. Perché hai sempre pensato che lui è uno leggero, che sopravvive e galleggia. E perché a galleggiare volevi essere tu, come vuoi adesso. Non vuoi vederlo, non vuoi ridere con lui, per non essere incapace di dirgli: è finita. Ora, per ora, è finita. Stai mettendo chilometri, come volevi quando eri a Budapest: un posto tuo, e lontananza che avesse parlato da sé, che avesse fatto scivolare le cose verso la dimenticanza.
Ora c'è questo enorme cambiamento, e credevi che la tua fosse una pura scelta di lavoro, ma se tu avessi amato G. saresti rimasta nella vostra città, e tutto sarebbe stato più facile, e avete aspettato anni, insieme, questo momento. Prendere una casa insieme a Roma. E invece... quando hai avuto la possibilità di tutto questo, sei fuggita, e ricominci da capo, forse perché sai solo costruire, sai solo mettere mattoni e guardare crescere i tuoi progetti. Quando finiscono, quando arriva la fine, quando lo scopo è raggiunto, tu rifai le valigie. E ricominci altrove.
Oggi, mentre stampavi, hai letto il suo nome in Outlook: dice cose tremende, come la paura che tu potessi cestinare a pie' pari le sue parole. Se pensa questo è perché potresti farlo, perché hai fatto cose simili, che gli hanno fatto male. Hai pensato al panico, all'angoscia, alla "voragine" (come ha detto lui) che hai sentito dentro di te quando le cose con la tua vecchia storia sbagliata con Mimì non andavano bene. Tu lo hai tradito più di una volta, e lui è stato sempre lì. Tu sei nervosa ora, e ti chiedi com'è possibile che hai potuto pensare di riuscire a sparire di nascosto, in silenzio, di non farti destabilizzare da altre parole, altre richieste di spiegazioni.
Lo scorso week-end, mentre eri da Carrefour a Milanofiori con l'Ingegnere, hai risposto alla sua telefonata, dopo messaggi disperati che nemmeno leggevi bene, a fondo. Perché hai sempre pensato che lui è uno leggero, che sopravvive e galleggia. E perché a galleggiare volevi essere tu, come vuoi adesso. Non vuoi vederlo, non vuoi ridere con lui, per non essere incapace di dirgli: è finita. Ora, per ora, è finita. Stai mettendo chilometri, come volevi quando eri a Budapest: un posto tuo, e lontananza che avesse parlato da sé, che avesse fatto scivolare le cose verso la dimenticanza.
Ora c'è questo enorme cambiamento, e credevi che la tua fosse una pura scelta di lavoro, ma se tu avessi amato G. saresti rimasta nella vostra città, e tutto sarebbe stato più facile, e avete aspettato anni, insieme, questo momento. Prendere una casa insieme a Roma. E invece... quando hai avuto la possibilità di tutto questo, sei fuggita, e ricominci da capo, forse perché sai solo costruire, sai solo mettere mattoni e guardare crescere i tuoi progetti. Quando finiscono, quando arriva la fine, quando lo scopo è raggiunto, tu rifai le valigie. E ricominci altrove.


